Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Mafie News Cronaca Processo clan Spada, vittime assenti alla prima udienza

Mafie News

Processo clan Spada, vittime assenti alla prima udienza

Gli inquirenti: "Segnale inquietante e preoccupante"
di AMDuemila
"Un segnale inquietante ma che paradossalmente rappresenta plasticamente l'esistenza di una associazione a delinquere di stampo mafioso su quel territorio". E' questo il ragionamento che gli inquirenti hanno fatto il giorno dopo la prima udienza del maxiprocesso al clan Spada nel corso della quale le parti lese hanno disertato l'aula per paura decidendo di non costituirsi.
Per chi indaga è una decisione quella di non presentarsi nell'aula bunker, davanti ai giudici della III Corte d'Assise "forse prevedibile ma che non lascia indifferenti. A Rebibbia non sono mancate solo le vittime delle vessazioni ma ciò che colpisci di più è la totale assenza di rappresentanti dell'associazionismo locale - spiegano da piazzale Clodio - di quelle sigle che sono attive nel quartiere di Ostia. Negli scorsi mesi c'è stata la risposta dello Stato, con arresti e con un presidio costante del territorio, ma tante persone che vivono ogni giorno questa realtà ancora oggi sminuiscono il fenomeno come opera di bulli o piccola malavita".
Sono circa quindici le persone vittime di violenze e vessazioni subite dal clan Spada e che hanno deciso di non costituirsi parte offesa nel maxiprocesso. Dalle carte dell'inchiesta, culminata con i 32 arresti del gennaio scorso, emergono i "profili" di chi è stato vittima di estorsioni e soprusi.
Hanno deciso di disertare l'aula i familiari di Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera), ammazzati ad Ostia nel 2011. Un omicidio, secondo l'impianto accusatorio, ordinato da Carmine e Roberto Spada.
E tra le vittime vi è anche il titolare di una agenzia immobiliare data alle fiamme con una molotov il 16 novembre del 2011. Nell'ordinanza con cui la Procura ha chiesto e ottenuto il processo con rito immediato per 24 persone vengono citati anche i soggetti vittime di usura ed estorsioni come il titolare di uno stabilimento balneare di Ostia a cui il clan ha imposto, secondo l'accusa, il noleggio di attrezzature oppure al gestore di maneggio a cui il sodalizio ha chiesto l'assunzione di una persona e di accollarsi il debito che quest'ultimo aveva con gli Spada. Tra le parti offese compare anche Rita Di Silvestro, la signora a cui era stata assegnata una casa popolare e che sarebbe stata obbligata a cederla a Roberto Spada in cambio di un appartamento di cubatura minore. Sulla mancata presenza e costituzione come parte civile delle molte vittime è intervenuta anche la giornalista Federica Angeli, sotto scorta per avere denunciato gli Spada: "Ho annullato la presentazione di #amanodisarmata a Ostia. Sono stanca di applausi e di 'Sei tutti noi'. No. Non sono quel noi".
La Angeli scrive le sue considerazioni in un post su Facebook. "Dov'erano tutte quelle associazioni di commercianti, balneari, cittadini di Ostia che per anni hanno piagnucolato asserendo che al quartiere era stata messa l'etichetta di mafioso quando invece era tutto a posto? - si è chiesta la Angeli - Dov'erano quegli onesti cittadini che oggi potevano finalmente battere il pugno sul tavolo e additare i veri responsabili dell'etichetta appiccicata a Ostia e venire in quell'aula dove è iniziato il processo per mafia nei confronti del clan Spada?".
"Ve lo dico io. A scrivere comodamente sui social che il problema di Ostia è Federica Angeli, la stampa, la procura che ha scambiato fischi per fiaschi. A pontificare su cosa è e cosa non è la mafia - ha aggiunto la giornalista - Sapete cosa vi dico cittadini di Ostia? Fino a oggi vi ho compreso. Ho giustificato l'atteggiamento perché pensavo fosse paura, sfiducia nello Stato, rassegnazione, abitudine al male. Da oggi non vi giustifico più. O rialzate la testa ora, subito, in questo preciso momento storico o non lo farete mai più e sarete condannati alla schiavitù. Io vado avanti per la mia strada, continuo a combattere per la mia famiglia e per la mia libertà. Perché sono libera, perché la legalità è una libertà irrinunciabile. Voi restate pure schiavi. Senza di me".

Fonte: ANSA

In foto: la corte del processo Spada (© Imagoeconomica)

Le recensioni di AntimafiaDuemila

LA RETE DEGLI INVISIBILI

LA RETE DEGLI INVISIBILI

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

"Quella contro la 'ndrangheta è una battaglia che...

ECONOMIA DROGATA

ECONOMIA DROGATA

by Giorgio Malfatti di Monte Tretto

La criminalità organizzata dedita al narcotraffico ha portato...


GLI AGNELLI

GLI AGNELLI

by Antonio Parisi

Quando il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, insieme...

VITTORIO ARRIGONI

VITTORIO ARRIGONI

by Anna Maria Selini

Nei campi con i contadini e in mare...


IL GIOCO DI LOLLO

IL GIOCO DI LOLLO

by Federica Angeli

Una madre, una giornalista e una città, Ostia,...

MAFIA NIGERIANA

MAFIA NIGERIANA

by I.M.D.

Estorsioni, spaccio di droga, violenza e controllo totale...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa