Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Opinioni Società ''Doppio ribasso'', affamare gli ultimi per fare più soldi

Opinioni

''Doppio ribasso'', affamare gli ultimi per fare più soldi

caselli gian carlo 0 c imagoeconomicaLe aste elettroniche della grande distribuzione per il pomodoro a prezzi stracciati
di Gian Carlo Caselli*
Corpi straziati. Auto distrutte. Sirene di ambulanze e polizia. In due giorni, nel foggiano, sedici morti. Fatalità? Comuni incidenti stradali? Che di “comune” vi sia ben poco è di assoluta evidenza, perché le vittime della strage sono tutti braccianti trasportati per la raccolta dei pomodori. Un capitolo di quel romanzo criminale chiamato caporalato: sfruttamento che sfocia in schiavitù. Una piaga che da decenni investe il nostro Paese. Non un’emergenza di cui preoccuparsi solo quando un “fattaccio” ci scuote. Un fenomeno strutturale, che riguarda il funzionamento stesso di parte della nostra economia.

Oltre ai lavoratori (che pagano i prezzi peggiori) a essere penalizzate sono l’immagine del Made in Italy nel mondo e le tantissime aziende che rispettando le leggi subiscono un pesante dumping. Dopo anni di parole vuote e di indignazione effimera, di questo profilo strutturale si è finalmente occupata la legge 199/2016 votata da tutte le forze parlamentari della passata legislatura con l’astensione di Lega e Forza Italia. Un atto di civiltà. Una prima risposta alla vergogna delle troppe morti nei campi italiani. La nuova legge inasprisce il quadro normativo di contrasto al caporalato in agricoltura e ha portato nel primo anno di applicazione ad un numero di arresti (oltre 70) che prima ce li sognavamo. Un indiscutibile passo avanti lungo la strada giusta. Nello stesso tempo la legge prevede azioni positive, come la Rete del lavoro agricolo di qualità e le sue sezioni territoriali, volte a prevenire lo sfruttamento con l’introduzione di forme di collocamento e trasporto legale. Per questi aspetti la legge purtroppo è ancora inapplicata e i ritardi continuano ad accumularsi.

Ma invece di attivarsi su questo versante, i ministri Salvini e Centinaio hanno di recente manifestato l’intenzione di cambiare decisamente rotta (ieri a Foggia Salvini ha corretto il tiro parlando di “miglioramenti”) ma la cosa giusta è andare avanti e non tornare indietro svuotando la legge dei suoi contenuti innovativi. Magari sacrificando sull’altare di una malintesa sburocratizzazione la responsabilità in solido delle aziende introdotta dalla nuova legge.

Ho definito le morti del Foggiano come il capitolo di un romanzo criminale. Come in ogni noir anche in questo caso il racconto svela meccanismi inconsueti, se non impensabili. Mi riferisco alle “aste elettroniche inverse al doppio ribasso” per l’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari. In estrema sintesi – ma molto di più si può trovare in un articolo di Ciconte e Liberti su Internazionale – si tratta di questo: la grande distribuzione chiede alle aziende fornitrici del pomodoro di presentare offerte di vendita; raccolte le proposte, viene indetta via Internet, partendo dall’ offerta più bassa, una seconda gara al ribasso. Si aggiudica la commessa chi offre di meno, anche se così finisce in perdita, perché vuole stare sul mercato e perché spera poi di rifarsi; in particolare pagando il meno possibile gli agricoltori; che a loro volta saranno costretti a rivalersi sulla mano d’opera. Ecco il caporalato, un effetto a cascata dove a rimetterci sono soprattutto gli ultimi, gli anelli più deboli della catena. Attenzione: non tutti i gruppi della grande distribuzione ricorrono al “doppio ribasso”. Molti hanno firmato un protocollo predisposto dal passato governo rinunciando alle aste elettroniche. Ma altri no (le cronache parlano di Eurospin) argomentando in sostanza che questo è il mercato, bellezza!

Ecco una cosa concreta che la nuova maggioranza dovrebbe subito fare: rendere il protocollo vincolante per tutti, come in Francia, anticipando una direttiva che l’Europa ha in programma di varare nel 2019 prima della fine della legislatura. Nello stesso tempo si dovrebbe approvare la riforma dei reati agroalimentari predisposta da tempo con l’obiettivo ultimo di una etichetta “narrante” che dica tutto sull’origine la lavorazione gli ingredienti e quant’altro serva per sapere ciò che davvero si mangia e si beve. Sarebbe un formidabile antidoto anche contro il caporalato. Senza la riforma a rimetterci sarebbero i consumatori. Affossarla sarebbe un favore all’italia degli affaristi impuniti.

*Presidente Osservatorio Agromafie Coldiretti

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

Foto © Imagoeconomica

Le recensioni di AntimafiaDuemila

NUDDU

NUDDU

by Pietro Orsatti

Un’inchiesta giornalistica senza apparente via di uscita e...

IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

by Attilio Bolzoni

Un siciliano che è “nel cuore” di un...


FIGLI DEI BOSS

FIGLI DEI BOSS

by Dario Cirrincione

Questo è un libro di storie e di...

IL CASO MOBY PRINCE

IL CASO MOBY PRINCE

by Gabriele Bardazza, Francesco Sanna

Per la prima volta in un libro, i...


AMEN

AMEN

by Antonio Ferrari

L’attentato a Giovanni Paolo II e i molti...

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

by Antonella Mascali

Questo libro raccoglie i principali interventi, le interviste,...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...

LA MAFIA DEI PASCOLI

LA MAFIA DEI PASCOLI

by Nuccio Anselmo, Giuseppe Antoci

Milioni di euro guadagnati per anni in silenzio...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa