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Salvatore Borsellino: ''Adriana era l’Agenda Rossa più palermitana di noi''

castelli adriana photo 3Video all'interno
di Lorenzo Baldo

Bergamo. Oggi Pablo Ernesto ha tre anni, nel mese di ottobre del 2012 era un fagottino di due mesi legato a sua mamma che reggeva lo striscione delle Agende Rosse. C’erano anche loro davanti al carcere del Pagliarelli all’udienza preliminare del processo sulla trattativa. E accanto a quel fagottino c’era anche Adriana Castelli, una instancabile militante delle Agende Rosse, che gridava “vergogna” all’ex ministro Nicola Mancino. Sembra che sia passato un secolo. Adesso Pablo Ernesto è seduto tra i banchi della chiesa di Redona dove don Gianangelo dà l’ultimo saluto ad Adriana. Assieme al piccolo Pablo ci sono i suoi genitori e la sorellina di pochi mesi infagottata così come era lui. In prima fila ci sono le tre figlie di Adriana: Nadia, Patricia e Silvia, composte nella dignità del loro dolore. Gli amici di Adriana si abbracciano con gli occhi lucidi, c’è tristezza, nostalgia, ma soprattutto tanto amore nel ricordare questa piccola grande donna che Salvatore Borsellino ha definito l’agenda rossa “più pura”. “Ciao Adriana – esclama il fratello di Paolo Borsellino visibilmente commosso quando prende la parola dal pulpito – , ho portato la mia Agenda Rossa oggi perché so che tu avresti voluto che io la portassi, la sollevo in alto, anche se il braccio mi trema, perché tu avresti voluto che io la levassi in alto. Vorrei levare il nostro grido, RESISTENZA, che tu facevi risuonare anche nel silenzio, ma siamo in chiesa, e posso soltanto sussurrartelo. Vorrei avere la tua fede per credere che tu ora riesci a vederci, mentre ti avvicini alle porte del paradiso con i tanti cartelli che avrai preparato anche questa volta, quei cartelli che solo tu riuscivi a sollevare tutti insieme per fare leggere a tutti i pensieri che avevi preparato per i tuoi giudici, per i tuoi eroi.
Oggi vorrei anche sapere piangere ma è da più di vent’anni che non so più piangere. Non so se puoi vederci Adriana ma tu sai che per me la vita eterna è l’amore che lasciamo negli altri. nei cuori delle persone che abbiamo conosciuto, che abbiamo amato, e che continua a vivere anche dopo che noi non ci siamo più e questo amore che ci hai lasciato, Adriana, vivrà per sempre, finché i nostri cuori continueranno a battere, e poi vivrà nel cuore degli altri a cui lo trasmetteremo, e il tuo amore, Adriana, non avrà mai fine. Grazie Adriana, ti vogliamo bene, ti vorremo bene per sempre”.

L’emozione sotto le ampie navate della basilica è palpabile. Poco prima di Salvatore Borsellino si sono riannodati i fili della memoria con un altro pensiero per questa giovane donna. pablo ernesto“Alla notizia della scomparsa di Adriana – ricorda un amico –, il pm Nino Di Matteo ha detto: ‘È morta una grande persona che con umiltà e grande dignità ha testimoniato la bellezza e il profumo della passione per la verità e la giustizia'.Basterebbero queste parole per raccontare chi è stata Adriana . ‘Se ne è andata via l'Agenda Rossa, più vera, più pura’ ha scritto Salvatore Borsellino e tutti ci siamo riconosciuti nelle sue parole. Adriana, nella tua pagina facebook accanto al tuo grido in difesa del pool di Palermo e del processo sulla trattativa ho trovato un video del ‘Cristo velato’ di Napoli, un passaggio del testo che accompagna le immagini recita così: ‘C’è sempre un motivo per andare e c’è sempre un motivo per restare, amica mia, e in mezzo il cuore batte col rumore della cassa, e in mezzo si combatte, in mezzo il tempo passa, perché questo cuore è vivo, perché il cuore è una clessidra e ci sei tu e ci sono io e c’è la vita in un granello…’. Si Adriana, nella clessidra della vita in ogni granello che è sceso c’era tutto il tuo amore, la tua umiltà, la tua passione per la giustizia e per la verità. C’erano i giorni in cui, con un’agenda rossa in mano, hai gridato vergogna a quei potenti finiti a processo per aver trattato con la mafia. C’erano tutte quelle volte che con la tua presenza discreta hai aiutato a portare la croce a uomini giusti come Nino Di Matteo che stanno dando la vita per liberare questa terra così come la sognava Paolo Borsellino. Quella croce, Adriana, che non deve essere buttata addosso a una sola persona mentre il resto del Paese, dai suoi più alti vertici, si rende complice del suo isolamento con la propria indifferenza. E se anche noi rimarremo indifferenti non avremo giustificazioni di fronte ad altri martiri della giustizia. Ma così non deve essere. Lo Stato, la Chiesa, l’intera società civile devono sostenere e proteggere magistrati come Di Matteo. La promessa di ognuno di noi deve essere quella di continuare questa battaglia, anche per te,  senza mai cedere alla stanchezza o ai compromessi, guardando avanti con il tuo sorriso, con la determinazione che ti faceva muovere anche quando le condizioni umane non te lo consentivano.  Solo così ognuno di noi potrà contribuire al raggiungimento della verità cambiando il corso degli eventi, come tu sognavi. E solo così avrà senso la nostra vita. Qualche tempo fa sulla tua bacheca di facebook hai scritto queste parole: ‘Un abbraccio a tutti i miei Amici, in particolare, a quelli con i quali ho condiviso i sei anni più belli della mia vita recente. E tutto l'amore che posso ai ‘miei’ Magistrati e ai loro Angeli custodi, a Salvatore e a tutti gli Amici Agende rosse che hanno reso la mia vita indimenticabile, intensa, appassionata... viva’. Si Adriana, tu sei viva, e ora conoscerai la verità accanto a Giovanni e a Paolo. Proteggi i giusti, quelli che tu chiamavi i tuoi amori, e veglia su di noi, donaci forza e fede per continuare a combattere. Grazie di essere venuta su questo mondo e grazie per quello che ci hai insegnato, ma ora vai nella luce più splendente. Ciao, Adriana!”.
tramonto semLe persone escono sul sagrato della chiesa per applaudire il feretro. La bellezza di Adriana è rimasta intatta fino alla fine: come ultima volontà ha chiesto che il suo viaggio terreno si potesse concludere a Palermo dove una parte di lei si fonderà con la terra, l’aria e l’acqua di quei luoghi che tanto amava. “Adriana era l’agenda rossa più palermitana di tutti”, sussurra Salvatore con un sorriso nostalgico mentre nel cielo un raggio di sole si fa spazio tra le nuvole. Vai, Adriana, ora fai parte del tutto, sei finalmente libera. Il 14 novembre sarai a Roma con noi!

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