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Chi sarà la donna D del 2018? E un nome sparisce

manca angela luca c emanuele di stefanodi Lorenzo Baldo - Foto
Nell’elenco di Repubblica tolto il nome di Angela Manca. Ma si può ancora votare

L’incipit è di quelli seri. “Torna l'iniziativa speciale di D la Repubblica per scegliere, assieme ai lettori, l’italiana che rappresenta meglio la forza, la passione e il talento di tutte. Nel 2016 avete votato Paola Regeni, nel 2017 Ilaria Cucchi. Quest’anno abbiamo scelto di rendere tutta nazionale la sfida: così a fine anno scopriremo chi sarà l’italiana del 2018. Scegliete fra le nostre 30 candidate”. Una dopo l’altra sfilano volti e nomi di donne di tutte le età ed estrazioni sociali. Ci sono la direttrice di orchestra, le atlete, l’imprenditrice, la manager, la giornalista, la musicista, le docenti, le attiviste, la filosofa, la youtuber, la curatrice d’arte, la dirigente museale, l’ingegnere informatico, la biologa, le geofisica, la patologa, la top model e perfino il Capo di Gabinetto del Direttore Generale Esa. C’è però un’assenza illustre: Angela Manca, la madre del giovane urologo Attilio Manca, ufficialmente morto “suicida” nel 2004. E’ del tutto evidente che ci sono tante altre donne che meritano ugualmente il titolo di “italiana del 2018” e che non sono state inserite in questo elenco, ma la mancanza del nome di questa madre coraggio ha la sua peculiarità. A spiegarlo è la stessa Angela sulla sua pagina facebook. “Di Attilio Manca nonsi deve parlare! Il giorno 1 agosto ho ricevuto un messaggio da una giornalista che scrive per D di Repubblica nel quale mi comunicava che aveva fatto il mio nome per la competizione lanciata da Repubblica quale donna dell'anno. Anche ieri mi ha confermato che ero nell'elenco che sarebbe uscito oggi, ma il mio nome non c'è. Della vicenda di Attilio e della mia battaglia quotidiana meglio non parlarne!”. E’ così scomoda per i media nazionali la storia di questo brillante medico la cui morte è costellata di ombre dietro le quali si muovono mafia, Servizi segreti e massoneria? E’ meglio quindi cancellare il nome di una donna che in tutti questi anni ha continuato a cercare giustizia e verità per il proprio figlio? Il silenzio generale dei mezzi di informazione su questo caso è la risposta più eloquente a queste domande. Dopo i reportage di Chi l’ha visto?, Servizio Pubblico, le Iene, e qualche altro servizio televisivo a tema, sul caso Manca è scesa la mannaia dell’oblio. Ma chissenefrega di questo povero medico drogato! Se l’è cercata! E tutte le incongruenze dietro la sua strana morte, quelle strazianti fotografie del corpo di un uomo che non è vittima di una overdose? Sono solo “tesi complottiste” per la giustizia italiana. E dopo un processo-farsa a Viterbo, nel quale l’unico colpevole era lo stesso Attilio, le successive indagini sono finite sul binario morto di una vergognosa archiviazione.
Si può quindi nominare questa madre, con tutto quello che comporta la sua storia personale? Evidentemente è meglio di no. Anche se oltre 30.000 persone avevano firmato contro quella archiviazione.
Poi, però, nell’articolo di Repubblica viene lanciato ai lettori un invito formale, che va al di là dell’elenco delle 30 donne: “suggerite le vostre nomination”. Un mero escamotage utilizzato solamente per tranquillizzare gli esclusi? Resta comunque l’unico modo per far sentire che esiste una parte di questo Paese che chiede di dare voce alla storia di Angela Manca, al suo esempio di vita. Per rendere giustizia a suo figlio.
Per segnalare il nominativo di Angela Manca si può quindi mandare una mail entro il 13 ottobre all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: Chi sarà la donna D del 2018?

Visita: www.attiliomanca.it



Foto di copertina: Palermo 19 luglio 2017. L'intervento di Angela Manca sul palco in via d'Amelio
© Emanuele Di Stefano

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