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De Raho: ''La legge sulle intercettazioni da modificare''

de raho rai3 mezzora in piudi Aaron Pettinari - Video
Il Procuratore Nazionale Antimafia ospite “Mezz’ora in più”

“La legge sulle intercettazioni? Va modificata in alcuni punti. Così come è finisce per ostacolare l’esercizio delle indagini. La legge quando richiede, per esempio, che ufficiali e agenti della politiza giudiziaria seguano le intercettazioni con il captatore informatico, evidenzia un'esigenza effettiva che però contrasta con le risorse; mentre si potrebbe dire che è corretto che non si intercettino fatti totalmente estranei". Ne è fermamente convinto il neo Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, “Mezz’ora in più”, trasmessa ieri sera su Rai3. Il magistrato ha poi precisato che “come sempre non si può dire sì o no: ci sono delle esigenze, quelle di correttezza e rispetto dei diritti personalissimi, soprattutto delle persone estranee alle intercettazioni e finiscono per essere coinvolte in alcune intercettazioni che di per sé non rilevano niente dal punto di vista penale, fatti assolutamente irrilevanti".

Riforma 416 bis
De Raho ha parlato anche di una necessità di riforma del 416 bis (l’associazione di stampo mafioso) in cui dovrebbe avere un aspetto più forte la corruzione: “Sono a favore di un tagliando al 416 bis nei limiti in cui la corruzione possa costituire un’aggravante dell’associazione mafiosa”. Poi è entrato nello specifico: “Nessuno mette in dubbio che il nucleo centrale dell’associazione mafiosa vada mantenuto. Ma ci si è resi conto che la mafia ancora prima dell’intimidazione utilizza la corruzione e la collusione. Ci sono forme di infiltrazione che finiscono per inquinare le pubbliche amministrazioni”. “Del resto - ha evidenziato il procuratore - la corruzione che dilaga è uno degli elementi che più di tutti inquina il nostro sistema".

Testimoni di giustizia
Per il magistrato, inoltre, occorre trovare il modo di proteggere ulteriormente il testimone di giustizia: "E' sbagliato che chi collabori con lo Stato abbandoni poi il suo territorio. E' la criminalità che deve andare via, non il testimone di giustizia. Ultimamente in Calabria abbiamo riportato sul territorio diversi testimoni di giustizia, consentendo loro di lavorare mettendo presidi dell'esercito davanti alle loro aziende".

La forza della 'Ndrangheta
L’ex procuratore capo di Reggio Calabria ha anche parlato della criminalità organizzata calabrese spiegando che “ha ricchezze enormi, più di mafia e camorra”. "La 'ndrangheta - ha aggiunto - ha ricchezze enormi perché gestisce il traffico internazionale di cocaina rapportandosi anche con organizzazioni internazionali e insediandosi nei vari Paesi che producono la droga. La 'Ndrangheta ha saputo coinvolgere nei suoi affari anche Cosa Nostra, la camorra e la criminalità pugliese".
Secondo il neo Procuratore nazionale antimafia la mafia del dopo Riina, a sua volta, "reinveste i suoi denari in attività economiche, intervenendo in settori in crisi e mascherandosi dietro soggetti apparentemente credibili. In questo modo - ha aggiunto De Raho - porta avanti la sua azione di infiltrazione e inquinamento dell'economia, dando lavoro a coloro che la sostengono e creando una sorta di consenso sociale. Così facendo però abolisce la concorrenza ed esclude le regole di mercato assegnando lavoro solo a certi soggetti e riducendo quasi in schiavitù gli amministrazioni delle società che ne traggono beneficio".

Il sostegno ai Comuni sciolti per mafia
De Raho ha anche detto la sua rispetto allo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. In particolare, secondo il magistrato, è necessario un passo avanti: “In territori come quelli calabresi, in cui la 'ndrangheta si è impossessata della libertà dei cittadini, è necessario un intervento che non sia solo di controllo delle attività amministrative per un periodo limitato. Non possono bastare due anni ma non si può nemmeno sospendere la democrazia. Pensare a percorsi che possano accompagnare gli organi elettivi con un sostegno statale potrebbe essere la soluzione".
 
Infine ha anche commentato l’impegno politico del Presidente del Senato Piero Grasso appena diventato leader di Liberi e uguali, il partito unico a sinistra del Pd: “Penso che è certamente legittimo che qualunque cittadino possa contribuire al miglioramento della società” ha detto l’ex Procuratore capo di Reggio Calabria rispondendo a Lucia Annunziata. De Raho ha anche definito come prioritaria la legge in discussione sulla candidabilità dei magistrati. “Ho da sempre sostenuto che chi esercita una delle funzioni dello Stato importante come quella giurisdizionale non debba poi entrare nella politica perché è come passare da un potere a un altro. Ma un discorso di questo tipo – ha detto Cafiero de Rahoprevede distinzioni: un magistrato che ha dato la vita all’affermazione dei valori della Costituzione e pensa poi di poter dare, al suo pensionamento, un contributo alla politica penso che potrebbe continuare a dare qualcosa di utile al popolo italiano”.

Guarda la puntata integrale: raiplay.it

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