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Il giudice Imposimato: ''Il referendum è un colpo di Stato bianco''

ricca piero ferdinando imposimatoda torinoggi.it
“Il risparmio, come ha calcolato la Ragioneria dello Stato, è di appena 57 milioni di euro. Se si vuole le leggi si fanno in pochissimo tempo, lo abbiamo visto. Il problema è la qualità delle leggi, fatte da pessimi governi”

“Sono convinto che siamo di fronte a un vero colpo di Stato bianco, a una situazione di vero pericolo e sento un'ansia, un'angoscia dentro di me, perché purtroppo mi rendo conto che molti non l'hanno ben compresa la gravità del momento che stiamo affrontando. Una riforma vergognosa che umilia tutti noi”.

E' il “j'accuse” del presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, invitato speciale alll'incontro pubblico sulle ragioni del “No” al referendum costituzionale, organizzato dal Movimento 5 Stelle (con il capogruppo settimese Massimo Del Vago) in una gremitissima sala consigliare di Settimo Torinese. Moderato dal noto blogger Piero Ricca, all'iniziativa sono intervenute le deputate Silvia Chimenti (Commissione Lavoro) e Fabiana Dadone (Commissione Affari Costituzionali), i sindaci Marco Bongiovanni (San Mauro Torinese) e Roberto Falcone (Venaria Reale) e il capogruppo regionale M5S, Giorgio Bertola.

Perché Imposimato che lo ricordiamo, si è occupato della lotta a Cosa Nostra, alla Camorra e al terrorismo, del rapimento Moro, dell'attentato al Papa, degli omicidi illustri Bachelet, Palma e Tartaglione e con un fratello, Franco Imposimato, ucciso dai camorristi nel 1983, definisce questo referendum un colpo di stato: “Perché – ha spiegato – queste due riforme, quella del Senato e quella della legge elettorale, l'Italicum, che riproduce gli stessi vizi della legge Porcellum, fanno sì che ci ritroviamo con una figura, il presidente del Consiglio, che riassume in sé poteri enormi a scapito degli organi di garanzia. Il pilastro della nostra Costituzione è la divisione e l'equilibrio dei poteri. Il presidente del Consiglio attraverso questa riforma cerca di assoggettare la magistratura, attraverso la scelta dei magistrati laici che compongono il Csm non più da maggioranza e opposizione, ma soltanto dalla maggioranza. Inoltre questo Parlamento è stato dichiarato illegittimo da una sentenza della Corte Costituzionale nel 2014 e può fare soltanto leggi costituzionalmente necessarie. L'unica cosa che la Corte ha detto che andava fatta è la riforma elettorale, che è stata fatta ma è peggio di quella di prima. Liste bloccate e premio di maggioranza sproporzionato. Una maggioranza conquistata alle urne che potrebbe rappresentare anche solo il 20% del corpo elettorale, conquista un premio ottenendo il 54% dei seggi della Camera dei Deputati, che sarà l'unico organo che potrà chiedere la sfiducia del governo”.

Poi Imposimato si è soffermato sull'abolizione del bicameralismo perfetto: “Il risparmio, come ha calcolato la Ragioneria dello Stato, è di appena 57 milioni di euro. Se si vuole le leggi si fanno in pochissimo tempo, lo abbiamo visto. Il problema è la qualità delle leggi, fatte da pessimi governi”.

Poi ha parlato a lungo dei legami del premier Matteo Renzi e dell'amico imprenditore e finanziatore della sua campagna, Marco Carrai con la discussa figura del faccendiere statunitense Michael Ledeen, che in passato era stato dichiarato persona sgradita all'Italia dal direttore del Sismi Fulvio Martini ai tempi della crisi di Sigonella, poi ritornato sulla scena durante la seconda guerra in Iraq e dei falsi dossier sulle armi chimiche di Saddam Hussein.

Tratto da: torinoggi.it

In foto: Piero Ricca e Ferdinando Imposimato

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