Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Opinioni Attualità Gaspare Mutolo, da ex killer a pittore una mostra nella casa di Borsellino

Opinioni

Gaspare Mutolo, da ex killer a pittore una mostra nella casa di Borsellino

mutolo quadro agenda rossadi Francesco Viviano
Dal 15 al 28 ottobre esposti i quadri del pentito, che oggi svela: “Sono stato il vero maestro di Liggio, è da sempre la mia passione”

La Casa di Paolo, quella dove nacque il giudice Paolo Borsellino, in via Vetriera alla Kalsa, sarà la sede di una particolare mostra dei quadri dell’ex killer Gaspare Mutolo, poi pentitosi proprio con il giudice Borsellino. Opere che saranno esposte da 15 al 28 ottobre in una mostra chiamata “Un viaggio tra i colori per cambiare gli orizzonti”. I temi ricorrenti dei suoi quadri raccontano la sua storia, il mondo visto attraverso e al di là della grata, la consapevolezza derivante dal percorso di trasformazione interiore che Gaspare Mutolo trasferisce sulla tela attraverso un’esplosione di colori.
Nei suoi dipinti ritroviamo i tetti rossi delle casette di Mondello, le colombe bianche che solcano i cieli della sua Sicilia. Non mancano figure emblematiche che inducono a riflettere. Tra questi proprio un dipinto sulla strage di via D’Amelio, dove il 19 luglio del 1992 venne ucciso il magistrato e la sua scorta: un quadro emblematico e drammatico, dove tra l’altro, in mezzo alle macerie dell’esplosione, si vede un uomo che tiene l’ormai storica - e mai ritrovata - agenda rossa di Paolo Borsellino, e nell’altra la borsa del magistrato.
E questra mostra per Gaspare Mutolo rappresenta un omaggio proprio a Borsellino, al quale pochi giorni prima della sua morte, il mafioso che si era autoaccusato di decine e decine di omicidi, raccontò fatti e misfatti di Cosa Nostra, e le collusioni che la mafia aveva con esponenti della politica, della magistratura e alcuni investigatori.

Ma come nacque la passione di Gaspare Mutolo per la pittura?
«Il mio maestro - ricorda Mutolo - fu un calabrese, Francesco Mungo, che incontrai nel carcere di Sollicciano nell’82 dove eravamo detenuti, io per mafia e omicidio, e lui per avere assassinato sua moglie. Era un detenuto che non era stimato dagli altri, mi dicevano di stare alla larga da quell’uomo. Ma io non obbedii a quell’invito, perché la pittura mi aveva sempre appassionato. In carcere quindi approfittai della presenza di Francesco Mungo e cominciai a frequentare la sua cella, dove appresi i primi rudimenti della pittura, che ha molto mitigato la mia lunga detenzione in varie carceri d’Italia, dove ho trascorso tanti anni della mia vita. “Se vuoi davvero fare il pittore devi avere passione, altrimenti rinuncia”, mi diceva Francesco Mungo».

Questa l’iniziazione di Mutolo che, sostiene, di avere insegnato al boss corleonese Luciano Liggio, con il quale trascorse assieme molti anni di detenzione, l’arte della pittura.
«Fino al 1986 Luciano Liggio non aveva mai visto un pennello o un colore, lui preferiva leggere Socrate o Aristotele, e molti quadri che portano la firma di Luciano Liggio, in realtà sono miei, perché lui, nonostante qualche piccolo sforzo, non era capace». E tra i “maestri” di Luciano Liggio c’era anche Alessandro Bronzini (anche lui detenuto per alcuni anni assieme a Liggio e Mutolo, e adesso un uomo libero ed un artista affermato) - «che era davvero bravissimo» sottolinea Mutolo - che a Liggio diede qualche lezione.

Alcuni quadri della mostra di Mutolo accennano anche alla mafia, «che mi ha tradito» afferma il pentito. «Sono stati loro i veri traditori ed io, grazie anche a Paolo Borsellino del quale mi fidavo ciecamente, decisi di saltare il fosso perché non riconoscevo più quella mafia che, con l’avvento di Riina, cominciò ad uccidere anche donne e bambini».

Tratto da: La Repubblica

In foto: un dipinto sulla strage di via D’ Amelio, dove in mezzo alle macerie dell’esplosione, si vede un uomo che tiene l’ormai storica e mai ritrovata agenda rossa di Paolo Borsellino, e nell’altra la borsa del magistrato

ARTICOLI CORRELATI

L’arte come riscatto morale

L'arte di Mutolo come esempio di riscatto

Mutolo pittore, in mostra le opere del pentito di mafia - Fotogallery

La mafia non lascia tempo

“Banca del Vaticano e giudici corrotti nelle mani di Cosa Nostra”
Intervista esclusiva al pentito Gaspare Mutolo
di Giorgio Bongiovanni

“Contrastare l'arroganza e distaccarsi dall'impunità”
All’interno il testo dell’intervista esclusiva a Gaspare Mutolo
di Giorgio Bongiovanni


Esclusiva: il book-trailer del libro di Anna Vinci “Gaspare Mutolo. La mafia non lascia tempo”

Le recensioni di AntimafiaDuemila

L'AMORE NON BASTA

L'AMORE NON BASTA

by Luigi Ciotti

Don Luigi Ciotti parla di se stesso attraverso...

CRISI DI CIVILTA'

CRISI DI CIVILTA'

by Noam Chomsky, C. J. Polychroniou

Gli interventi del grande linguista sulla pandemia.«Il più...


LA NOTTE DELLA CIVETTA

LA NOTTE DELLA CIVETTA

by Piero Melati

Leonardo Sciascia pubblicò "Il giorno della civetta" nel...

INTORNO A PEPPINO

INTORNO A PEPPINO

by Salvo Vitale

Peppino Impastato, assassinato a trent'anni dai mafiosi di...


COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

LA SCOPERTA DI COSA NOSTRA

LA SCOPERTA DI COSA NOSTRA

by Gabriele Santoro

Questa è la storia di un mafioso e...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa