Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Opinioni Società 36 anni dopo Peppino vive ancora

Opinioni

36 anni dopo Peppino vive ancora

impastato-peppino2di Salvo Vitale - 10 maggio 2014
E’ quello che hanno gridato oltre tremila persone in corteo dalla vecchia sede di Radio Aut, attraverso il percorso di circa due chilometri che collega Terrasini con Cinisi. Ha aperto il corteo Salvo Vitale, riaccendendo, come ogni anno, idealmente, “Radio Aut, giornale di controinformazione che trasmette sui 98,800 megahertz “, facendo ascoltare la voce di Peppino Impastato Erano presenti delegazioni di associazioni provenienti da ogni parte d’Italia, ma la partecipazione più numerosa e motivata è stata  quella proveniente da Niscemi: trecento persone, in gran parte ragazzi, sono venuti a porre all’attenzione il problema scottante del Muos, ovvero degli impianti ormai ultimati, fatti dagli americani, del più sofisticato sistema presente nel Mediterraneo di intercettazione e trasmissione, attraverso campi elettromagnetici, parabole, antenne e altri strumenti di raffinatissima tecnologia.

Del problema si è anche occupato il forum sulle lotte territoriali, che si è tenuto, nella mattinata, a casa 9 maggio (così è stata chiamata dai compagni di Peppino la casa del boss Badalamenti, che è stata affidata alla loro gestione) e che si è occupato di una serie di punti “caldi”, ovvero di zone in cui si stanno realizzando tentativi di snaturalizzazione del territorio con sfacciate speculazioni nelle mani di privati, dietro ai quali c’è spesso l’ombra della mafia, da Campobello di Mazara a Terrasini, dove è stato costruito sulla costa di Calarossa, ovvero in uno dei geo-siti più belli della Sicilia il Solarium, ovvero un impianto mobile che fornisce servizi di ristorazione, balli notturni ed esposizione solare, ma che ostruisce il paesaggio di coloro che si fermano nella cosiddetta “piazzetta degli Innamorati” per ammirare i tramonti.  Al corteo hanno partecipato anche vari sindaci, tra cui quello  di Messina Accorinti e quello di Anzola dell’Emilia Ropa, che ormai interviene da 11 anni e che ha dato a Felicia Bartolotta, madre di Peppino la cittadinanza onoraria, riconoscendo un legame tra la lotta di liberazione dei partigiani e quella di liberazione dalla mafia. Presente, tra gli altri, anche uno dei leader di Lotta Continua, cui Peppino e il suo gruppo facevano riferimento, Adriano Sofri. Il corteo è stato chiuso dagli interventi di Giovanni Impastato, per conto di Casa Memoria e da Salvo Vitale a nome del Forum Sociale Antimafia. Giovanni ha ripercorso alcuni dei momenti con i quali si è arrivati oggi a rendere Casa Memoria uno dei posti più visitati d’Italia, per un totale di circa 120 mila persone l’anno. Salvo ha invitato tutti ad una costante mobilitazione per la salvezza degli spazi di democrazia, oltre che di quelli di lavoro, oggi minacciati da una classe politica che ha l’obiettivo di snaturare la costituzione e realizzare modifiche di tipo autoritario, escludendo qualsiasi forma di espressione della volontà popolare: “sull’esempio e con le idee di Peppino, ha detto, bisogna trasportare nell’attività di ogni giorno la tensione manifestata in ogni 9 maggio, onde non fare di questa giornata un atto commemorativo, ma un momento e un ulteriore passaggio verso la via della rivoluzione, per la creazione di una società diversa.”

La sera prima Alessio Di Modica è riuscito a commuovere e a stupire tutti gli spettatori con il suo spettacolo “Ossa”, nel quale ripercorre la vicenda di Placido Rizzotto, la sua vita, le sue esperienze di partigiano e di sindacalista, la sua morte, il processo, il ruolo del padre, il ritrovamento, dopo circa sessant’anni, delle sue ossa e i funerali di stato con la partecipazione di Napolitano: la sua è una recitazione sulla scia dei cantastorie siciliani, fatta di pause, di accelerazioni recitative, di momenti di canto e di ricostruzione storica di modi di vita, di pensiero e di azioni appartenenti ormai al ricordo e alla memoria.

In mattinata un gruppo di persone, in gran parte compagni di Peppino Impastato, si sono recati nel casolare in cui è stato ucciso, e che avevano ripulito da erbacce, bottiglie, sterco di vacca e altro materiale di risulta, e hanno dato vita a un momento recitativo, attraverso letture di brani, come quello della deposizione di Giovanni Brusca sulla morte del piccolo Di Matteo, fatto da Paolo Arena, la poesia di Pino Dicevi, “Peppino è vivo” o la poesia di Salvo Vitale, recitata in gruppo, che ripercorre gli ultimi momenti della vita di Peppino. Altri compagni hanno ricordato quanto da loro vissuto la notte dell’otto maggio, l’affannosa ricerca di Peppino tra Cinisi e Terrasini, la notizia, arrivata in mattinata, gli interrogatori massacranti condotti dai carabinieri alla ricerca di qualcosa che avvalorasse l’assurda pista dell’attentato terroristico. Alla fine pugni alzati al grido di “peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai.

Nel frattempo a Cinisi, in Comune, il sindaco riceveva gli amministratori legati ad “Avviso Pubblico”, mettendoli loro al corrente dei finanziamenti ottenuti per il restauro del locale, nella casa di Badalamenti, in cui avrà luogo la libreria comunale e di un casolare di campagna, confiscato, assieme a un grande appezzamento di terreno, sempre al boss Badalamenti. E’ arrivato anche il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che ha visitato Casa Memoria e si è recato anche al casolare, dando a Giovanni Impastato il decreto con il quale il posto in cui fu ucciso Peppino Impastato diventa un bene culturale della Regione: il casolare sarà acquistato, con il terreno circostante e il sito sarà sistemato grazie a un mega finanziamento, si parla di 700 mila euro. I compagni di Peppino hanno auspicato e chiedono con fermezza che le caratteristiche del sito  non vengano alterate e possano conservare il loro significato di “luogo della memoria” nel quale è stato perpetrato uno degli omicidi più efferati nella storia della mafia.

Le iniziative sono continuate in piazza a Cinisi, la sera con un concerto di Daniele Sepe e con l’attribuzione a lui e al musicista di Cinisi Francesco Impastato, uno dei fondatori del Circolo Musica e Cultura, già componente del Collettivo Musicale Peppino Impastato e autore di numerosi brani musicali d’impegno civile, da lui stesso cantati, del premo Musica e Cultura, giunto quest’anno alla sua terza edizione.

Oggi 10 maggio i lavori continuano nel pomeriggio con un forum dedicato ai beni confiscati alla mafia: saranno considerati i limiti della legge, le modalità, spesso soggettive e arbitrarie con cui si emettono i provvedimenti di confisca, la cattiva gestione degli amministratori giudiziari, il fallimento della totalità delle aziende sequestrate e saranno avanzate alcune proposte, da trasmettere alla Commissione Antimafia e all’Agenzia dei beni confiscati alla criminalità mafiosa, per una radicale revisione della legge, onde evitare che i sequestri comportino la rovina  di intere famiglie che perdono il lavoro la considerazione, molto diffusa, che la mafia creava e dava lavoro, lo stato invece crea disoccupazione.

L’organizzazione e la gestione unitaria delle iniziative del forum, concordata preliminarmente è servita a smussare i contrasti emersi negli anni passati tra le varie componenti del Forum Sociale Antimafia e Casa Memoria e a dare ai lavori realizzati nel ricordo di Peppino, contributi utili per un’analisi sull’attuale momento storico, sulle difficoltà emergenti e sule proposte da portare avanti.

ARTICOLI CORRELATI

Peppino Impastato e la strada della rivoluzione

Il casolare in cui fu ucciso Peppino diventa bene culturale

Ancora un 9 maggio di lotta contro le mafie

La lezione di Peppino in cento passi

9 maggio 1978-2014. 36° Anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato

Le recensioni di AntimafiaDuemila

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...

LO STATO ILLEGALE

LO STATO ILLEGALE

by Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

La mafia è storia di un intreccio osceno...


UN APPASSIONATO DISINCANTO

UN APPASSIONATO DISINCANTO

by Antonio Bonagura

La vita in maschera di un uomo dei...

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

by Ambra Montanari, Sabrina Pignedoli

In Germania si pensa che le mafie siano...


THE IRISHMAN

THE IRISHMAN

by Charles Brandt

Il libro da cui è stato tratto il...

LA RETE DEGLI INVISIBILI

LA RETE DEGLI INVISIBILI

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

"Quella contro la 'ndrangheta è una battaglia che...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa