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Benvenuti a Reggio Calabria

di Jamil El Sadi
Video in sostegno al pm Giuseppe Lombardo e ad i magistrati della Dda di Reggio Calabria

Un titolo degno di un villaggio turistico o di una cartolina. Una sorta di biglietto da visita che in verità cela una realtà molto più crudele e profonda. Il nuovo video di Our Voice production è caratterizzato proprio da questo dualismo. Una sorta di ossimoro che vede in contrasto la presentazione di una città, di una terra tra le più belle e povere del Paese ma che al contempo è casa di uomini più ricchi dello stato della California.
Con un’interpretazione ironica impeccabile, l’attrice Elisa Pagano è riuscita a trasmettere un messaggio chiaro: il vero problema di quella terra, e non solo, è il connubio tra la ‘Ndrangheta e i sistemi criminali integrati.
In apertura Elisa, con sarcasmo, si domanda come possano i calabresi essere senza lavoro vivendo in una terra in cui traffica una somma così ingente di denaro. “Ma certo per il nostro mare, il nostro commercio! - si risponde -. Ogni giorno a Gioia Tauro arrivano centinaia di container pieni di sacchi di Farina fresca, buonissima, esportata (l'allusione è ovviamente alla cocaina, ndr)”. L’attenzione è subito focalizzata su uno dei temi più scottanti nel mondo del crimine organizzato: i traffici di droga.
A seguire, la giovane attrice traduce il complesso sistema criminale con cui la ‘Ndrangheta fattura miliardi all’anno in un semplice binomio: “Famiglie mafiose e capi di Stato si siedono tranquillamente e discutono assieme alla cena di Natale, come fratelli! Piromalli, Mancuso, De Stefano, Pesce... - continua - le cosche più grandi d’Europa, 400 famiglie e milioni di affiliati nel mondo”. Una rete di commerci e interessi complessa che, fra i tanti Paesi coinvolti, vede anche la partecipazione di Svizzera, Germania, Messico, Sud America e Stati Uniti.
L’intento di quest’ultima produzione cinematografica, però, non è quello di “fare di tutta l’erba un fascio”, come ricorda il detto, bensì testimoniare che oltre alla Calabria omertosa, 'ndranghetista, sordomuta esiste una Calabria stanca del fenomeno mafioso. Che ci sono uomini delle istituzioni che rischiano la loro vita perché dediti a far emergere la verità riguardo alcuni momenti bui della storia del nostro Paese.
Ecco, dunque, il leitmotiv che ci ha spinti a realizzare il video, ovvero quello di sostenere il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ed i magistrati della Dda della stessa città. Proprio in questi giorni si sta celebrando la requisitoria del processo da lui istruito che porta il nome di “‘Ndrangheta stragista”, per il quale è vittima di sempre più minacce di morte, isolamento e delegittimazioni (provenienti non solo da ambienti mafiosi). Giuseppe Lombardo è quello a cui mandate le letterine di San Valentino con i proiettili dentro. Quello che ‘Prima gli spariamo meglio è’. L’avete detto voi no? - continua la giovane rivolgendosi a chi osteggia e minaccia il pm -. Quel pover’uomo a cui avete comprato 200 kg di tritolo e li tenete nascosti chissà dove per fargli la sorpresa di compleanno. Vi sfido ad avere il suo coraggio”.
Da questo processo storico emerge per la prima volta che la ‘Ndrangheta ha partecipato assieme a Cosa Nostra alla stagione stragista dei primi anni ‘90.
“Si parla di Magistrati! Di persone che rischiano la vita ogni giorno lì fuori! - grida Elisa - Ci chiedono: ‘Non lasciateci soli! Scendete in piazza e animate la rivoluzione’”. Noi questo appello lo abbiamo accolto e diffuso assieme al quotidiano ANTIMAFIADuemila che ha organizzato un Sit-In che avrà luogo venerdì 10 luglio a Reggio Calabria davanti al Palazzo di Giustizia (Piazzale Gaeta) ed inizierà alle ore 09.30.
L’iniziativa ha lo scopo di sostenere il pm Giuseppe Lombardo ed i magistrati della Dda di Reggio Calabria per contrastare il loro isolamento e la loro delegittimazione. Per fare in modo che la storia stragista del nostro Paese non si ripeta ancora una volta e per dire “No alla ‘Ndrangheta e allo Stato-Mafia”.
Dario Fo diceva: “In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste”. Questa è la filosofia a cui Our Voice production si è ancora una volta ispirata per realizzare questo video. La volontà di non rimanere in silenzio e di “rompere un po’ le teste” con l’arte, l’ironia, la satira e con la verità dei fatti.
Caro lettore, ci sono magistrati che rischiano la vita, non lasciamoli soli!

(del 2 luglio 2020)

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