Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Opinioni Società Diffamazione: serve una grande iniziativa in Italia e in Europa contro i bavagli

Opinioni

Diffamazione: serve una grande iniziativa in Italia e in Europa contro i bavagli

sciopero-legge-bavagliodi Giuseppe Giulietti - 7 luglio 2015
La Corte europea di Giustizia, che per altro ha pronunciato sentenze di assoluto rilievo a favore della libertà di informazione, ha invitato i motori di ricerca a rimuovere quei contenuti che possano ledere il “diritto all’oblio” di ogni cittadino.

In altre parole ha riconosciuto il diritto di ciascuno a non vedere ricomparire in rete il suo passato, anche e soprattutto, quando la persona si è ricostruita una vita, ha preso le distanze dell’evento rievocato ed ha persino la necessità di vedere protetta una vita faticosamente ricostruita. Non si tratta di un tema banale, tanto meno affrontabile a colpi di accetta o di reciproche invettive tra i sostenitori del diritto all’oblio e chi teme per il diritto alla informazione, che deve fondarsi anche sul dovere della memoria e sulla possibilità di offrire ai lettori non solo un testo, ma anche il contesto di ogni evento.

Si tratta di un equilibrio difficile da raggiungere e che vivrà sempre momenti di irrisolta tensione. Probabilmente sarà la stessa Corte a dover tornare sul tema, anche perché la BBC ha deciso di pubblicare sul suo sito l’elenco degli articoli che saranno rimossi da Google su richiesta motivata degli utenti. Che la situazione sia paradossale lo dimostra il fatto che Google ha rimosso già alcuni testi, la BBC li ha pubblicati e Google li ospita, ovviamente sul sito della BBC.

I dirigenti della emittente pubblica inglese hanno rivendicato il diritto a mantenere l’integrità del proprio archivio e a fornire un servizio completo ai loro utenti, ritenendo prevalente il diritto ad informare e ad essere informati rispetto al diritto all’oblio. La loro decisione ha avuto il merito di riaprire una discussione pubblica e di impedire qualsiasi automatismo tra la sentenza, la richiesta di un singolo e la cancellazione di un testo.

Questo, ovviamente, dovrebbe costringere editori e giornalisti, con o senza tesserino professionale, a verificare di più e meglio ogni notizia, a ripristinare una dignità lesa senza bisogno di giudici e sanzioni, a rispettare il diritto all’oblio quando non si tratta di informazioni di ” pubblica utilità e manifesta rilevanza sociale”, per citare altre sentenze della medesima Corte europea. Non risponde in modo sostanziale, invece, alle sentenze europee la legge sulla diffamazione approvata dalla Camera dei deputati in terza lettura.
Nonostante l’impegno del relatore Verini e l’abrogazione del carcere, resta irrisolta la questione delle liti temerarie.

Vedrà il giudice, in caso di querele palesemente intimidatorie, se, quando e quanto chiedere al ” Temerario”. Il testo è persino più debole di quello che il relatore medesimo aveva proposto e che prevedeva l’obbligo di sanzionare il molestatore con una multa oscillante tra il 10 e il 50% della somma richiesta a editore e cronista. Si aggiunga a questo la decisione di far tenere i processi nel luogo di residenza del querelante, e in caso di denunce plurime, editori, cronisti e avvocati dovrebbero fare il giro di Italia con relative spese.

Si tratta di un altro modo, piú sottile ed insidioso, per arrivare alla chiusura di decine e decine di esperienze editoriali, di siti e di blog, che non potranno sostenere la trafila e le spese conseguenti.

Il segretario della Fnsi, Raffaele Lo Russo, come il suo predecessore Franco Siddi, ha espresso tutta la sua preoccupazione e ha chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso di seguire personalmente l’ultimo tratto del cammino della legge. Sarà il caso di compiere ogni sforzo per ottenere almeno queste modifiche, altrimenti presto, molto presto, si scoprirà che il carcere sarà pure stato abrogato, ma che le ” manette” continueranno a imprigionare chi avrà ancora voglia di illuminare oscurità, malaffare e mafie.

Fonte: “Blitz Quotidiano”

Tratto da: articolo21.org

Le recensioni di AntimafiaDuemila

ANCHE PER GIOCARE SERVONO LE REGOLE

ANCHE PER GIOCARE SERVONO LE REGOLE

by Gherardo Colombo

La grande avventura della Costituzione nel racconto dell'ex...

LA CASA DI PAOLO

LA CASA DI PAOLO

by Marco Lillo, Sara Loffredi

Lorenzo ha quindici anni, frequenta la seconda liceo...


DOSSIER BOLOGNA

DOSSIER BOLOGNA

by Antonella Beccaria

"Quando, alle 10:25, da quella valigia si sprigionò...

U SICCU

U SICCU

by Lirio Abbate

Lirio Abbate ci spiega perché la cattura di...


A UN PASSO DA PROVENZANO

A UN PASSO DA PROVENZANO

by Giampiero Calapà

Bernardo Provenzano, detto ’u Tratturi dai nemici, zu...

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

LA MAFIA CHE HO CONOSCIUTO

by Alfredo Galasso

Dall’incontro con Rocco Chinnici, Falcone e Borsellino al...


PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

PAOLO BORSELLINO PARLA AI RAGAZZI

by Pietro Grasso

Una testimonianza civile per le nuove generazioni. Un...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa