Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Primo Piano Capaci, Ardita: ''Commemorazioni del tutto distanti dalla realtà di Falcone e Borsellino''

Capaci, Ardita: ''Commemorazioni del tutto distanti dalla realtà di Falcone e Borsellino''

di Davide de Bari - Video
“L’unico modo di onorare Falcone è sforzarsi di avere un briciolo della sua competenza e del suo coraggio”

“Ci si è abituati questi anni a vedere le commemorazioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino piene di personaggi che hanno commemorato le nostre vittime che però in questa terra hanno fatto l’opposto di ciò che loro avrebbero fatto, e cioè hanno ostacolato il lavoro di quanti ne hanno portato avanti le idee o addirittura hanno fatto una guerra a chi ha pensato di operare come Falcone o Borsellino. Un’altra cosa assurda che si ascolta spesso nelle commemorazioni è un ricordo del tutto distante dalla realtà di ciò che furono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Sebastiano Ardita, consigliere togato del Csm e pm antimafia, ha ricordato così la strage di Capaci, in una diretta Facebook, organizzata da CittàInsieme Catania, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montanaro. Secondo Ardita in alcuni casi si dice che Falcone e Borsellino “erano magistrati che operavano nel silenzio delle loro stanze e mai si esponevano in pubblico. E' un dato palesemente falso - ha detto - Giovanni Falcone e Paolo Borsellino operarono in un contesto pubblico, che si esponevano e avevano il coraggio di dire quello che andava detto anche quando questo avrebbe comportato dei problemi per questo ne ebbero tanti. Morirono per questo, per essere personaggi pubblici e avere il coraggio di dire la verità fino in fondo nel loro lavoro”. Il magistrato ha evidenziato che questo 28° anniversario della strage “sarà ricco anche di altri contenuti, non possiamo ignorare quello che è accaduto nelle carceri e cioè, l’uscita di 400-500 imputati o condannati per reato di mafia, un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica".

ardita intervento 23maggio2020

La questione delle carceri
Il consigliere togato ha poi affrontato il tema delle rivolte che ci sono state all’inizio di marzo scorso quando è scoppiata l’epidemia del Coronavirus. “Le carceri sono crollate - ha spiegato - perché da molti anni esiste una certa importante, rilevante disattenzione per i detenuti per la loro condizione civile e la vita all’interno delle carceri, che si è tradotta nell’aumentare l’ora di ricreazione e di far venire meno le ore di insegnamento. Diciamo come se i professori fossero usciti dall’aula e hanno lasciato i ragazzi a fare quello che volevano, ad autogestire la classe”. Secondo Ardita la mafia non ha fatto altro che “strumentalizzato la paura, del tutto immotivata, si è approfittata del fatto che lo Stato non ha comunicato ai detenuti che ci avrebbe pensato lui ad assicurare la sicurezza. Quelle delle terze brande, persone che sono sottoposte anche alla gerarchia del carcere, sono state mandate avanti per poter fare le rivolte in cui sono morte 14 detenuti. Un'ecatombe”. Si era insinuata l’idea che da un momento all’altro potesse crollare tutto, ma “in realtà era una rivolta che lanciava una cattiva attenzione all’interno delle carceri, al welfare, alle persone, che ha prodotto poi il disagio, che la mafia ha strumentalizzato. E poi da lì la risposta dello Stato qual'è stata? Non è intervenuto socialmente all’interno, reintegrando servizi, disciplina intera, perché non si può reagire quando vengono messe a ferro e fuoco le carceri italiane, luoghi in cui l’esecuzione della pena deve essere garantita. - ha poi aggiunto - Un provvedimento che consentiva a personaggi pericolosi, anche se non mafiosi, però pericolosi, quelli che non erano stati liberati in passato, di poter beneficiare per l’ultimo tratto della pena. Ne è conseguito che ne sono uscite 8000 mila persone”.
Per il consigliere togato se non si interviene a “curare le malattie sociali, la mafia prenderà quelli delle ultime brande, quelli dei quartieri a rischio all’esterno e lì utilizzerà contro di noi, con un piccola differenza, che abbiamo agito un po’ tutti con il petto gonfio con la sicurezza che abbiamo vinto la lotta alla mafia quando in realtà non abbiamo vinto nulla, in quanto abbiamo spiegato a molti che la mafia si è rifatta una sua verginità, ha una sua potenza economica importante, sta infiltrando le istituzioni, sta inquinando il dibattito pubblico anche sulla giustizia, perché spesso si parla di garantismo anche in modo strumentale, ma dobbiamo essere garantisti soprattutto con gli ultimi, con chi non ha commesso qualcosa”.
In conclusione, il magistrato catanese ha affermato che “il miglior modo di onorare Giovanni Falcone è “sforzarsi di avere un briciolo della sua competenza e del suo coraggio”.

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

In memoria di Giovanni Falcone

Don Luigi Ciotti sulla strage di Capaci

Tescaroli: ''A Capaci un atto terroristico-eversivo in una logica più ampia''

Anniversario strage di Capaci, interventi del pm Giuseppe Lombardo

La strage di Capaci e la lotta alla mafia

Strage di Capaci: il minuto di raccoglimento davanti all'albero Falcone

Giuseppe Costanza, autista di Falcone: ''Stufo delle solite passerelle''

Giovanni Falcone: politica corrotta e toghe sporche per ricordarlo. Indegnamente

Strage Capaci, Ingroia: ''L'Italia non è stata all'altezza del sacrificio di Falcone''

#StragediCapaci: l'essenza di un anniversario

Ignazio Cutrò: ''Lo Stato non dimentichi. Non vogliamo altri martiri''

Sandro Ruotolo: ''La mia Mafia si relaziona con il potere e questo accade ancora''

Il pm Tescaroli: ''Non dimentichiamo la strage di Capaci''

Educazione alla legalità ed educazione antimafia

La rabbia di Vincenzo Agostino: ''Colletti bianchi non vi perdono''

Capaci, fine storia mai: assassinio Falcone, non solo mafia!

Capaci, Tartaglia: ''Nonostante emergenza Covid-19 il mio cuore va all'Albero Falcone''

Capaci, Di Matteo: ''Perseguire verità per dare un volto a chi concepì strage insieme ai mafiosi''

Strage di Capaci, Di Matteo: ''Csm si metta alle spalle pagine oscure''

Lodato: ''Menti raffinatissime? Falcone mi fece il nome di Bruno Contrada''

Quando Giovanni Falcone lanciò l'allarme sulle Menti Raffinatissime

Di Matteo: strage di Capaci probabilmente eterodiretta da entità esterne alla Mafia

Saverio Lodato: Giovanni Falcone mi chiamò per raccontarmi delle Menti Raffinatissime

''Per questo mi chiamo Giovanni'': il romanzo che racconta la storia di Falcone ai ragazzi

Video - Giovanni Falcone e la strage di Capaci: vogliamo la verita'

23 maggio 1992-23 maggio 2020, nel sangue dei martiri il fiore della speranza

Strage Capaci: per fare memoria tornano i lenzuoli ai balconi

Capaci: G. Foti (Sos Impresa-Rete per la Legalita'), la lotta alla mafia si fa adottando comportamenti virtuosi

Strage di Capaci, de Raho: ''Utilizzare metodo Falcone per lotta a mafie transnazionale''

Strage di Capaci: il 23 maggio di Aida Satta Flores dedicato alle vittime con la III edizione (online) de ''Il profumo dei limoni''

Gabrielli: ''Non abbassare la guardia nella lotta alla mafia, minaccia ancora esistente''

Strage Capaci: de Raho, ''Falcone e Borsellino sono modelli''

I tasselli mancanti di verità nella strage di Capaci: 30 Minuti con... Stefania Limiti


''Siamo Capaci'' - Videoclip

Le recensioni di AntimafiaDuemila

DOSSIER BOLOGNA

DOSSIER BOLOGNA

by Antonella Beccaria

"Quando, alle 10:25, da quella valigia si sprigionò...

U SICCU

U SICCU

by Lirio Abbate

Lirio Abbate ci spiega perché la cattura di...


A UN PASSO DA PROVENZANO

A UN PASSO DA PROVENZANO

by Giampiero Calapà

Bernardo Provenzano, detto ’u Tratturi dai nemici, zu...

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

by Alfredo Galasso

Dall’incontro con Rocco Chinnici, Falcone e Borsellino al...


PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

by Pietro Grasso

Una testimonianza civile per le nuove generazioni. Un...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa