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Opinioni

L'unanime condanna (la quarta finora credo, ho perso il conto)

dito-puntatodi Sabina Guzzanti - 11 ottobre 2014
Marco Travaglio mi difende. Nelle prossime ore scriverò qualcosa anch’io suppongo, ma sarebbe bello che interveniste in tanti. La mia provocazione non è adatta ai tempi è evidente, ma ho detto una cosa giusta nella sostanza:
1) tutti gli imputati hanno diritto di assistere a tutte le fasi del loro processo.
2) è più importante trovare i traditori nelle istituzioni, complici dei mafiosi, che preoccuparsi di esprimere condanna morale ai mafiosi già in galera da vent’anni.
3) non consentire agli imputati di partecipare il processo rischia di fare annullare il processo.
Ma ho sbagliato a fare quel twet è indubbio perché i miei centoquaranta caratteri sono stati strumentalizzati da cani e porci e diretti tutti contro il film sulla trattativa per scoraggiarne la diffusione. Possibile che tutte le cose gravissime che si dicono nel film e sconvolgono gli spettatori non abbiano sucitato alcun dibattito né sui giornali né in tv e che su un Twet si scateni la pubblica condanna? Michele Serra sostiene che nemmeno Pasolini si era spinto tanto oltre. Quindi ammesso che sia vero, pure Pasolini va usato come un confine, un paletto, non come un esempio di libertà di pensiero? O intende che il modo in cui è stato ucciso a pugni e calci gli ricorda vagamente il linciaggio che mi stanno infliggendo e a cui lui stesso partecipa? Riesco ancora a stupirmi di tanta slealtà, di tanta disonestà.

QuiRiinale - Marco Travaglio 11.10.2014

Negli ultimi 22 anni centrodestra e/o centrosinistra hanno, nell’ordine: stipulato un patto con Cosa Nostra per metterle in mano lo Stato in cambio della sospensione delle stragi e del sacrificio di Paolo Borsellino e di decine di altri innocenti sterminati o feriti a Palermo, Firenze, Milano e Roma, trafficando poi indefessamente ai massimi livelli istituzionali per coprire tutto e depistare le indagini; abolito la “legge Falcone” antimafia che prevedeva l’arresto obbligatorio in flagrante per i falsi testimoni; abrogato l’obbligo di custodia cautelare per gli indagati di mafia; accorciato la custodia cautelare per gli imputati di mafia, facendone scarcerare a centinaia per decorrenza dei termini; chiuso le supercarceri di Pianosa e Asinara, simboli del 41-bis; trasformato il 41-bis in una burletta; abolito l’ergastolo per due anni anche per le stragi di mafia; varato tre scudi fiscali (l’ultimo con la firma di Giorgio Napolitano) regalando ai mafiosi un canale di riciclaggio di Stato per ripulire i loro soldi sporchi a costi di saldo (un pizzo del 2,5% e poi del 5%) e in forma anonima; cancellato (su proposta di Napolitano) la legge Falcone sui pentiti, che infatti prima erano migliaia e dal 2000 si contano sulle dita della mano di un monco; screditato e attaccato i pentiti che facevano nomi eccellenti e i pm che indagavano sulla mafia e sui suoi complici; promosso capo del Ros e direttore del Sisde il generale Mori, protagonista della mancata perquisizione del covo di Riina e delle mancate catture di Santapaola e Provenzano, nonché del Protocollo Farfalla per legittimare i traffici dei servizi nelle celle dei mafiosi; approvato una legge sul voto di scambio che riduce le pene della legge precedente e rende impunibili i politici che comprano voti dai mafiosi; riempito di buchi il nuovo reato di autoriciclaggio che consentirebbe finalmente di recuperare miliardi di soldi sporchi parcheggiati in Svizzera anche dai mafiosi; promosso alle massime cariche dello Stato i politici che hanno mentito o taciuto su quanto sapevano della trattativa, perseguitando invece quei pochi servitori dello Stato che quell’immondo negoziato svelavano, ostacolavano o investigavano; attaccato e poi abbandonato alla più totale solitudine magistrati come Di Matteo, condannato a morte da Riina, e Scarpinato, bersaglio quasi quotidiano di minacce e avvertimenti di stampo istituzionale; protetto con silenzi vili e addirittura esaltato con servi encomi i maneggi del Quirinale per far avocare le indagini della Procura di Palermo sulla trattativa su richiesta dell’attuale imputato Mancino; esercitato pressioni indicibili sulla Corte d’Assise di Palermo perché negasse a Riina, Bagarella e Mancino il sacrosanto diritto di presenziare all’udienza del loro processo che si terrà al Quirinale il 28 ottobre per la testimonianza di Napolitano, diritto che verrebbe riconosciuto persino a Guantanamo financo ad Hannibal The Cannibal e la cui negazione mette il processo sulla trattativa a rischio di nullità assoluta in base alla Costituzione, al Codice di procedura, alla giurisprudenza della Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo; fatti inciuci e addirittura riforma costituzionali con Berlusconi, che affidò la propria sicurezza a un boss travestito da stalliere e per 20 anni finanziò Cosa Nostra, e con gli altri amici di Dell’Utri, per quasi 30 anni al servizio di Cosa Nostra, dunque condannato a 7 anni e ora detenuto nel carcere di Parma accanto a Riina.

E ora questi manigoldi, i loro discendenti che mai ne hanno preso le distanze e i loro pennivendoli vorrebbero far credere che gli amici della mafia sono Sabina Guzzanti, rea di aver immortalato i loro crimini politici in un bel film e in un tweet provocatorio sui diritti negati a Riina e Bagarella; e il rapper Fedez, che ha osato scrivere un brano per la festa dei 5Stelle in cui si permette di cantare “Caro Napolitano, te lo dico con il cuore: o vai a testimoniare oppure passi il testimone” ed è stato subito accusato da alcuni fascistelli pidini di vilipendio del capo dello Stato, con inviti a Sky perchè venga epurato da X Factor . Ma vergognatevi, se ancora sapete cos’è la vergogna: fate schifo.

Tratto da: sabinaguzzanti.it

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