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Mafie News

Mafia capitale, dal “Colle Cesarano" alle “Sirene”

hotel sireneLa storia dei rapporti del Ras di Tivoli con la sanità privata
di Giuliano Girlando - 2 luglio 2015
Dopo le dimissioni da Capogruppo del Pd di Marco Vincenzi e il caso della clinica “Colle Cesarano”, il ruolo del consigliere regionale nelle scelte politiche della sanità del Lazio sembra determinante in una serie di interessi intrecciati. Ecco che dall'informativa del Ros esce nell'indagine patrimoniale del consigliere Vincenzi che percepirebbe reddito, oltre che dalle Terme Acque Albule Spa e dalla Fonte Santo Stefano di Aprilia, entrambe società del gruppo Fincres di Bartolomeo Terranova, dall'Istituto Neurotraumatologico Italiano Spa ovvero l'Ini, gruppo fondato da Delfo Faroni e gestito dalla medesima famiglia di cui Jessica, figlia di Delfo, è anche presidente di AIOP Lazio (Associazione Italiana Ospedalità Privata). Qualche giorno prima delle sue dimissioni da capogruppo del Pd Marco Vincenzi, tramite un comunicato, si complimentava con la Faroni per la sua riconferma come presidente dell’Aiop “Ho il piacere di conoscerla personalmente e so bene con quanta professionalità e passione si impegni in tutte le sue attività. Come regione Lazio stiamo portando avanti un complesso programma di riorganizzazione per migliorare l’offerta dei servizi sanitari”.

E per far fronte al sovraffollamento degli ospedali romani, Jessica Faroni e l’AIOP Lazio si erano mostrati disponibili previo accordo con la regione, a mettere a disposizione posti letto nei reparti di medicina delle case di cura private.
Ma da dove  parte il legame del consigliere regionale del Pd Marco Vincenzi col gruppo Faroni?
Tornando indietro con la carriera politica, arriviamo all'anno 2007, in cui Marco Vincenzi concludeva il secondo mandato da sindaco di Tivoli e la storia ci porta ad un fatto abbastanza singolare e ad un ex albergo storico di Tivoli: l'Hotel Sirene con affaccio sulla Villa Gregoriana, oggi bene gestito dal Fai. All'ingresso il cartello dell'agenzia immobiliare recita: “Vendesi appartamenti prestigiosi in residenza storica”. Ecco come si presenta oggi quello storico albergo di Tivoli. Cinque anni fa, il 12 novembre 2010, il Reparto Socio Ambientale della Polizia Municipale di Tivoli mise i sigilli al cantiere dell'ex hotel che fu sottoposto a sequestro penale. Il cantiere fu aperto al fine di trasformare l’ex Hotel Sirene, con affaccio su Villa Gregoriana e sul Tempio di Vesta e Sibilla, in appartamenti da 6.000 euro al metro quadrato. Ma dalla procura di Tivoli, su mandato dell'allora Sostituto Procuratore Maria Perna, un solerte magistrato della procura, strano ma vero, che fu poi trasferito presso il Ministero della Giustizia, furono apposti i sigilli perché “privi del permesso di costruire”. Abuso edilizio, dunque, segnalato alla magistratura da un esposto del Circolo Legambiente di Tivoli e della sezione Valle dell’Aniene e Monti Lucretili di Italia Nostra. Sicuramente fece scalpore in città la chiusura dell’albergo, il primo dicembre 2007, che privò del lavoro dieci dipendenti ed il cambio di destinazione d'uso, da alberghiero a residenziale, richiesto dalla famiglia Faroni, attraverso il semplice atto amministrativo della D.I.A. (denuncia di inizio attività lavori) per ricavare appartamenti privati. Certo che la famiglia, allettata dalla facilità di "lauti guadagni" con una semplice speculazione edilizia, ha pensato bene di trasformare uno dei gioielli dello stile liberty di Tivoli nonché storica residenza alberghiera, in mini appartamenti da vendere a più di cinquemila euro a metro quadro. Ci voleva solo l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso che dovevano rilasciare gli uffici del Comune di Tivoli. E così fu.
Il cambio di destinazione d'uso arrivò quindi gli ultimi giorni prima della scadenza del secondo mandato di Marco Vincenzi, allora sindaco di Tivoli, oggi consigliere regionale del Pd del Lazio dimessosi dopo la seconda ondata di Mafia Capitale, dopo che i quotidiani nazionali hanno pubblicato le foto dei suoi incontri con Salvatore Buzzi. E' chiaro quindi che Salvatore Buzzi sperava in un supporto politico forse nel campo della sanità grazie ai buoni rapporti con un gruppo importante delle cliniche private che Marco Vincenzi ha consolidato da anni, ma a cosa mirava Buzzi oggi ancora non è dato saperlo, forse gestire cliniche private convenzionate?

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