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Opinioni

Ci vuole un'altra Ue di fronte al ritorno dei nazionalisti

nazionalisti corsica 610di Nicola Tranfaglia
La vasta manifestazione che l'11 novembre scorso ha coinvolto i movimenti europei di estrema destra con più di sessantamila persone a Varsavia e quella di sabato scorso a Katowice in cui sono state esibite in piazza, in una sorta di gogna, le foto di sei deputati dell'opposizione polacca contrari alle nuove misure del governo sulla giustizia, sono sintomatiche dello Stato in cui versa oggi l'Europa. Da più anni il vecchio continente è teatro, spesso neppure del tutto consapevole, dell'ascesa di un nazionalismo sempre più radicale, riscontrabile in ogni fascia di età ma particolarmente evidente tra i giovani. Un nazionalismo che fa eco all'avanzata parallela e che non può dirsi ancora esaurita dell'islamismo radicale.
"La massiccia presenza a Varsavia di manifestanti provenienti da paesi dell'Europa centro-orientale - ha scritto sul quotidiano La Repubblica il presidente del movimento antirazzista europeo, Egam Benjamin Abtan - dimostra poi che siamo di fronte a una spaccatura nel cuore del nostro Continente che riporta a galla la contrapposizione tra oriente e occidente.
In particolare, i paesi ex comunisti si stanno sempre più allontanando dai modelli autoritari e tendono, a quanto pare, ad avvicinarsi a modelli autoritari. Alcuni di questi paesi si stanno addirittura preparando ad allontanarsi dall'Unione europea. Pericolo a cui si aggiunge quello di mettere in discussione l'unità del proprio Paese come, a quanto pare, è successo in Spagna con la regione della Catalogna. Nonostante l'attuale crisi del vecchio continente, l'elezione di Macron in Francia e la rielezione di Angela Merkel in Germania hanno aperto una finestra di indubbia opportunità. Questi due leaders che pure hanno i loro difetti, sono determinati a lavorare per il rafforzamento di un'Europa democratica e siamo di fronte perciò a una nuova e preziosa occasione per contrastare l'ascesa del nazionalismo e dell'islamismo radicale.
Alcuni degli slogan dei manifestanti di Varsavia incitavano, infatti, apertamente all'odio contro i mussulmani. L'obbiettivo del nazionalismo è semplice. Promuovere una nazionalizzazione che porti ad un faccia a faccia con l'islamismo, con cui condivide molti principi e distruggere le forze democratiche nel nostro continente. Anche l'antisemitismo ha giocato un ruolo centrale in questa manifestazione. D'altra parte, dalla Turchia alla Russia attraverso i Balcani, l'Ungheria e molti altri Paesi, è George Soros ad essere identificato come il nemico numero uno dei nazionalisti. Soros, il banchiere e il rivoluzionario i due stereotipi antisemiti riuniti in una unica persona. Di fronte a quanto sta accadendo, l'impegno di chi tiene alla democrazia, deve essere totale. In primo luogo è necessario ingaggiare una lotta ideologica contro il nazionalismo e l'islamismo estremista. In particolare è fondamentale non cadere nell'inganno che entrambi ordiscono al fine di trascinare l'Europa che entrambi tanto desiderano.
Dimostrare unità in ogni paese e regione di Europa, specialmente tra Est e Ovest, così da non lasciare l'Unione europea e l'intero continente in una sorta di frattura insanabile.
Allo stesso tempo dobbiamo rimettere i giovani al centro di un progetto politico condiviso perché è tra loro che i nazionalisti e gli islamisti raccolgono la maggior parte dei propri adepti e sono proprio i giovani a poter contribuire in modo sostanziale a poter contribuire in modo sostanziale a garantire in modo sostanziale un futuro per l'Europa. Infine, dobbiamo concorrere alla creazione di una società civile europea, all'elaborazione di una identità comune, in particolare tramite l'incremento della circolazione dei giovani e grazie ad istituzioni capaci di supportare la democrazia.

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