Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Primo Piano Nel nome di Attilio Manca: il libro presentato a Castelvetrano

Nel nome di Attilio Manca: il libro presentato a Castelvetrano

2di Miriam Cuccu - Foto e Audio
L'attacco a Messina Denaro: “Arrestato quando 'scadrà' il contratto con lo Stato”

Il dolore di una madre riesce, per sua natura, a spingersi oltre muri di gomma e mulini a vento, arrivando a smuovere le coscienze omertose o addormentate. È ciò che è accaduto tra Angelina Manca e Giuseppe Campo: lei madre di Attilio, medico il cui assassinio è passato per suicidio da overdose lui pentito ed ex mafioso del messinese, che ha rivelato come inizialmente avrebbe dovuto sparare all'urologo di Barcellona Pozzo di Gotto.
“Ora, finalmente, posso dire che mio figlio è stato ammazzato” è la frase shock pronunciata da Angelina alla presentazione del libro del vicedirettore di Antimafia Duemila, Lorenzo Baldo, “Suicidate Attilio Manca” (edizioni Imprimatur) in quella Castelvetrano tristemente famosa per aver dato i natali a Matteo Messina Denaro, ultimo boss latitante di alto rango in Cosa nostra. “Credo che il dolore di una madre, quando si sente e si tocca, faccia capire ciò che una famiglia prova. Ma anche i mafiosi e le persone che consideriamo malvagie hanno un cuore. Mi auguro che dopo Campo altri pentiti possano parlare” dice la signora Manca, in collegamento, all'evento moderato dal giornalista Rino Giacalone.
Angelina sa bene il doloroso percorso con cui “si trasforma la sofferenza in impegno”, soprattutto “facendo conoscere ai giovani la realtà in cui viviamo”, e ricorda come “mi sono sentita morire pensando che mio figlio fosse stato tradito e ucciso” ma anche “la liberazione” alla conferma che “non è stato Attilio a provocare la propria morte”. Accanto al suo dolore c'è il silenzioso tormento del marito, Gino. Guidato, precisa Baldo, da una “una lucida consapevolezza” che lo porta ad essere “convinto di morire senza un brandello di verità” sulla morte di quel figlio che sempre più circostanze indicano essere correlata con la protezione della latitanza di Bernardo Provenzano. “Il suo dolore non aveva sfogo ed è stato difficile trascriverlo, ma deve rimanerne traccia. – commenta Baldo – Il nuovo pentito ha dato vigore alle indagini (a Roma è stato aperto un fascicolo, contro ignoti, per omicidio, ndr) ma il timore è che si possa arrivare all'archiviazione” di quello che “appare come un mistero italiano, se messi insieme tutti i tasselli”, indagini e depistaggi compresi.


“Abbiamo sempre pensato di combattere un'organizzazione criminale anti-Stato. – riflette Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia DuemilaMa in realtà è parte dello Stato, un sistema di potere all'interno di un altro più ampio”. E su Attilio Manca: “È stato un assassinio preventivo, probabilmente si è reso conto che Provenzano era un uomo dello Stato”. Poi la stoccata a Messina Denaro: “Non lo trovano, così come non trovavano Provenzano per quarant'anni, nonostante sia a casa sua. Perché è superprotetto da affiliati, cittadini impauriti e istituzioni. Che, più che trattare, con la mafia, fanno patti, con Provenzano prima e Messina Denaro poi. Solo quando il contratto 'scadrà' sarà arrestato. Gli hanno sequestrato 5 miliardi di euro in patrimonio e non ha battuto ciglio” e questo perché “è al soldo dei poteri occulti del nostro Paese”.
“Questa è un'occasione per dichiarare a Messina Denaro e ai suoi sodali, ai professionisti incensurati che lo proteggono, che non può durare in eterno. – aggiunge Baldo – siamo in una fase storica dove i mezzi di informazione, salvo rare eccezioni, omettono le notizie, gran parte dell'opinione pubblica è male informata e anestetizzata, e sotto i nostri occhi continuano a passare questi ricatti. Uno status quo che siamo condannati a rivivere fino a quando non ci ribelliamo: è qui che si inserisce quell'atto rivoluzionario che è chiedere verità. Anche il caso di Attilio Manca approdò a Castelvetrano: un infermiere contattò la famiglia Manca sostenendo che in questa città Attilio avrebbe visitato un anziano che a suo dire sarebbe stato Bernardo Provenzano, ma l'indagine non portò da nessuna parte” commenta, ammonendo poi la “primula rossa” del trapanese con le parole del giornalista Nicola Biondo: “Quante persone 'perbene' a cui hai fatto fare fortuna avrebbero buon gioco a negare? Quanti geometri, avvocati, notai, quanti medici, assessori, dirigenti locali e regionali, direttori di banca e imprenditori dopo averti 'usato' oggi potrebbero dire davanti alle tue accuse 'mi ha minacciato per ottenere qualcosa ma io non volevo'. Ecco l'eredità che lasci. Una banda di sanguisughe. Che vivranno liberi e faranno magari pure gli antimafiosi e ti sputeranno in faccia pubblicamente. Ecco perché anche tu sai di essere morto”.

Ascolta l'audio integrale della presentazione: clicca qui!

ARTICOLI CORRELATI

Una nuova speranza nel ricordo di Attilio Manca

Le recensioni di AntimafiaDuemila

IL SANGUE NON SI LAVA

IL SANGUE NON SI LAVA

by Fabrizio Capecelatro

Dal traffico illecito di rifiuti all’omicidio di Don...

STORIA DI UNA PASSIONE POLITICA

STORIA DI UNA PASSIONE POLITICA

by Tina Anselmi, Anna Vinci

Tina Anselmi ripercorre i momenti più significativi del...


IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA

IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA

by Pietro Orsatti

In questo Paese, dove l’atto di nascita della Repubblica fu...

LA LISTA

LA LISTA

by Lirio Abbate

Luglio 1999: Massimo Carminati svuota il caveau della...


SALVATO DA UN MALEDETTO DESTINO

SALVATO DA UN MALEDETTO DESTINO

by Roberto Anteghini, Jonathan Arpetti

Le pagine di questo libro raccontano un’avventura umana...

CAMORRA NOSTRA

CAMORRA NOSTRA

by Giorgio Mottola

«Non chiamatela Camorra. È Cosa Nostra».Questa sorprendente dichiarazione...


ITALICUS

ITALICUS

by Paolo Bolognesi , Roberto Scardova

Troppe cose ancora rimaste in sospeso: enigmi, fatti...

MAFIA. Vita di un uomo di mondo

MAFIA. Vita di un uomo di mondo

by Alfredo Galasso, Angelo Siino

Angelo Siino, «pentito» eccellente e collaboratore di giustizia,...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia


quarantanni-di-mafia-agg

Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta