Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Opinioni Società Fuori dal coro: io difendo Giulietto Chiesa. E la libertà di opinione

Opinioni

Fuori dal coro: io difendo Giulietto Chiesa. E la libertà di opinione

NEWS 227128di Marcello Foa - 17 dicembre 2014
L'arresto di Giulietto Chiesa è scandaloso e inquietante per chi crede nella libertà di stampa. Non ho dubbi: difendo Giulietto. E non ho timore di dirlo pubblicamente
Giulietto Chiesa è stato liberato, grazie anche all'intervento esemplare dell'ambasciatore italiano Marco Clemente. E ne siamo naturalmente tutti felici. La vicenda però resta molto grave, davvero inquietante.

L'Estonia è un Paese membro dell'Unione europea, la quale ha come noto tanti difetti, ma perlomeno stabilisce standard comuni ed esclude espulsioni di cittadini Ue. In questo caso l'Estonia ha impunemente violato le norme che dovrebbe rispettare e che tutti gli altri rispettano. Non solo: sono trascorsi tre giorni dall'arresto e ancora oggi non sappiamo perché Giulietto Chiesa sia stato fermato ed espulso.

E questo rende ancor più sconcertante l'episodio: da quando è possibile in un Paese democratico europeo arrestare ed espellere cittadini senza esternare un capo di accusa? E se davvero Giulietto Chiesa avesse violato le leggi estoni - ipotesi che mi sembra assai remota - avrebbe dovuto essere processato. E invece, silenzio. Anzi, come fanno i regimi totalitari, espulsione nel silenzio.

Nel silenzio conta il messaggio implicito. Il governo estone ha voluto punire una voce libera, un giornalista che sull'Ucraina non ha assecondato la linea filoamericana che unisce tutti i media mainstream e che continua a dare spazio anche all'altra verità ovvero quella dei russi. Insomma, un giornalista che si presenta a volto scoperto e che fa il proprio mestiere.

Personalmente non posso che esternare tutta la mia convinta solidarietà a Giulietto Chiesa, che nella mia carriera ho incontrato solo due volte: una quindicina di anni fa durante un servizio (lui lavorava per La Stampa io per il Giornale) e venerdì scorso quando la sua tv, PandoraTv, mi ha invitato a partecipare a un convegno internazionale alla Camera dei Deputati.

Apparteniamo, ideologicamente e culturalmente, a due mondi diversi, e non posso certo dire che tutte le opinioni di Giulietto coincidono con le mie. Ma su certi temi, come l'Ucraina, sì. Come ho spiegato al convegno (vedi anche qui) , sono convinto che oggi la differenza non sia più tra destra e sinistra, ma tra chi ha capito come si governa il mondo ed è preoccupato per il destino della democrazia, dello stato di diritto e della libertà e chi continua ad accontentarsi di verità formali e di una democrazia che assomiglia sempre più a un reality.

In questo senso, Giulietto ed io condividiamo lo stesso disincanto e la stessa passione civica, ben diversa dalla significativa indifferenza mostrata da quasi tutta la stampa italiana e dal mondo politico, quando si è appreso dell'arresto.

Sì, l'hanno data la notizia, ma con sufficienza; perché riguardava un giornalista fuori dagli schemi e dunque non meritava maggior attenzione. Hanno anteposto il giudizio - anzi, il pre-giudizio sull'uomo - alla doverosa denuncia della decisione inaccettabile e chiaramente intimidatoria del governo estone.

Il conformismo di comodo ha prevalso un'altra volta. Un conformismo a cui mai potrei associarmi.
Per questo difendo con forza e convinzione Giulietto Chiesa.

Seguimi anche su Twitter: @Marcello Foa
e su Facebook: Marcello Foa


Fonte: blog.ilgiornale.it

Tratto da: megachip.globalist.it

Le recensioni di AntimafiaDuemila

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...

LO STATO ILLEGALE

LO STATO ILLEGALE

by Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

La mafia è storia di un intreccio osceno...


UN APPASSIONATO DISINCANTO

UN APPASSIONATO DISINCANTO

by Antonio Bonagura

La vita in maschera di un uomo dei...

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

by Ambra Montanari, Sabrina Pignedoli

In Germania si pensa che le mafie siano...


THE IRISHMAN

THE IRISHMAN

by Charles Brandt

Il libro da cui è stato tratto il...

LA RETE DEGLI INVISIBILI

LA RETE DEGLI INVISIBILI

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

"Quella contro la 'ndrangheta è una battaglia che...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa