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Mafie News

Giornalisti sotto attacco, Ossigeno per l'informazione chiede monitoraggio Ue

minaccia pistola mano c imagoeconomicaNumeri impietosi: nell'ultimo anno morti in Ottanta
di AMDuemila
Mille e dieci giornalisti uccisi in tutto il mondo negli ultimi dieci anni, 80 solo negli ultimi dodici mesi. Sono questi i numeri impietosi che vengono presi in esame dall'Ong "Ossigeno per l'informazione" che ha riunito all'Istituto italiano di cultura a Bruxelles alcuni giornalisti da Italia, Francia e Belgio vittime di intimidazioni.
E' chiaro che le minacce che subiscono hanno volti e nomi diversi, ma il pericolo è lo stesso per i giornalisti in tutta Europa, e ha a che fare con la loro vita. L'Ong evidenzia l'importanza di replicare il modello di protezione dell'Italia, preso a esempio anche dall'Unesco, cui affiancare un monitoraggio scientifico. Del resto il nostro Paese conosce bene il fenomeno ed il sacrificio di sangue pagato è stato altissimo.
Basta ricordare, per citarne alcuni, Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
"Questo problema è reale, esteso e sostanzialmente incontrastato", spiega il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato. I recenti assassini di Daphne Caruana Galizia e Jan Kuciak, a Malta e in Slovacchia, lo dimostrano. "Quelle morti si potevano e si dovevano evitare - prosegue Spampinato -, se fossero stati in Italia molto probabilmente si sarebbero salvati". Come Federica Angeli, giornalista de La Repubblica, che vive sotto scorta dal 2013, minacciata dai clan mafiosi di Ostia, ma che oggi può raccontare la sua storia. "All'inizio, sono stata lasciata completamente sola, nemmeno il mio giornale aveva preso seriamente la mia situazione e per due anni non ne ha mai parlato", racconta. Non ha mai smesso di sostenere "la ricerca della verità" e, nonostante tutto, è rimasta a vivere a Ostia con i figli. Ad accendere i riflettori sul suo caso è stata Ossigeno. E sono 3722 storie di minacce negli ultimi dieci anni in Italia documentate dalla ong. La pressione sui giornalisti oggi è tornata ad aumentare in tutta Europa. Altri casi, quelli del marsigliese Philippe Pujol e del belga David Leloupha. L'Europa ha bisogno di un monitoraggio attento, ma anche di leggi nuove, spiega Fabrice Rizzoli, esperto di mafie e professore a Science-Po di Parigi. "In Italia c'è una presa di coscienza diversa, basti pensare alla serietà con cui la polizia tratta le minacce - spiega -. In Francia tutto questo non c'è e, finché non ci sarà reato di associazione mafiosa, lì la mafia" ufficialmente "non ci sarà mai".

 Foto © Imagoeconomica

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