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Mafie News

Borrometi: ''Vivere sotto scorta non è un privilegio''

borrometi paolo c imagoeconomica 59di AMDuemila
"Vivere sotto scorta non è un privilegio, è quella cosa per cui io, da cinque anni, non posso più vedere il mare della mia Sicilia. A chi dice che è un privilegio gli farei fare una settimana della mia vita sotto scorta, della vita che sono costretto a vivere e non per aver fatto qualcosa di particolare, ma solo il mio dovere".
Con queste parole il giornalista Paolo Borrometi, direttore di "La Spia.it" e presidente di Articolo 21 che da anni vive sotto scorta perché minacciato dalla mafia, è intervenuto nella sala consiliare del Municipio di Pescara questa mattina partecipando all'incontro organizzato dal sindacato dei giornalisti abruzzesi, in collaborazione con la Fnsi, dal titolo 'Armi&Bavagli contro la libertà di stampa'. Un tema strettamente connesso, come sottolineato da tutti i relatori, non solo alle minacce ma anche al precariato. "Oggi non posso che partire dall'articolo 21 della Costituzione - ha detto Borrometi - non solo come diritto e dovere di informare da parte dei giornalisti ma soprattutto come diritto dei cittadini ad essere informati". "Se un giornalista piace alle persone di cui scrive non è un merito, c'è qualcosa che non va - ha aggiunto Borrometi - non siamo tutti uguali, dobbiamo dirlo. Io quando sono stato aggredito e lasciato mezzo morto prendevo 3,10 euro lordi ad articolo e le spese sanitarie me le sono pagate da solo. Quando ho chiesto una mano al giornale mi è stato detto che non potevano fare niente perché non ero assunto". Poi la questione delle querele temerarie: "Il fatto che nel procedimento penale spesso non si arrivi a processo non vuol dire che il problema non esista. Io ho ricevuto una novantina di querele, 84 sono state archiviate ma in una cinquantina di casi sono stato sottoposto ad interrogatorio e ogni volta mi sono dovuto pagare un avvocato e sono uno sporco precario. Qualche settimana fa è stata archiviata una querela nei miei confronti da parte di un capomafia di Siracusa. Non contento mi ha chiesto 100mila euro in sede civile".

Fonte: ANSA

Foto © Imagoeconomica

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