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Lo Verso e il caso Manca: “Conservo una statuetta che potrebbe far luce su questo”

manca-attilio-processo-webAl Borsellino quater il pentito parla dell'urologo che curò Provenzano
di Aaron Pettinari - 13 gennaio 2015
“Ho una statuetta della Madonna con il bambinello Gesù in braccio che mi regalò Provenzano di ritorno da uno dei viaggi a Marsiglia. Spero possa essere utile per risolvere l'evento dell'urologo Manca”. A parlare è Stefano Lo Verso, ascoltato oggi come teste al processo Borsellino quater. Nel giorno in cui la Commissione parlamentare antimafia ascolterà il procuratore della Repubblica di Viterbo, Alberto Pazienti, e il sostituto procuratore Renzo Petroselli in merito alle indagini condotte sulla morte dell'urologo.

Rispondendo alle domande dell'avvocato Fabio Repici, legale di parte civile al processo per Salvatore Borsellino ma anche legale della famiglia Manca che senza sosta chiede verità sulla morte del medico, l'ex mafioso di Ficarazzi ha raccontato un episodio al quanto particolare sulla vicenda. “Ci fu un incontro nell'agosto 2003, la casa l'avevo messa a disposizione io - ha raccontato ai giudici - Lui si era spostato in Francia. La prima volta in giugno ed era rientrato in luglio. Un'altra tra fine settembre e inizio ottobre, il mese successivo degli arresti per le talpe in Procura. Ecco nel mezzo ci fu questo incontro nell'agosto 2003 e c'era appuntamento con Ciccio Pastoia e Nicola Mandalà e lui mi portò un souvenir. Era una madonnina con bambino Gesù in braccio. Questa statuetta io la ricollegai al fatto che sicuramente Provenzano era stato in un luogo religioso e che quindi mi porta un pensierino”. “Questa statuetta - prosegue Lo Verso nel suo breve racconto - io la tengo conservata non sotto l'aspetto che si tratta di un regalo di Provenzano ma perché questa madonnina possa essere utilizzata per risalire alle indagini che che possibilmente possono essere utili per risolvere l’evento che stanno cercando in tutti i modi i magistrati per il caso dell’urologo Manca che è stato… qualcuno dice è stato ucciso qualcuno qualcuno che si è suicidato. Io tengo tutto conservato per poter dare luce su questo evento”. Un particolare inedito che potrebbe dare un ulteriore impulso a nuove indagini come si augurano i familiari ed i legali Fabio Repici ed Antonio Ingroia.

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