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20190908 lamafia non e piu quella di una voltadi Aaron Pettinari - Video e Foto
La pellicola vince il premio speciale della Giuria

"La mafia non è più quella di una volta", il film del regista Franco Maresco e prodotto da Rean Mazzone ed Anna Vinci per Ia Palma, ha vinto il premio speciale della Giuria alla 76/a Mostra del cinema di Venezia. Un successo ampiamente meritato come dimostrato anche dalla lunga standing ovation che ha accompagnato la visione della pellicola venerdì pomeriggio.
Il film offre al pubblico un viaggio attraverso gli occhi di Letizia Battaglia, storica fotografa palermitana che con i suoi scatti ha raccontato Palermo, la mafia e l'antimafia, che non smette di trasmettere i propri ideali, e Ciccio Mira, l’impresario di cantanti neomelodici già protagonista nel film “Belluscone”. Due figure che non entrano mai in contatto tra loro ma che si scontrano nella rappresentazione dei propri valori in particolare approfondendo il tema della memoria a venticinque anni di distanza dalle stragi di Capaci e via d'Amelio. Il ruolo di Maresco è quello di un osservatore esterno che, mantenendo una posizione terza e scettica, cerca di comprendere.
Un tema centrale quello della memoria di figure come Falcone e Borsellino che attraversa anche le manifestazioni istituzionali che ogni anno vengono organizzate e che sembrano aver perso il loro vero senso. Una memoria che rischia di divenire sterile e che raggiunge il grottesco nel momento in cui anche il mondo dei neomelodici, rappresentato da Mira, organizza un evento in onore dei due giudici senza però voler manifestare la propria contrarietà alla mafia.

battaglia letizia festival venezia c acfb

E in questo paradosso entra anche il silenzio politico-istituzionale sulla mafia e su sentenze come quella della trattativa Stato-mafia che nell'aprile dello scorso anno ha visto la condanna di boss, politici ed alti ufficiali dell'arma.
Nel film è stato anche evidenziato il silenzio sull'argomento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella ma non con vena polemica, come evidenziato dal produttore a seguito della nota del consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica (“Tra le cose che il Presidente della Repubblica non può fare vi è, ovviamente, quella di commentare i processi e le sentenze della Magistratura”).
"La cosa che viene evidenziata è che Mattarella non abbia fatto un intervento. Ma non c'è nessuna polemica contro Mattarella - ha detto Rean Mazzone - A meno che non la inventiate voi. Mattarella è una persona perbene ma non ci fu un suo intervento. Nel film si dice solo questo”.
Proprio Mazzone ha ritirato il premio al posto di Marco che non è intervenuto al Festival: "Voglio ribadire il mio netto 'no' a qualsiasi tipo di censura. Un grazie da parte di Franco Maresco che non è qui oggi a ritirare il premio. Un applauso per Franco". "Franco non è venuto per motivi privati - ha ancora spiegato Mazzone - lui rifugge la platea, non si sente a suo agio e dorme troppo poco. È abituato a parlare e a sfogare i suoi malesseri con i suoi lavori".



Presente a Venezia, visibilmente emozionata durante la standing ovation di oltre sei minuti dopo la visione del film, anche Letizia Battaglia che è intervenuta anche riguardo la polemica sul Capo dello Stato: "Mattarella non c'entra per niente, è una persona perbene, è un buon presidente. Io non so perché non prese parola, forse non voleva entrare in polemica". Per poi aggiungere su Maresco: "Lui è uno che snobba tutti quanti. Lo amo moltissimo e quindi ho detto: questo film lo faccio anche se non mi sento adeguata. Ho sposato il suo progetto ma ho le mie idee. E non sono d'accordo su certe cose del film. Forse è un po' troppo lungo ma mi piace la voce di Maresco e mi piace sia feroce". Riguardo alla mafia la fotografa ha raccontato: "Oggi c'è una mafia elegante e profumata, che va nei college in Svizzera. I boss un tempo non si godevano la vita. Ora sono ovunque. Hanno fatto una trattativa con lo Stato che ha funzionato e non ci hanno ammazzato più. Oggi si dedicano agli hotel fatti con i soldi del riciclaggio, complice una società di merda che si droga. E certamente il colpevole non è solo quel povero cretino di Ciccio Mira".

battaglia mazzone rean c acfb

"Il premio al film di Franco Maresco va al suo linguaggio narrativo - ha commentato in una nota Roberto Cicutto, presidente e amministratore delegato Istituto Luce-Cinecittà - che non è fatto solo di scrittura ma di sapiente mescolanza di generi diversi: cinema della realtà, capacità drammaturgica di tenere alta l'attenzione del pubblico, uso sapiente di personaggi e situazioni apparentemente surreali. Tutti elementi di cinema che Luce-Cinecittà tiene in grande considerazione nel racconto della realtà italiana. Letizia Battaglia ha regalato al cinema e a tutti noi un raro esempio di lucida determinazione libera da ogni condizionamento nell'affermare le ragioni della sua militanza contro la mafia. Siamo lieti che il loro lavoro abbia trovato un forte riconoscimento da parte della giuria veneziana".

Foto © ACFB



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