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Mafie News

Estorsione e riciclaggio a Roma. Tra gli arrestati anche un ex senatore

di Emiliano Federico Caruso
Tra i nove arrestati nel corso dell'operazione "Pianeta Italia", collegati a vario titolo a una lista di reati che vanno dall'estorsione al riciclaggio, c'è anche l'ex senatore Sergio De Gregorio

Nel corso di questa mattina un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha portato a una serie di provvedimenti cautelari tra arresti, domiciliari e obblighi di firma, per nove persone accusate di autoriciclaggio, riciclaggio di denaro sporco ed estorsione. In questo ambito è stato anche disposto il sequestro preventivo dei conti correnti, delle quote sociali e del complesso aziendale dei beni del patrimonio aziendale di cinque società e un sequestro per l'equivalente di 470mila euro.

Tra i nomi coinvolti c'è anche quello di Sergio De Gregorio (in foto), ex senatore del PDL, ex Membro della Commissione difesa, ex presidente della Delegazione parlamentare presso la NATO ed ex molte altre cose. Una figura talmente centrale in questa storia di crimini che persino il GIP Antonella Minunni, nel firmare l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di De Gregorio, sottolinea come il faccendiere abbia "...una caratura criminale e una scaltrezza davvero eccezionali. Si conferma punto di riferimento indiscusso, lo stratega del gruppo, sempre pronto a sistemare le cose. Ed è recidivo, avendo riportato tra l’altro, condanne per corruzione in atto contrario ai doveri d’ufficio". Ma di chi stiamo parlando, esattamente?

Nato a Napoli nel 1960, Sergio De Gregorio ha alle spalle una lunga e densa carriera come politico, faccendiere e persino giornalista. E, da quel che sembra, uno di quelli d'assalto. Già agli albori della carriera negli anni '80, quando già collaborava con la RAI in veste di conduttore, inviato e autore di vari programmi, De Gregorio  si fece notare per aver scattato senza permesso alcune fotografie alla modella Terry Bloom, in carcere con l'accusa di aver ucciso il playboy romano Francesco D'Alessio. Nel 1995 poi, quando lavorava per il settimanale "Oggi", De Gregorio riuscì a fotografare (questa volta con il permesso dell'interessato) e a farsi rilasciare una lunga intervista da, nientemeno, Tommaso Buscetta, scovandolo a bordo di una nave dove "L'eroe dei due mondi" si stava concedendo una rilassante crociera nel Mediterraneo orientale. Scoop che tra l'altro diede il via a una serie di polemiche sui privilegi concessi ai collaboratori di giustizia. Durante i turbolenti anni della Guerra del Golfo, il futuro senatore riuscì persino ad entrare in Iraq travestito da medico della Croce rossa, per realizzarne un rocambolesco reportage. Poi, arrivò la passione per la politica che, tra cambi di casacca, accuse, reati e processi scaduti in prescrizione lo porteranno infine all'arresto di questa mattina. Ma andiamo con ordine.

Negli anni '90, quando ancora realizza i suoi reportage, Sergio De Gregorio si iscrive al PSI, passando poi a Forza Italia di Berlusconi nel 1994. Da qui inizia la sua fulminante carriera politica, caratterizzata da numerosi cambi di casacca a seconda di dove gira il vento e da una lunga lista di guai giudiziari. Indagato nel 2007 per riciclaggio e favoreggiamento alla Camorra, poi iscritto nel registro degli indagati a febbraio dell'anno successivo per reato di corruzione e nell'aprile dello stesso anno per associazione a delinquere di tipo mafioso (il caso venne archiviato un anno dopo), infine indagato nel 2012 per false fatturazioni sui 23 milioni di euro di finanziamenti al giornale "L'Avanti" (da non confondere con la testata socialista "Avanti!") insieme a Walter Lavitola. In quell'occasione vennero chiesti i domiciliari per De Gregorio ma i suoi colleghi del Senato, invocarono l'immunità parlamentare e negarono l'autorizzazione a procedere, salvandolo da un'imbarazzante lista di accuse: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, emissioni e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, violazione della legge fallimentare per aver ottenuto indebitamente fondi statali per l’editoria, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori.

Da parte sua De Gregorio per quella storia decide infine di autosospendersi dal suo ruolo di presidente della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO e l'anno successivo, scaduto il suo mandato parlamentare e decaduta la relativa immunità, si costituisce, scontando poi gli arresti ai domiciliari nella sua casa ai Parioli di Roma per la faccenda dei finanziamenti a "L'Avanti". E lì scoperchia il Vaso di Pandora. In particolare conferma di aver ricevuto, tra il 2006 e il 2008, quasi tre milioni di euro da Silvio Berlusconi per convincerlo a passare dall'Italia dei Valori, dove tra l'altro rivestiva il ruolo di direttore editoriale, per approdare al Popolo delle libertà, partito di centrodestra nato dalla fusione tra Forza Italia di Silvio Berlusconi e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini.

Un voltagabbana politico di importanza strategica fondamentale. Cambiando casacca politica e portandosi dietro baracca, burattini e tutti i suoi fidati, nel gennaio del 2008 De Gregorio votò infatti contro la fiducia al Secondo Governo Prodi, assumendo così un ruolo centrale nella compravendita di senatori e nella relativa caduta del governo di centrosinistra a maggio dello stesso anno. Per la cronaca, quasi dieci anni dopo, nel 2017, la Corte di Appello di Napoli dichiarerà la prescrizione del reato di corruzione per Berlusconi e Walter Lavitola, sentenza poi confermata dalla Cassazione con la riqualifica in reato in corruzione impropria.

Ma torniamo a Sergio De Gregorio. Scontati i domiciliari, il nostro si riprende il suo ruolo di faccendiere e finisce di nuovo in un'inchiesta giudiziaria partita da un bar di Roma, una storia che merita di essere approfondita.

Ad aprile del 2016 il gestore del bar "Enjoy" di via Chiana, a poca distanza dall'esclusiva Corso Trieste a Roma, denuncia un'estorsione di 80 mila euro ai suoi danni. Le successive indagini, con tanto di intercettazioni ambnientali, telefoniche e telecamere di videosorveglianza portano sulle tracce di un certo Pietro Schena, braccio destro, si scoprirà poi, di Sergio De Gregorio. Un bel giorno, si fa per dire, Schena manda al gestore del bar "Enjoy" due suoi scagnozzi, Antonio Fracella e Vito Frascella (anch'essi arrestati oggi), militari in servizio nella Marina militare italiana, per riscuotere gli 80 mila euro del "pizzo".

Sul posto, durante l'estorsione, è presente anche Sergio De Gregorio che, temendo un possibile coinvolgimento, consiglia a Corrado Di Stefano, al quale gli 80 mila euro erano destinati, di sporgere querela nei confronti del proprietario del bar per il mancato versamento del denaro. Per giustificare il movimento economico, pochi giorni dopo la somma viene investita nelle società Italia Global Service srl e Apron srl, gestite in occulto dagli stessi Frascella, De Gregorio e Schena. Tra l'altro, all'interno dell'Italia Global Service troviamo anche la Pianeta Italia srl, nella quale risultano come societarie la figlia di Schena e una certa Michelina Vitucci (anch'essa arrestata oggi), moglie di Frascella. Insomma, un intricato gioco di scatole cinesi, un classico nelle organizzazioni criminali, con lo scopo di riciclare in qualche modo il denaro delle estorsioni, incluse quelle ai danni di un altro bar in via Flavia, sempre a Roma.

Il problema, per De Gregorio e compagni, è che a questo giro il gestore del bar non ci sta, e denuncia tutto, scattano le indagini, e nella rete degli arresti ci finiscono tutti i nomi coinvolti. De Gregorio, che tra l'altro è stato anche sospeso Ad Horas dall'Ordine dei giornalisti della Campania, viene considerato in particolare il perno intorno al quale ruota l'intera organizzaione criminale e l'apice organizzativo delle società destinate a nascondere e ripulire un fiume di denaro, tra cui i 470mila euro ora finiti sotto sequestro insieme alle società:

Apron srl

Italia Global Service srl

Pianeta Italia srl

Italia comunicazione srl

Ittica italianasrl

Per quanto riguarda gli arrestati:

Ai domiciliari, Vito Meliota, nato a Conversano (BA), il 06.08.1982

In carcere:

Sergio De Gregorio, nato a Napoli il 16.09.1960

Antonio Fracella, nato a Nardò (LE), il 7.08.1978, ex appartenente alla Marina Militare

Vito Frascella, nato a Taranto, il 14.10.1979, ex appartenente alla Marina Militare

Giuseppina De Iudicibus, nata a Napoli il 23.05.1964

Michela Miorelli, nata a Rovereto il 19.06.1976, pregiudicata per reati tributari, truffa e bancarotta fraudolenta

Con obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria: Michelina Vitucci, nata a Bari il 01.02.1976

Al momento in cui scriviamo risulta invece irreperibile e ricercato Corrado Di Stefano, nato a Roma il 14.01.1952, già da tempo all’estero, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Foto © Imagoeconomica

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