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Mafie News

Strage di Bologna, trentacinque anni dopo ancora senza mandanti

bologna05Oggi una città intera si stringe attorno ai familiari. “Impossibile dimenticare”
di Aaron Pettinari - 2 agosto 2015
“35 anni senza mandanti”. Dice tutto il manifesto della commemorazione della strage di Bolgona. C'è il grido e lo sdegno dei familiari delle vittime e di una città intera. C'è la richiesta di verità e giustizia, che ancora manca come troppo spesso accade nei grandi attentati che hanno insanguinato il nostro Paese, sulla bomba che esplose il 2 agosto 1980, alle ore 10.35, uccidendo 85 persone e ferendone altre 200 alla stazione di Bologna. Fu talmente violenta che investì persino il treno Ancona-Chiasso che era in sosta al primo binario. L'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini la definì come “L'impresa più criminale mai avvenuta in Italia”.
“Bologna non dimentica” era scritto nello striscione che sfilava davanti al corteo lo scorso anno. Del resto è impossibile dimenticare tanta violenza, tanti morti (tra cui diversi bambini), con i corpi delle vittime che vennero portati in ospedale con gli autobus della linea 37.
A causare quell'inferno, per quel che è noto, tre ex terroristi neri, Mambro, Fioravanti e Ciavardini, condannati come esecutori materiali.
Fu quest'ultimo, secondo quanto stabilito dalla Cassazione nel 2007, a portare all'interno della stazione la valigia con l'esplosivo. Ma giustizia non è stata ancora fatta perché non si conosce chi c'è dietro l'eccidio. Non solo. Vi è anche la beffa.
Luigi Ciavardini, è in semi-libertà dal 2009. Può lasciare il carcere di Rebibbia per andare a lavorare, anche perché è inserito in un programma di recupero, come ha chiarito il garante capitolino per i detenuti quando i consiglieri Masini e Nanno (PD) denunciarono la sua presenza in Campidoglio. In libertà invece ci sono Membro e Fioravanti, lo scorso novembre condannati dal tribunale civile di Bologna a risarcire danni per 2 miliardi, 134 milioni e 273 mila euro, da versare alla Presidenza del Consiglio e al ministero dell’Interno. Denaro che non hanno mai versato.

Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto e deputato Pd, ha chiesto lo scorso marzo un’indagine ispettiva sulle procedure che hanno concesso la libertà condizionale ai due esecutori della strage di Bologna, condannati a ben 7 ergastoli ciascuno.

La risposta del Governo? Non è necessaria alcuna ispezione e a dirlo è stato l sottosegretario Cosimo Maria Ferri. Per Ferri i requisiti necessari per la condizionale esistevano, compreso quello del “ravvedimento”. Eppure i due ex Nar hanno sempre negato ogni coinvolgimento nella strage del 2 agosto 1980, quindi di che ravvedimento si parla?

La verità sui mandanti
Nel 35esimo anniversario di quella strage messa in atto da neofascisti, ma dai mandanti ancora oscuri, l’Associazione dei familiari delle vittime chiede ancora verità e giustizia ed il manifesto delle commemorazioni di quest'anno parla chiaro.
I primi di luglio l'associazione ha anche depositato in Procura un dossier.
Si tratta di “Un lungo e approfondito lavoro di ricerca e analisi incrociata di migliaia di pagine di atti giudiziari di processi per fatti di strage e terrorismo dal 1974 ad oggi”, ha spiegato lo stesso deputato dem Bolognesi. Con la richiesta di revocare l’archiviazione per l’ex Nar Gilberto Cavallini.
E proprio del dossier parlerà oggi sul palco a Bologna. “Racconterò il dossier – ha annunciato intervistato dal quotidiano La Repubblica - I servizi segreti hanno sempre considerato Fioravanti un cane sciolto, invece la città deve sapere dei suoi legami con Ordine Nuovo e la P2”.
Secondo Bolgonesi, rileggendo gli atti di processi di stragi come Piazza Fontana e Piazza della Loggia si potrebbe risalire dal terrorismo nero al “cuore oscuro delle Istituzioni” dietro la strage. E questo documento rappresenta un tentativo di offrire nuove piste ai magistrati per risalire ai mandanti. A febbraio erano state archiviate in modo definitivo anche le indagini a carico degli ex terroristi rossi tedeschi, Thomas Kram e Margot Christha Frohlich, finiti indagati nel filone della cosiddetta “pista palestinese”. Un’ipotesi quindi cestinata che era stata evocata dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, premier ai tempi dell’attentato.

L'appello per mantenere le promesse
Ma l'impegno dell’Associazione dei parenti delle vittime è anche nell' appello al governo Renzi affinché vengano rispettate anche altre promesse – mancate – sugli indennizzi, sui vitalizi e sulla piena applicazione della desecretazione degli atti riservati sulle stragi. Così come sul reato di depistaggio. Basti pensare che se nel 2004 fu votata la legge 206 a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi, la sua attuazione non è mai stata oggetto di particolare interesse. Tanto che, nonostante le promesse dell’attuale esecutivo, quegli indennizzi non si sono mai visti.
Dice sempre Bolgonesi a La Repubblica: “Siamo stati costretti a lanciare una petizione on line per chiedere al governo di mantenere le promesse: quelle di Delrio nel 2013 e di Poletti lo scorso anno. Sui risarcimenti ai familiari, sul reato di depistaggio, che è fermo al Senato dopo un iter travagliato alla Camera, e sulla desecretazione degli atti sulle stragi, fatta senza logica, perché non si può chiedere di far luce a chi finora ha coperto”. E poi ancora. “Le promesse tradite sono un segno di decadimento morale e istituzionale del Paese. C’è stata grande disattenzione. Non faccio polemiche, il governo rispetti gli impegni e siamo a posto. Anche Salvatore Borsellino, che ringrazio, ha aderito alla petizione 'Renzi, rispetti le promesse' lanciata dai familiari”.

Il programma di oggi
Secondo le previsioni saranno oltre duecento oggi a sfilare con le gerbere bianche appuntate al petto, i famigliari delle vittime del 2 Agosto. Dal Comune, dove li incontrerà il sottosegretario Claudio De Vincenti a nome del governo, arriveranno alla stazione, dove interverrà il presidente del Senato Pietro Grasso.
Il programma prevede alle 8.30 l'inizio della manifestazione a Palazzo d’Accursio. Alle 9.15 il corteo con i gonfaloni delle città prenderà il via dal Nettuno, lungo via dell’Indipendenza, per giungere in piazzale Medaglie D’Oro. Alle 10,10 l’intervento dal palco di Bolognesi, seguito da un minuto di silenzio in ricordo delle vittime. Poi i discorsi di Grasso e del sindaco. Alle 11.15, dal piazzale Est partirà il treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro per ricordare, con le corone sulle lapidi, le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. Nella chiesa di San Benedetto, in via dell’Indipendenza, monsignor Giovanni Silvagni celebrerà la messa ( ore 11.15). Alle 11.30, in piazzale Cotabo, verranno deposte delle corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti. Infine, la serata in piazza Maggiore (21.15), con il concerto e la proiezione del film “La linea gialla”, prodotto da Repubblica e Movie Movie (oggi alle 21 in prima visione su Sky Cinema Cult).

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