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Veleni contro la verità

manca famiglia 2 di Lorenzo Baldo
Continuano gli attacchi nei confronti dei familiari di Attilio Manca

“Cara mamma, ho imparato che chi si ostina a fare del male, prima o dopo, gli ritorna indietro come un boomerang. Il giardino è pieno di veleni e le piante bruciate dal diserbante? Non importa, abbiamo una cosa che non possono intaccare, la nostra anima. Avanti a testa alta e con la schiena dritta”. E' Luca Manca a scrivere oggi queste parole sulla sua bacheca di facebook.
Da più di 10 giorni nel giardino della casa dei genitori di Attilio Manca qualcuno getta veleni che uccidono le piante e minano seriamente la salute psicofisica di Gino e Angelina. Lo scorso 20 agosto la madre del giovane urologo trovato morto in circostanze alquanto misteriose nel 2004 ha iniziato a denunciare questi atti attraverso la propria pagina dell'omonimo social network. “Le mie battaglie quotidiane stanno dando fastidio – ha scritto –, dopo i veleni sulle piante sono ricominciati quelli dalla finestra del bagno con un odore acre e irritante per la gola e per gli occhi”. “Avevano smesso anni fa quando ho chiamato i vigili del fuoco e ci avevano detto di lasciare la nostra casa – ha sottolineato Angelina nel suo post –, adesso si ricomincia. Perché?”. Ma a chi si rivolge Angelina? Chi sono coloro che “avevano smesso” tempo addietro di compiere simili attacchi? A maggio del  2011 erano stati i vigili urbani di Barcellona Pozzo di Gotto – che avevano riscontrato quell'odore acre persistente nel giardino di via Spagnolo – a chiamare i pompieri. Questi ultimi avevano potuto unicamente rilevare la presenza di gas nocivi in casa dei genitori del giovane urologo senza però poter dire con precisione di che tipo di sostanze si trattasse in quanto l’attrezzatura di cui disponevano era in grado di accertarne solamente la tossicità. Certo è che per i malori accusati i coniugi Manca erano corsi più volte al pronto soccorso per problemi respiratori (sensazione di bruciore alla gola, ai bronchi, al naso, labbra gonfie, occhi arrossati e lo stomaco che si stringe in uno spasmo insopportabile). Quella volta Gino e Angelina avevano sporto denuncia contro ignoti. Un paio di mesi dopo un vicino dei Manca aveva visto dal balcone due persone in moto con il volto coperto dal casco mentre gettavano un fumogeno nel giardino dei genitori di Attilio. Ma anche su quell'episodio non si era riusciti a individuare i responsabili.
La madre di Attilio Manca è una donna indomita che si batte da anni per avere verità e giustizia su quello che a tutti gli effetti appare come un omicidio di mafia e Servizi segreti, ma di fronte allo stillicidio quotidiano che subisce assieme al marito – attraverso questi atti ignobili – è pesantemente sfiancata. “L'accanimento nei nostri riguardi continua – annota ancora Angelina –, io scrivo queste cose in modo che tutti vengano a conoscenza di quello che sta avvenendo. Ma io dalla mia casa non me ne andrò mai!”. Al momento non resta altro che la nuova denuncia contro ignoti depositata qualche giorno fa dai Manca ai Carabinieri della città del Longano.
La miseria umana di chi si accanisce contro questi due anziani genitori – già segnati da un dolore indicibile per la perdita di un figlio – rivela un tangibile nervosismo e una forte paura da parte di chi compie simili nefandezze. Probabilmente si tratta della paura di una verità che possa far cadere la maschera di chi è coinvolto nell'omicidio di Attilio Manca, di chi ha coperto la complicità di un amico o di un parente. Una paura strisciante di chi in questi anni è rimasto impunito e adesso teme di essere smascherato.
Anni fa la grande poetessa Alda Merini scrisse: “La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno”.
L'autore di queste azioni meschine fa bene ad avere paura: per arrivare alla verità è solo una questione di tempo.

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