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Mafie News

Processo Montante: sottufficiale Gdf Carvotta racconta dei problemi avuti col maggiore Orfanello

di AMDuemila
Ieri mattina al processo di rito ordinario sul cosiddetto Sistema Montante che si celebra a Caltanissetta è stato sentito il sottufficiale della Guardia di Finanza Alfonso Carvotta che ha parlato dei problemi avuti con il maggiore Ettore Orfanello, uno dei 17 imputati. "In un paio di circostanze ci furono delle problematiche con il maggiore Ettore Orfanello. - ha detto Carvotta al pubblico ministero Maurizio Bonaccorso - In una in particolare mi ha ammonito verbalmente dicendomi che dovevo ringraziare che era maggiore perché, gente come me che si poteva mettere di traverso o poteva ostacolato nella propria carriera, poteva macinarla". "Mi chiamò lui nel suo ufficio, fu a margine di un'attività relativa all'Asi. Ho ricollegato questo al fatto che avevo esternato in più occasioni, anche in presenza di altri colleghi, le mie perplessità in merito a delle attività che si erano svolte alla zona industriale, in specifico sull'abusivismo edilizio. - ha aggiunto il teste - In quell'occasione avevo anche detto che comunque, non essendo attività abituale del nucleo di Polizia tributaria, se il comandante o chi per esso mi avesse chiesto di andare a fare un certo tipo di attivita' avrebbe dovuto metterlo per iscritto". Altro episodio curioso dell’atteggiamento del maggiore “fu durante un'attività di indagine sul consorzio Asi. Un giorno venne arrabbiato e ci ammonì perché la documentazione non era pronta. Siamo andati alla sede dell'Asi dove c'era anche Alfonso Cicero con altri dipendenti. Fece convocare e ammonì tutti affinché collaborassero in maniera celere e senza nascondere nulla nel reperimento della documentazione di un accertamento su Salvatore Mistretta e l'assegnazione delle aree industriali ai vari imprenditori che richiedevano l'utilizzo. Verso ottobre 2011 arrivò Orfanello in divisa, palesemente arrabbiato per il fatto che durante un'audizione con la commissione antimafia non era stato in grado di riferire lo stato dell'indagine sull'Asi. Ci disse - ha ricostruito il teste - che dovevamo darci una svegliata cercando di velocizzare il tutto. Io dissi che non potevamo esitare la pratica se tutta la documentazione non era ancora pervenuta. Se non ricordo male - ha osservato - l'esito fu che queste aree furono assegnate senza ottemperare alle norme sull'assegnazione”.