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Back Sei qui: Home Primo Piano Piazza Fontana, Di Matteo: ''Csm stia vicino a pm che ancora indagano''

Piazza Fontana, Di Matteo: ''Csm stia vicino a pm che ancora indagano''

di AMDuemila
Il Consiglio Superiore della Magistratura ricorda la strage di cinquant’anni fa a Milano in Piazza Fontana

“L’importanza della memoria è fondamentale per tutti, per il Paese. La strage di piazza Fontana ha avuto un esito processuale negativo, nessuna condanna c’è stata per il concorso in quella strage. Compito del Csm oltre a quello di coltivare la memoria è quello di stare vicino a quei magistrati che continuano a indagare a 50 anni da quei fatti”. Così si è espresso il consigliere togato del Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) Nino Di Matteo, dopo che il vice presidente David Ermini che ha ricordato la strage di Piazza Fontana, compiuta il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano presso la Banca Nazionale dell'Agricoltura e che causò 17 morti e 88 feriti. Secondo il magistrato, che condusse l’accusa del processo sulla Trattativa Stato-Mafia, le indagini ancora in corso sulla strage “non sono inutili” in quanto “pochi anni fa c’è stata la condanna degli esecutori di piazza della Loggia, grazie a recenti indagini”. “Ho apprezzato l’invito al ricordo di questa giornata, - ha aggiunto - ma voglio sottolineare come il Csm starà vicino a tutti i magistrati che ancora sono impegnati e continueranno ad impegnarsi sul fronte delle stragi”.
Il vice presidente Ermini, in apertura del plenum, ha auspicato che quel periodo storico "venga attentamente studiato nelle nostre scuole". Poi ha annunciato che "allo studio di tutto quel periodo storico, durante il quale ci fu l'assassinio di Vittorio Bachelet, saranno dedicate delle iniziative consiliari che si terranno a febbraio, a 40 anni dell'omicidio del Vice Presidente del Csm. Tutto questo perché la vera identità nazionale si fonda sulla nostra memoria". Per la consigliera Alessandra Dal Moro ''la memoria è molto importante in funzione dell'identità di un popolo ed è significativo che fatti tanto drammatici e dolorosi siano entrati così tanto nella nostra memoria da alimentare la cultura del nostro popolo anche nelle sue espressioni più popolari, che arrivano a tutti per la semplicità e l'intensità con cui sanno esprimere rispetto, dolore, affetto. - ha continuato - Per un paese e le sue vittime, com'è per talune canzoni di autori che non hanno mai rinunciato anche all'impegno civile com'è per le note toccanti di 'Viva l'Italia' di De Gregori". Il togato Antonio D'Amato si è associato all'appello alla memoria ''che insieme alla libera informazione è un baluardo della nostra civiltà. La dedizione alle indagini difficili si sta sempre più assottigliando non per le mancanze dei colleghi in Procura ma a causa delle risorse sempre più scarse''.
Dal plenum di oggi, il Consiglio Superiore della Magistratura torna alla sua completezza numerica dopo la bufera che lo ha travolto per effetto dell'inchiesta di Perugia, che ha portato alle dimissioni di cinque componenti. Le ultime elezioni suppletive, dei giorni scorsi, hanno visto l’elezione del giudice Elisabetta Chinaglia, ultimo togato mancante, facente parte di Area. Mentre alle suppletive di ottobre sono stati eletti i pm Nino Di Matteo e Antonio D'Amato.

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