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Don Ciotti: ''Mafie forti e potenti in questo frangente storico''

di Aaron Pettinari - Video
Oggi la XXV Giornata in memoria delle vittime innocenti delle mafie
Dal fondatore di Libera un messaggio tra memoria, solidarietà impegno

Un messaggio di coesione, solidarietà, memoria e impegno. Così don Luigi Ciotti, intervenuto on line su lavialibera.libera.it ha voluto celebrare la XXV Giornata in memoria delle vittime innocenti delle mafie. Purtroppo l'emergenza sanitaria ha portato al rinvio della grande manifestazione che quest'anno si sarebbe dovuta tenere a Palermo. Un appuntamento posticipato a ottobre quando, si spera, questa battaglia contro il coronavirus sarà sconfitta.
"Questo 21 marzo sia un'occasione di riflessione, di ulteriore responsabilità e di tanto impegno. - ha ribadito don Ciotti - In questi giorni la memoria riconoscente si manifesta come vicinanza a chi è impegnato in prima linea nel combattere questo terribile virus, curando e salvando tanti ammalati. E anche come ricordo delle sue vittime, che in molti casi sono morte in solitudine, senza il conforto della presenza dei loro cari impossibilitati, per ragioni sanitarie, ad accompagnarle nell'ultimo tratto di vita. Siamo chiamati oggi a fare la nostra parte, adottando comportamenti responsabili, seguendo tutte le misure necessarie". "Questa situazione complessa e dolorosa può essere vissuta come un'opportunità - ha aggiunto - Ce l'ha ricordato in questi giorni Papa Francesco dicendoci che questo momento 'è tempo da non sprecare'. È molto bello questo continuare a comunicare a distanza come abbiamo visto in questi giorni: i contatti attraverso il web, il cantare assieme, dalle finestre e dai balconi. Ma questo bisogno di colmare le distanze non ci faccia dimenticare le distanze che esistevano e che continuano a esistere. Parlo delle distanze sociali ed economiche. Il senso di solidarietà che proviamo adesso, sotto la minaccia del virus, deve sopravvivere al virus, trasformarsi in un impegno collettivo, per costruire un mondo più giusto, più umano, più uguale".
Nelle sue parole don Ciotti ha anche espresso un pensiero di aiuto nei confronti degli "ultimi", gli emarginati che comunque si trovano ad affrontare questo periodo di emergenza: "L'impatto dell'emergenza sanitaria sui diritti dei poveri e degli emarginati necessita di maggiore attenzione e di misure di tutela. Penso anche alle condizioni delle carceri: l'effetto del decreto legge non è stato sufficiente: si doveva e si può fare di più. E infine non possiamo non pensare al popolo della strada, a chi è senza casa, senza fissa dimora. E pure alle guerre, che in tante parti del mondo continuano a insanguinare terre, seminando dolore, morte e terrore".

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7 luglio 2018. Don Ciotti alla manifestazione "Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità" © Imagoeconomica


Giustamente il fondatore di Libera ha ribadito l'importanza del rispetto delle regole, ma anche ricordato che nella nostra società è presente anche un altro tipo di male, quello generato dalle mafie e dalla corruzione: "Spero che questo virus sia al più presto contenuto e debellato. Ma attenzione, il ritorno a una vita sociale normale, non faccia dimenticare gli altri virus che da lunghi decenni infestano il nostro Paese. Sono parassiti a cui troppi hanno fatto l'abitudine, sottovalutandone il danno: mafie, corruzione, ingiustizie sociali, lo smantellamento dei diritti. Una democrazia a volte pallida, la distruzione ambientale, in molti casi il tradimento della nostra Costituzione".
Quindi ha proseguito: "Mai come in questo frangente storico, nonostante il grande impegno di magistratura e forze di polizia, le mafie sono forti e potenti. Potenti perché insediate in un sistema economico e finanziario che, se non criminale, è criminogeno e che, se non ha accolto le mafie, non ha fatto certo nulla per impedirne l'accesso in un intreccio di omissioni, distrazioni e complicità. Non solo le zone grigie, ma l'osmosi che si è creata fra legale e illegale: da un lato mafie flessibili, reticolari, imprenditrici e sempre più globali; dall'altro la corruzione e, diciamo, la mafiosizzazione di vaste parti di società e dei poteri che le rappresentano".
Infine un pensiero speciale, come un grande abbraccio collettivo, è stato rivolto a tutti i familiari delle vittime di mafia con un invito ad una "memoria viva" da parte di tutti. "Le vogliamo ricordare tutte, le vittime delle mafie, della corruzione, le vittime del dovere, del terrorismo, della criminalità comune, le vittime sul lavoro, le vittime del femminicidio, della violenza della guerra, della sopraffazione. Un nome, non dimentichiamolo mai, è lo scrigno della nostra unicità e diversità. Allora, un abbraccio e un appuntamento a Palermo, speriamo a ottobre, tutti insieme. Non dimentichiamoci che la speranza o è di tutti, o non è speranza".

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