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Opinioni

Caltanissetta, la Procura chiede di archiviare l'indagine sul depistaggio di via D'Amelio

agenda rossa borsellinodi Movimento Agende Rosse - 6 agosto 2015
Venerdì 31 luglio 2015 è stata resa pubblica la risposta del Ministro della Giustizia Andrea Orlando all'interrogazione presentata dalla parlamentare del Movimento Cinque Stelle Giulia Sarti, che il 3 luglio 2015 ha chiesto se il Ministro avesse ricevuto informazioni sull'inchiesta condotta dalla Procura di Caltanissetta a carico dei tre funzionari di Polizia Mario Bò, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera (indagati con l'ipotesi di reato di calunnia aggravata), oppure se ritenesse opportuno richiedere notizie ai magistrati nisseni visto il lungo periodo di tempo trascorso dall'iscrizione dei nomi dei tre poliziotti sul registro degli indagati.

I tre funzionari, all'epoca delle indagini sulla strage di via D'Amelio, furono i collaboratori del questore Arnaldo La Barbera nel gruppo investigativo 'Falcone-Borsellino'. Bò, Ricciardi e La Barbera sono accusati dai tre 'falsi' collaboratori di giustizia Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Salvatore Candura, di averli indotti a rendere false dichiarazioni ai magistrati che nei primi anni novanta indagarono sulla strage di via D'Amelio, con il risultato di aver depistato le indagini su cui si basarono i processi (e le relative condanne) denominati 'Borsellino Uno' e 'Borsellino Bis'.

I magistrati della Procura di Caltanissetta hanno comunicato con una nota al Ministro, alla fine, di aver chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) l'archiviazione del procedimento per calunnia a carico di Bò, Ricciardi e La Barbera.'L'analisi ricostruttiva - si legge nella nota -, demandata a magistrati di questa DDA (Direzione Distrettuale Antimafia, ndr), sottoposti a carico di lavoro straordinario per quantità e qualità ha richiesto un eccezionale impegno, infine culminato nella definizione del procedimento con richiesta di archiviazione, ampiamente motivata'. Al di là dell'autoreferenzialità della nota stilata dalla procura nissena, che non abbiamo potuto fare a meno di notare, ci permettiamo di avanzare tre osservazioni sul merito della nota stessa.

1) [Si è ritenuto, ndr] 'di non poter prescindere da un'accurata, approfondita analisi del monumentale materiale probatorio stratificatosi nell'ambito dei processi 'Borsellino uno' e 'Borsellino bis', nel c.d. processo Borsellino Quater, originata dalle rivelazioni del collaboratore Spatuzza Gaspare.'

Reputiamo assolutamente corretta, anzi, doverosa la scelta della Procura di Caltanissetta di motivare la richiesta di archiviazione basandosi su un'analisi approfondita di tutto il materiale probatorio raccolto ma vogliamo ritenere che la Procura nissena avesse già analizzato accuratamente, alla luce delle rivelazioni del collaboratore Gaspare Spatuzza, tutti gli atti dei primi tre processi 'Borsellino' ('Uno', 'Bis' e 'Ter'), vista la necessità imprescindibile di una conoscenza dettagliata di quegli atti per istruire il procedimento penale 'Borsellino Quater'. La fase di indagini preliminari del procedimento 'Borsellino Quater' si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio di sette indagati in data 18 novembre 2012.

2) 'Ha elemento prioritario procedere all'elaborazione di un impianto motivazionale che fosse pienamente conforme alle risultanze probatorie, eccezionalmente complesse, emerse nel corso dei processi celebratisi oltre che alle emergenze investigative seguite alle dichiarazioni dello SPATUZZA, ciò sia a tutela dei soggetti indagati - in ragione dei possibili profili di responsabilità disciplinare connessi alla loro condotta - sia in ragione delle inevitabili ricadute sull'esito del procedimento BORSELLINO quater, allo stato pendente dinanzi alla Corte di Assise di Caltanissetta nei confronti (tra gli altri) di SCARANTINO Vincenzo, CANDURA Salvatore, ANDRIOTTA Francesco, vale a dire le principali fonti di accusa dei sopraindicati funzionari di polizia."

La Procura nissena, se non abbiamo compreso male, comunica al Ministro che l'elaborazione delle motivazioni della richiesta di archiviazione è stata eseguita in assoluta conformità alle prove raccolte sia a tutela dei soggetti indagati, 'in ragione dei possibili profili di responsabilità disciplinare connessi alla loro condotta', che in funzione delle 'inevitabili ricadute sul procedimento 'Borsellino Quater''.
Ci domandiamo, a questo punto, in base a quali valutazioni un pubblico ministero possa formulare le motivazioni della propria decisione di presentare al GIP una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione nei confronti degli indagati del fascicolo di cui è titolare. La scelta tra inoltrare al GIP una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione dovrebbe basarsi esclusivamente sulle 'risultanze probatorie emerse dalle indagini'. Il Pubblico Ministero viene a conoscenza di una notizia di reato, indaga e, se trova sufficienti prove a carico degli indagati, inoltra richiesta di rinvio a giudizio; in caso contrario, presenta richiesta di archiviazione.
In che modo ed in quale momento, durante la fase di eleborazione delle motivazioni della richiesta, sarebbero entrate in gioco le 'ricadute' che l'indagine condotta dall'ufficio del Pubblico Ministero sui tre funzionari Bò, Ricciardi e La Barbera avrebbe potuto avere sull'esito di un altro procedimento penale, il 'Borsellino Quater', entrato in fase dibattimentale il 22 marzo 2013?

3) A prescindere dalle motivazioni che hanno convinto la Procura di Caltanissetta a presentare al GIP una richiesta di archiviazione nei confronti di Bò, Ricciardi e La Barbera, non possiamo non domandarci i motivi di un'attesa tanto lunga, visti i limiti temporali imposti dal codice di procedura penale per le indagini preliminari (massimo due anni, art. 407 codice di procedura penale), ampiamente ed irregolarmente superati. Alla data del 9 giugno 2010, infatti, i nomi dei tre funzionari di Polizia Mario Bò, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera risultavano iscritti sul registro degli indagati dell'Autorità Giudiziaria nissena con l'ipotesi di reato di calunnia aggravata ('Quella strage di via d'Amelio, madre di tutti i depistaggi', Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, Il Fatto Quotidiano). Tra il 26 novembre ed il 3 dicembre 2013 i tre poliziotti furono sentiti come testimoni nel processo 'Borsellino Quater': Ricciardi e Bò, essendo ancora indagati in un procedimento connesso, scelsero di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il 18 luglio 2015 Sergio Lari, già Procuratore Capo di Caltanissetta e nominato poche settimane fa Procuratore Generale presso la stessa sede, ha rilasciato un'intervista nella quale ha risposto indirettamente all'interrogazione indirizzata dall'on. Sarti al Ministro: 'Lo stesso magistrato (Lari, ndr) afferma che sono scaduti i termini delle indagini preliminari sui tre poliziotti, ma aggiunge: 'Non abbiamo fretta di chiedere l'eventuale rinvio a giudizio o l'archiviazione. Stiamo aspettando la conclusione del 'Borsellino Quater' dove coloro che hanno fatto dichiarazioni sui tre funzionari di Polizia dovrebbero testimoniare, dopodiché tireremo le somme" ('Dopo i depistaggi. Lari: 'Non lasceremo nulla di intentato'', Giuseppe Martorana, Giornale di Sicilia, 19 luglio 2015).

Evidentemente il Procuratore Lari, nei giorni intercorsi tra la sua intervista e la trasmissione della nota al Ministro Orlando, ha cambiato idea ed ha deciso, assieme agli altri Pubblici Ministeri titolari del fascicolo, di richiedere l'archiviazione della posizione dei tre funzionari di Polizia indagati per calunnia.

Tratto da: 19luglio1992.com
  

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