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Opinioni

Veniamo in via d'Amelio perché

di Luigi Lombardo*
Perché la battaglia ci vede in vantaggio ma non è ancora vinta.
Perché i colori e le voci di questa strada ci dicono che la luce della speranza splende fortissima.
Perché qui mondi diversi si sono fusi insieme guardando al futuro.
Perché da quella ferita di quella maledetta domenica del 1992, che avrebbe distrutto sogni e speranze ovunque, è nata la voglia di riscatto di una generazione intera.
Perché dove c’era morte e distruzione adesso ci sono bambini in festa che ci impongono di lottare per loro e per il loro futuro, senza perdere la speranza.
Perché l’onda di agende rosse levate al cielo ci fa credere che la verità di quelle stragi vedrà la luce.
Perché Agostino, Claudio, Walter, Vincenzo, Antonio, Emanuela e Paolo sono qui in mezzo a noi e sono vivi!
Perché quell’esplosione ha sbarrato le porte alla mafia e non alla vita!
Perché se guardate la persona stanno accanto, non ne troverete una in questa piazza che non sa per certo che questa volta la battaglia la vinciamo noi.
Perché qui il sangue innocente ha reso prezioso il senso di tutto.
Perché non ci sono barriere o steccati quando si guarda tutti insieme nella stessa direzione.
Perché il sogno è troppo bello e importante per non essere realizzato.
Perché come fratelli e come sorelle, persone arrivate qui con diverse convinzioni, sono uscite da questa piazza con lo stesso orizzonte.
Perché non c’è posto per la paura, ma solo la rabbia che spazzerà via il cancro infame di questa terra.
Perché è tempo di restituire le forze dell’ordine, le donne e gli uomini che le compongono a chi realmente appartengono: alla società civile, a tutti voi!
Perché con le donne e gli uomini della Polizia di Stato, restituiamo alla gente la preziosa memoria dell’estremo sacrificio dei nostri ragazzi.
Perché le donne e gli uomini delle F.O. che lavorano senza risorse e mezzi, per il bene di tutti, a rischio della loro vita, sono un aspetto luminoso e splendido della nuova resistenza.
Perché quando assicuriamo un pericoloso latitante alle patrie galere, quando scortiamo un magistrato, inseguiamo un malvivente a rischio della vita, non lo facciamo per la miseria di uno stipendio che non vale una vita, ma per tutti, ma proprio tutti!
Perché quando ci unisce l’orizzonte comune non riusciamo più a distinguere in questa piazza poliziotti e agende rosse.
Perché odiamo le passerelle, soprattutto quelle di chi solo 2 o 3 volte l’anno sente il bisogno di ricordare, perché per altri 363 giorni evidentemente dimentica.
Perché quando chi ha la responsabilità di guidare il Paese parlerà di poliziotti e poliziotte dirà “i miei uomini” ognuno di voi possa alzarsi e dire: “Eh no, quelli non sono tuoi, ma i nostri fratelli e le nostre sorelle”.
Perché ogni anno al Reparto Scorte, come oggi qui, si sanano davvero le ferite che una scellerata visione politica aveva generato in decenni di scempio sociale, allontanando la società civile dai suoi figli e fratelli in blu.
Perché Paolo, Agostino, Claudio, Walter, Emanuela, Vincenzo e Antonio non erano solo magistrato e poliziotti, ma come dicono le nostre magliette erano prima di tutti figli, fratelli, sorelle di ognuno di voi.
Perché che un mondo migliore era possibile lo sappiamo già, ma adesso dobbiamo sapere che é anche ora di farlo.
Perché oggi non potrei davvero essere in nessun altro posto al mondo senza sentirmi vuoto ed incompleto.
Perché molti di coloro che non conoscevano Palermo, dopo quei terribili eventi se ne sono irrimediabilmente innamorati, per renderla migliore.
Perché qui oggi, negli occhi di tutti, si specchia la Palermo che tutti sanno che non potrà che essere una terra bellissima!

* SIAP PALERMO
#siapviadamelio

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