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Mafie News

Riforma della giustizia, si attende ancora


gratteri nicola web6Commissione presieduta da Gratteri punta su mafia, intercettazioni e processi più veloci

di AMDuemila

Siamo alle porte del 2016 ed anche quest’anno è stato costellato da tragiche e scandalose vicende di mafia, corruzione e criminalità. La necessità di interventi decisivi da parte dello Stato si fa sempre più evidente. Quasi un anno fa la commissione istituita dal governo per combattere la criminalità, presieduta da Nicola Gratteri (procuratore aggiunto di Reggio Calabria) aveva depositato la relazione di 266 pagine  che argomentano ben 130 articoli depositata all'Ufficio legislativo di Palazzo Chigi. Dal Governo si attende ancora il riscontro effettivo.
In cima alla lista degli interventi da effettuare per contrastare la criminalità c’è quello sulla gestione dei beni confiscati.  
Le proposte dalla commissione prevedono anche interventi per risolvere il grave rallentamento dei processi, inasprire le pene per alcuni reati riferiti alla mafia ed intervenire sul tanto dibattuto tema delle intercettazioni: pubblicazione e disposizione, problemi più che mai attuali che attendono soluzioni.

Pene più severe

Il voto di scambio va punito anche “nel caso in cui l’accordo avvenga con un appartenente ad un’associazione di stampo mafioso” e non solo nel caso previsto dalla legge del 2014 “in cui l’accordo riguardi l’impegno del gruppo malavitoso a procurare voti con le modalità” del metodo mafioso.  Secondo la Commissione quando avviene l’accordo tra politico ed esponente della criminalità organizzata “il disvalore s’incentra sulla riconosciuta caratura criminale del soggetto”. La proposta prevede anche un inasprimento della pena: invece che da 4 a 10 anni di carcere viene proposta una detenzione non inferiore ai 10 anni. Anche se il reato di associazione a delinquere è finalizzato al traffico di rifiuti la Commissione propone pene più severe per promotori (da 5 a 15 anni) e per gli aderenti (da 4 a 9 anni).


Prescrizione e processi lumaca

Per evitare che la prescrizione demolisca processi ed anni di lavoro con un nulla di fatto e una brusca “interruzione” la Commissione chiede che una volta arrivati alla sentenza di primo grado la prescrizione cessi il suo decorso. Tutelando ad ogni modo l’imputato condannato  da processi infiniti di “irragionevole durata” con la previsione, in questi casi,  di un “rimedio compensativo non pecuniario” deciso dal giudice. 
Mentre propone di alleggerire il carico di lavoro del personale amministrativo grazie alle tecnologie e all’informatica per tagliare costi e tempi: Rilascio degli atti su supporto informatico e introduzione del processo telematico.


Le intercettazioni

Sul tema della pubblicazione delle intercettazioni la relazione della Commissione non transige: “Chiunque, fuori dei casi consentiti, pubblica o diffonde in qualsiasi modo il testo d’intercettazioni di conversazioni telefoniche o altre forme di comunicazione, ovvero di corrispondenza acquisita agli atti di un procedimento penale, il cui contenuto abbia portata diffamatoria e che risulti manifestamente irrilevante a fini di prova, è punito con la reclusione da due a sei anni e conlamultadaeuro2.000ad euro 10.000”.
Se da una parte però si dichiara chiaramente contro la pubblicazione delle intercettazioni che non sono rilevanti ai fini della prova, dall’altra prevede una facilitazione per i pm nel disporle. Il magistrato infatti non dovrà più sostenere che si stia commettendo un crimine ma potrà disporre intercettazioni ambientali in luoghi privati per necessità d’indagine

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