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Lo spettacolo Sueño Blanco di Our Voice al TG della Tv Nacional dell'Uruguay

di Jamil El Sadi - Video
"L'indifferenza delle persone è una questione molto grave dinnanzi a problemi come la corruzione e la complicità di una parte di stato in gruppi criminali"

Domenica 31 marzo alle ore 19 è andata in onda l'intervista del Noticiero Televisiòn Nacional Uruguay a Sonia Bongiovanni e Matias Guffanti, rispettivamente direttrice generale e fondatrice del Movimento Culturale Internazionale Our Voice e responsabile dei gruppi sudamericani.
Dopo una introduzione generale dell'emittente televisiva sul gruppo Our Voice, Sonia ha parlato della presenza di giovani al suo interno che "vogliono denunciare le ingiustizie sociali come le mafie, le droghe, le guerre, ongi tipo di violenza e tanto altro. Il tutto - ha continuato - attraverso l'arte e la denuncia sociale". Nel servizio è stato presentato anche lo spettacolo Sueño Blanco. "Due generazioni a confonto - ha spiegato Matias Guffanti - un padre, che ha formato parte della dittatura militare, ed una figlia, studentessa di filosofia". Con il suo racconto, il padre, interpretato da Diego Grachot (responsabile di Our Voice Uruguay), porta la figlia, interpretata dalla fondatrice del movimento Our Voice, a ripercorrere vari episodi e "storie che hanno a che fare sia con il passato sia con il presente". "L'indifferenza delle persone è una questione molto grave dinnanzi a problemi come la corruzione e la complicita di una parte di stato in gruppi criminali. Questo è ciò che più denunciamo. - ha continuato il direttore dei gruppi sudamericani del Movimento - Il popolo sa perfettamente che esistono problemi come la droga, la violenza, la corruzione politica, i disastri ambientali e i negoziaziati tra politica, multinazionali e banche". Questo è lo scopo di Our Voice: unire la denuncia sociale all'arte, per trarne un'unica arma pacifica contro l'indifferenza e la complicità odierna. Il gruppo di giovani si esibirà nuovamente con lo spettacolo Sueño Blanco il prossimo 6 Aprile ad Artigas, in Uruguay, e l'11 Aprile nella capitale Montevideo. Per un assaggio di quello che è lo spettacolo "Sueño Blanco" e delle recenti attività del Movimento proponiamo la cronaca, a firma dell'attrice del gruppo Emilia Cardoso, dell'ultima replica tenutasi nella cittadina di Fray Bentos sempre in Uruguay.


“Sueño blanco” spettacolo di our voice, massiva risposta dei giovani  a Fray Bentos
di Emilia Cardoso

Nell’ambito della tournee in Sudamerica, siamo andati a Fray Bentos, Uruguay. Una città dall’elevato valore storico. Percorrere le sue strade, licei e centri culturali è stato sufficiente per familiarizzare con i cittadini, nei pochi, ma intensi giorni della nostra permanenza. Il motivo che ci univa nuovamente questa volta si chiama "Sueño Bianco", lo spettacolo che dovevamo presentare al Centro Culturale Espacio Locomotora, la zona fa parte del patrimonio storico, e in un attimo ci riporta in un'antica stazione ferroviaria.
Il programma prevedeva oltre alle prove quotidiane, una serie di attività di diffusione dell'evento con interviste a Radio Rincón FM 107.7 e Radio Visión FM 96.5, visite a licei, un'intervista al canale 11 di Fray Bentos, e la distribuzione di volantini nelle strade.
Il giorno in cui siamo arrivati coincideva con la giornata in cui si celebra a livello mondiale il "Giorno del Teatro” e c’erano diverse proposte culturali di taglio creativo. Abbiamo scelto di partecipare ad una prova aperta della compagnia teatrale "Sin Fogón". Dopo le bellissime prove è nato un dialogo che ci ha permesso di raccontare la nostra esperienza come giovani amatori, autodidatti che si avventurano nelle arti sceniche, e di ascoltare soprattutto, l'esperienza di chi ama profondamente questa arte che si trasforma in un modo di vivere.

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Uno scambio unico che accentuò la nostra ansietà, un clima di nuove sfide, e voglia di approcciarci al nostro lavoro in un modo nuovo.
"Sueño Blanco", un'opera teatrale che porta in scena la tensione tra un padre e sua figlia, quando lei gli chiede sul suo passato. Un passato denso di oscurità. Una trama strettamente legata alla storia Latinoamericana, ad un periodo in cui in nome di Dio e della Patria fu messo in atto un piano genocida. Ma ha anche a che vedere con il "presente", con ciò che viviamo giornalmente come "semplice politica" ma che ha le sue radici filosofiche e teoriche, in quel periodo.
Abbiamo voluto rappresentare le distinte maschere che mostrano i politici nei loro discorsi, i programmi vuoti degli specialisti impregnati nel loro sapere tanto tecnico quanto privo di etica. Non sono mancate scene forti, come quella del parallelismo tra il calcio e la dittatura dove si sentono due grida: uno è di felicità, l’altro di orrore. O la presenza delle minoranze etniche, rappresentate dalla voce di una bambina di 9 anni.
Abbiamo visitato il Liceo 2 Doctore Alfonso Requiterena; il Liceo 1 Eugenio Capdevielle, e l'Areas Pedagógicas Fray Bentos. Oltre ad invitare i ragazzi ad assistere allo spettacolo si sono generati spazi di riflessione e dialogo che hanno fanno rinascere i vincoli che ci legano come cittadini e ci rendono più empatici di fronte alle situazioni che viviamo come società e che richiedono la nostra attenzione.
L'idea di visitare le scuole era anche per portare la nostra arte, questa volta attraverso il Freestyle, un rap improvvisato con parole spontanee nate sul momento, sempre legate alle tematiche sociali che trattiamo come movimento. Abbiamo parlato a circa 200 giovani, ai quali abbiamo promesso di ritrovarci il giorno dello spettacolo, per qualche performance di Freestyle come conclusione. Alle 20 del venerdì è arrivata a Espacio Locomotora la Televisione Nazionale di Montevideo, Canale 5 per realizzare un servizio sull'opera teatrale che sarebbe andato in onda nel telegiornale della domenica.
Poco dopo la sala si è riempita. Un repentino blackout di luci ha dato inizio alla prima scena. Finito lo spettacolo abbiamo aperto i microfoni al pubblico per ascoltare i loro pensieri, le loro opinioni. Tutto quello che facciamo ha senso quando tocca la coscienza dell'altro. Il risposta del pubblico è stata densa di emozione.
"Moltissime grazie a tutti. Our Voice è un Movimento Culturale Internazionale composto da giovani di distinte parti del mondo che sentono di voler dare un messaggio di lotta. Noi diciamo che siamo i protagonisti dell'oggi e del domani, che vogliamo fare qualcosa attraverso l'arte. Volevamo ringraziare tutti, i ragazzi del liceo e tutti i presenti. (...) Dopo avere conosciuto gente che sta lottando e famigliari di vittime, noi ci sentiamo in dovere di denunciare tutto questo, diamo un senso nuovo alle nostre vite che ci avvicina alla coscienza degli altri" furono le parole di Sonia Bongiovanni.
Da parte sua Matias Guffanti aggiunse: "Siamo aperti a qualunque pensiero. Le nostre opere parlano di valori che superano ideologie o partiti politici, l'idea è avere un sguardo critico di tutto quello che succede, possiamo cercare l'unione da lì, oltre qualunque bandiera. (...) Non bisogna generalizzare, noi non siamo anarchici, crediamo che ci sia una parte dello Stato che sia marcia ma un'altra no, ed è a questo che miriamo, ad appoggiare chi rende la società un luogo più giusto”.

Tratto da
: ourvoice.it

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