Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Mafie News Giustizia Quella volta che Pippo Ercolano ''entrò nella redazione de La Sicilia per lamentarsi di un articolo''

Mafie News

Quella volta che Pippo Ercolano ''entrò nella redazione de La Sicilia per lamentarsi di un articolo''

di AMDuemila
Al processo contro l’editore Mario Ciancio Sanfilippo la testimonianza del cronista Concetto Mannisi

Al processo che si tiene a Catania a carico di Mario Ciancio Sanfilippo (in foto), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stato sentito lo scorso 16 gennaio uno dei suoi dipendenti al quotidiano La Sicilia, Concetto Mannisi, giornalista di cronaca nera. In aula il pubblico ministero Agata Santocito ha rivolto al giornalista alcune domande sulla presunta visita in redazione del capo mafia Pippo Ercolano nel lontano 1993. Tema, questo, affrontato altre volte in aula. Il motivo per il quale Ercolano si presentò nell’edificio di viale Odorico da Pordenone era dovuto, ha raccontato il teste, alla pubblicazione di un articolo a firma sua su alcune violazioni ambientali accertate dai carabinieri nei confronti di alcune ditte. Tra queste anche l’azienda Avimec che il giornalista aveva scritto avesse collegamenti con la criminalità organizzata e che “il titolare era Pippo Ercolano”. Il teste ha rammentato che subito dopo la pubblicazione “non accadde nulla, poi dopo qualche giorno fui prima contattato dal capo cronaca Vittorio Consoli che si informò su chi fosse l'autore dell'articolo e poi successivamente fui convocato nella stanza del direttore Mario Ciancio dove erano presenti Pippo Ercolano e Consoli". La ragione della 'convocazione' erano le lamentele di Pippo Ercolano collegate al fatto che nell'articolo sarebbe stato 'indicato come boss'. "Mi disse che avevo creato un danno di immagine e che si sarebbe rivalso sull'azienda. Il direttore ha cercato di stemperare i toni e mi hanno chiesto come avessi avuto le notizie riguardanti l'articolo. Io risposi che le notizie sulle violazioni ambientali le avevo avute direttamente dai carabinieri e che quelle in merito a Pippo Ercolano invece provenivano da un provvedimento firmato dal ministro Mancino, che sono andato anche a prendere, riguardante le possibili infiltrazioni nei comuni di Aci Catena e San Giovanni La Punta". Mannisi non accettò di buon grado quella 'convocazione', di cui parlò anche al comitato di redazione de La Sicilia. "Sono andato personalmente dal direttore a lamentarmi di quanto fosse successo. Ciancio - ha rammentato Mannisi - mi spiegò che la convocazione nella sua stanza aveva l'obiettivo di far capire che non c'era stata alcuna malizia nella stesura dell'articolo e che ero ancora un giovane". Mannisi ha anche criticato il comportamento tenuto all'epoca da Consoli. "La definirei pilatesca", ha detto il cronista. L'atteggiamento di Ciancio, invece, Mannisi lo ha collegato alle minacce di querela del boss. "Credo lo abbia fatto più come imprenditore che come direttore. Il suo obiettivo, secondo me, era quello di voler rabbonire chi voleva esercitare azioni nei confronti della società", ha precisato Mannisi. La visita di Pippo Ercolano a La Sicilia è finita anche in una relazione dei carabinieri. Uno anno più tardi, nel 1994, Mannisi è stato sentito dai magistrati della Procura etnea per avere chiarimenti. A seguito dell'interrogatorio uscì un articolo sulle colonne del quotidiano diretto da Mario Ciancio dal titolo "Nessuna pressione sul nostro giornale". Il cronista poi è stato sentito nell'ambito dell'indagine, da cui è scaturito il processo in corso, dal pm Antonino Fanara. In ultima battuta Mannisi, rispondendo alle domande dei Pm Antonino Fanara e Agata Santonocito e dei legali della difesa, gli avvocati Carmelo Peluso e Francesco Colotti, ha sottolineato che non gli sono più capitati episodi del genere e di avere continuato a scrivere di cronaca e di mafia senza subire interferenze nel suo lavoro. Durante l'udienza sono stati sentiti come testimoni l'ex consigliere comunale di Catania Ivan Maravigna, l'ex assessore comunale Rosario D'Agata, l'imprenditore Alessandro Castiglione e il tenente colonnello dei carabinieri Antonio Sframeli.

ARTICOLI CORRELATI

Processo Ciancio, il pentito Avola parla di ''protezioni'' dei corleonesi

Processo Ciancio: i discussi episodi della gestione de La Sicilia nelle parole dei giornalisti

Processo Ciancio: ''Così 'La Sicilia' rifiutò il necrologio sulla morte di Beppe Montana''

Caso Ciancio, proseguono i processi contro l’editore de ''La Sicilia''

Processo Ciancio. Il pentito Squillaci: ''Ci chiese un finto attentato perché lo stavano indagando''

Sequestro beni Ciancio: per il Pg ''intrattenne rapporti decennali con Cosa Nostra''

Le recensioni di AntimafiaDuemila

COSA NOSTRA S.P.A.

COSA NOSTRA S.P.A.

by Sebastiano Ardita

Nell'ultimo libro di Sebastiano Ardita il ritratto della...

LO STATO ILLEGALE

LO STATO ILLEGALE

by Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

La mafia è storia di un intreccio osceno...


UN APPASSIONATO DISINCANTO

UN APPASSIONATO DISINCANTO

by Antonio Bonagura

La vita in maschera di un uomo dei...

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

LE MAFIE SULLE MACERIE DEL MURO DI BERLINO

by Ambra Montanari, Sabrina Pignedoli

In Germania si pensa che le mafie siano...


THE IRISHMAN

THE IRISHMAN

by Charles Brandt

Il libro da cui è stato tratto il...

LA RETE DEGLI INVISIBILI

LA RETE DEGLI INVISIBILI

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

"Quella contro la 'ndrangheta è una battaglia che...


LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa