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Camera nega domiciliari a Diego Sozzani (FI), circa 46 i franchi tiratori del Pd

di AMDuemila
Il centrodestra festeggia. Di Maio: “Il voto segreto va abolito. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”

Con 309 no, 235 sì e un astenuto il deputato di Forza Italia, coinvolto nell’inchiesta “Mensa dei poveri” della Direzione distrettuale antimafia di Milano Diego Sozzani, non andrà agli arresti domiciliari. La Camera ha bocciato ieri l’autorizzazione all’applicazione della misura cautelare nei confronti del deputato piemontese accusato di finanziamento illecito dei partiti per una fattura da 10mila euro ricevuti in campagna elettorale da Daniele D’Alfonso, imprenditore accusato di aver corrotto diversi politici e amministratori locali. L’esito della votazione è stata accolta con uno scroscio di applausi da parte del centrodestra, in particolare da FI che ha "festeggiato" il deputato indagato. A fine luglio scorso la Giunta per le autorizzazioni della Camera si era espressa dando il proprio assenso ai domiciliari a maggioranza, con il voto a favore di M5s e Pd. Ieri era il turno dell’Aula di Montecitorio per esprimersi sul caso e M5s e Pd, in dichiarazione di voto, hanno confermato le loro precedenti posizioni. Ma una volta giunto il momento del voto, svolto a scrutinio segreto, ecco che sono entrati in azione i franchi tiratori. Tenendo conto che quella di ieri è stata la prima votazione a Montecitorio dopo la nascita del governo giallorosso, prendendo, per esempio, il voto alla fiducia del 9 settembre, erano stati in 263 i contrari, mentre oggi a dire no agli arresti per l’onorevole azzurro sono stati in 309. All’appello mancano quindi oltre 40 voti, la cui appartenenza resterà ignota. Non pochi. Secondo un calcolo dell’agenzia stampa Dire, però, ottenuto sulla base della conta sui voti segreti, confermata da fonti parlamentari, sarebbero 46 i franchi tiratori del Pd che non hanno seguito l'indicazione del gruppo di votare a favore dell'autorizzazione degli arresti domiciliari nei confronti del deputato di FI. L’unica cosa che si può sapere dal tabulato della Camera sono assenti e non votanti. Tra i due partiti principali di maggioranza gli assenti erano 19: 10 del M5s e 9 del Pd. Tra i non votanti invece emergono nomi di rilievo appartenenti al vecchio governo come l’ex ministra della Salute Giulia Grillo o il vice di Salvini Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro per la famiglia Lorenzo Fontana. Non votante anche lo stesso Sozzani che poco prima, dopo aver dopositato una memoria difensiva, aveva annunciato che avrebbe lasciato l’aula per “permettere di votare con il massimo della autonomia”. Ad ogni modo la vicenda ha acceso una grande polemica in particolare per quanto concerne l’utilizzo del voto segreto in aula. Il ministro degli esteri e leader del M5s Luigi Di Maio ha scritto in un tweet: “Chi ha votato contro l'arresto di Sozzani dovrebbe risponderne davanti all'opinione pubblica. E invece a causa del voto segreto, non ne risponderà davanti agli italiani. Il voto segreto va abolito. Ognuno deve assumersi le sue responsabilità".

Foto © Imagoeconomica