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Caso scorta Ingroia: gli ''ambienti del Viminale'' e le denunce ''liquidate'' come ''falsità''

di AMDuemila
L'ex pm: "Dichiarazioni offensive. Pronto a denunciare chi lo sostiene"

"Leggo sul Corriere della Sera di oggi che in 'ambienti del Viminale' le mie denunce verrebbero 'liquidate' come 'falsità'. Cosa sarebbe 'falso' secondo questi 'ambienti del Viminale'?". L'ex magistrato, oggi avvocato, Antonio Ingroia commenta così, su Facebook, l'articolo di giornale del "Corriere della Sera" in cui si riportano alcune considerazioni, senza fare nomi, che proverrebbero dalla sede del ministero degli Interni in merito alla vicenda della scorta che gli è stata revocata dallo scorso maggio. Ingroia non ci sta e pone una serie di interrogativi: sarebbero falsi "i fatti che ho denunciato? Che mi è stata revocata la protezione con queste modalità? I progetti di attentato e le minacce subite negli anni? Le intercettazioni di Riina nella parte che mi riguardano? Le dichiarazioni di pentiti su progetti di attentato da parte di mafie e servizi segreti contro di me? Il fatto che ci sia stata una Trattativa, non più presunta, e che io ho avviato quell’indagine? E che gli imputati sono stati condannati a pene pesantissime e che subito dopo mi è stata revocata la scorta?". Quindi aggiunge: "Capisco che non sono amato da certi 'ambienti del Viminale': processo Contrada e processo Trattativa ne sono la causa, lo so. Ma non può essere consentito che io venga offeso impunemente: ritengo offensive queste dichiarazioni e sono pronto a querelare chi lo dichiarasse uscendo dall’anonimato. E quindi mi auguro vengano smentite da chi ha la responsabilità del Viminale. Oltre il danno, l’insulto. È davvero troppo. E non sono più disposto a subire in silenzio".

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