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Strage Bologna, parti civili: ''Cavallini aderì a piano eversivo''

di AMDuemila
L'ex Nar Gilberto Cavallini "condannato per la banda armata dei Nar insieme ai tre stragisti Mambro, Fioravanti e Ciavardini, attuò con costoro un piano criminoso articolato, micidiale e devastante"; inoltre "ha aderito e condiviso un piano criminoso finalizzato a sovvertire le istituzioni dello Stato, anche attraverso l'esecuzione della Strage". Con queste parole l'avvocato, Andrea Speranzoni, ha aperto l'arringa del collegio di legali di parte civile davanti alla Corte d'Assise di Bologna, che sta processando l'ex Nar Gilberto Cavallini per concorso nella Strage del 2 agosto 1980.
L'imputato si è difeso nel corso del processo sostenendo che in quella data si trovava a Padova dove si sarebbe dovuto incontrare con un suo amico, soprannominato il 'Sub'. Tuttavia non ha mai riferito il nome della persona, motivando questa scelta, spiegando di non voler coinvolgere nel processo quella persona, che secondo lui potrebbe anche decidere di smentirlo.
Per il legale di parte civile "l'alibi di Cavallini è franato e fallito, con una forza di trascinamento verso il basso. Un alibi zavorrato in chiave probatoria - ha aggiunto - anche per le dichiarazioni di Mambro, Fioravanti e Ciavardini". I Nar "erano spontaneisti nel metodo - ha spiegato infine Speranzoni - ma strutturati in una galassia organizzata con gli ordinovisti veneti da una parte e i servizi deviati dall'altra che hanno depistato preventivamente e successivamente le indagini".
Nel corso della mattina non sono mancati i momenti d'emozione. In avvio di udienza il legale ha letto in aula un elenco con i nomi dei parenti dei morti e dei feriti nell'attentato. Non solo. Mentre accanto vi era Giuseppa Fresu, sorella di Maria, morta nell'attentato, a cui il legale che assiste 64 tra familiari delle vittime e feriti, ha dedicato una poesia di Gian Pietro Testa, che parla proprio della sorella, deceduta insieme alla vittima più piccola della strage, la figlia Angela. Un passaggio che ha suscitato commozione in Giuseppa Fresu e nella maggior parte dei familiari delle vittime che erano presenti.
"Dedico questo sforzo difensivo - ha detto ancora Speranzoni - ai familiari delle vittime della Strage e a uomini come il giudice Mario Amato, il brigadiere Ezio Lucarelli e il capitano Francesco Straullu", tutti uccisi dai Nar.
Nel pomeriggio l'udienza è proseguita con l'arringa dell'altro legale di parte civile, Roberto Nasci che ha ripercorso, tra le altre cose, alcune delle testimonianze ascoltate nel corso del dibattimento, rilevando come "tante persone, a quasi 40 anni di distanza dai fatti, continuino a fornire dichiarazioni false o reticenti".
Tra quelle citate la testimonianza di Flavia Sbrojavacca, l'ex compagna di Cavallini, che a detta dell'avvocato coprirebbe ancora "i veri motivi della sua fuga con Cavallini, avvenuta il 27 settembre 1980", in quanto "quei motivi sono legati alla strage del 2 agosto".
Anche Nasci ha parlato del presunto spontaneismo dei Nar. Per l'avvocato "appare chiaro che il cosiddetto 'spontaneismo armato' nulla aveva a che fare con reazioni anarcoidi ed individualiste nei confronti anche dei 'vecchi tramoni' della destra ordinovista o avanguardista", ma si inseriva in "una precisa e unitaria strategia eversiva che coinvolgeva tutto il mondo dell'estremismo fascista, a partire dalle frange più estreme del Msi fino ad arrivare al variegato mondo delle sigle sedicenti rivoluzionarie, tra cui ovviamente i Nar".
Quindi gli avvocati hanno presentato le richieste di risarcimento per i familiari delle vittime della Strage.
Un milione e 400mila euro per i parenti di Maria Fresu, 650mila euro per chi ha perso un coniuge, un genitore o un figlio, 100mila euro per la scomparsa di un fratello, una sorella o un nipote e 100mila euro anche per ogni persona rimasta ferita.
I legali, inoltre, hanno chiesto un risarcimento di due milioni di euro per la Regione Emilia-Romagna e altrettanti per il Comune di Bologna, con una provvisionale di 400mila euro. Ammontano, infine, a 12 milioni e 609mila euro i danni che, secondo l'avvocato Armando D'Apote, hanno subito le Ferrovie dello Stato. L'arringa dei legali di parte civile proseguirà il 16 e 17 dicembre.

In foto: Gilberto Cavallini, l'ex Nar in uno scatto d'archivio

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