Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Primo Piano Pagliani non colpevole, ma consapevole

Pagliani non colpevole, ma consapevole

pagliani giuseppedi Sara Donatelli
Ecco perché non c’è alcuna macchina del fango contro Pagliani, soprattutto da parte del PM Marco Mescolini

Durante l’udienza del processo Aemilia del 2 febbraio è stato lungamente ascoltato Emanuele Leuzzi, Maggiore della Stazione dei Carabinieri di Fiorenzuola D'Arda. Così come già fatto dai suoi colleghi, Leuzzi ha parlato delle indagini svolte dalla squadra di Fiorenzuola d’Arda sul rapporto degli imputati con il mondo politico e con la stampa. La deposizione del Maggiore si è concentrata maggiormente sulla figura del politico Giuseppe Pagliani (in foto), imputato del processo Aemilia già assolto in primo grado, avendo optato per il rito abbreviato, con formula piena perché il fatto non sussiste. Un’udienza lunga e ricca di contenuti che però non è piaciuta a Pagliani che il giorno successivo, il 3 febbraio, ha scritto un comunicato parlando di una “macchina del fango vergognosa e scorretta. È inaccettabile che il PM Mescolini continui a gettare fango su qualcuno che, non essendo imputato in quel processo, non ha la possibilità di replicare e difendersi. La telefonata ascoltata ieri in aula è una delle prove più importanti a difesa del sottoscritto che attesta il fatto che non conoscevo Sarcone come si capisce in modo evidente dalle mie parole e dalle intercettazioni successive. Sono fatti già noti, non c’è nulla di nuovo, ho chiarito in tutte le sedi la mia posizione e prima il Riesame poi il Tribunale di Bologna hanno accertato la mia totale estraneità ai fatti e sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Perché dunque continuare, in una sede in cui non posso esercitare i miei diritti, ad attaccare qualcuno che è stato dichiarato innocente? La tesi del PM Mescolini è stata smontata dal Tribunale di Bologna ciò nonostante Egli vorrebbe continuare, illegittimamente, il processo nei miei confronti senza che nemmeno io possa difendermi”. A questo comunicato abbiamo scelto di rispondere con questo articolo in cui proviamo a ricostruire la vicenda partendo dalle motivazioni della sentenza che ha pienamente assolto Pagliani. È utile farlo per vari motivi. Innanzitutto perché le sentenze vanno rispettate, ma vanno anche lette e comprese. È utile farlo per capire il lavoro svolto dal PM Mescolini, che tutto è tranne che una macchina del fango nei confronti di Pagliani perché, come vedremo, le domande poste durante l’udienza del 2 febbraio dal PM Mescolini, e le risposte date dal Maggiore Leuzzi (che si vanno ad aggiungere alle deposizioni dei colleghi, ascoltati lo scorso anno), non sono assolutamente discordanti o dissonanti con le parole contenute all’interno delle motivazioni della sentenza che, in primo grado, ha assolto Pagliani dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. È utile farlo perché c’è differenza tra colpevolezza e consapevolezza. È utile farlo perché Pagliani è stato assolto, pienamente assolto in primo grado. Ma altrettanto piena è stata la sua grave responsabilità politica nel compiere degli errori. Non esiste solo il giudizio all’interno di un tribunale. Ma una coscienza civile, civica e sociale che ha tutto il diritto di comprendere ciò che è avvenuto. Ed esiste una coscienza individuale, intima e personale che dovrebbe spingere un essere umano, un uomo, un politico a farsi da parte perché consapevole dei propri errori, delle proprie mancanze, della propria inadeguatezza nel ricoprire un incarico pubblico, istituzionale e rappresentativo.

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

FUOCO CRIMINALE

FUOCO CRIMINALE

by Rossella Canadè

Una notte di novembre, a qualche chilometro da...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

Il pentito della trattativa e il potente PrincipeI...

IL RITORNO DEL PRINCIPE

IL RITORNO DEL PRINCIPE

by Saverio Lodato, Roberto Scarpinato

Il pentito della trattativa e il potente PrincipeI...


L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

by Giuseppe Lo Bianco , Sandra Rizza

Questo non è soltanto un libro su un’agenda...

L'ILLEGALITA' PROTETTA

L'ILLEGALITA' PROTETTA

by Rocco Chinnici

Uno per uno ci scelse: noi magistrati che...


PAOLO BORSELLINO - L'UOMO GIUSTO

PAOLO BORSELLINO - L'UOMO GIUSTO

by Alessandra Turrisi

A 25 anni dalla morte (19 luglio 1992),...

GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO

GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO

by Carlo Sarzana di Sant'Ippolito

Ancora oggi, i misteri fondamentali che gravano sulle...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia


quarantanni-di-mafia-agg

Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


apalermo-homeLuciano Mirone

A PALERMO PER MORIRE
I cento giorni che condannarono
il generale Dalla Chiesa




la-mafia-non-lascia-tempo-homeGaspare Mutolo con Anna Vinci

LA MAFIA NON LASCIA TEMPO
Vivere, uccidere, morire, dentro a Cosa Nostra. Il braccio destro di Totò Riina si racconta