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Mafie News

Arrestato superlatitante dei Casamonica

casamonica guerinoDeve scontare oltre 11 anni di reclusione per sequestro di persona
di AMDuemila - Video
Con un blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati si è conclusa, ieri mattina, la latitanza di Guerino Casamonica, boss appartenente dell’omonimo clan venuto alla ribalta delle cronache per il funerale “scenografico”, in perfetto stile italo americano con tanto di Rolls-Royce, del capoclan Vittorio. Casamonica era ricercato dal 27 giugno scorso quando, dopo l'emissione da parte della Corte di Appello di Roma della condanna a piu' di 11 anni di carcere per sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni personali, aveva fatto perdere le proprie tracce. E’ stato arrestato mentre andava a messa alle porte di Roma accompagnato dalla moglie e dal figlio e successivamente è stato condotto in carcere a Rebibbia.
E’ proprio seguendo i suoi familiari che gli investigatori hanno individuato il rifugio nel comune di Morlupo. Il latitante aveva trovato ospitalità nella sede di un’associazione di solidarietà sociale e di servizi assistenziali, all’interno di una palazzina dove erano presenti anche abitazioni private.



Guerino Casamonica, figlio di una componente della famiglia Spada, assieme ad altre tre persone venne arrestato nel marzo 2011 in flagranza di reato per aver sequestrato nella Capitale due uomini, un romano di 50 anni e un colombiano di 32 anni che furono anche pestati violentemente, per farsi riconsegnare circa 150mila euro.
Successivamente i quattro contattarono anche i parenti, minacciandoli, per farsi pagare quote di 30mila euro per la loro liberazione. Grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma venne scoperto il luogo in cui i due sequestrati erano rinchiusi e per liberarli fu necessario un vero e proprio blitz. Durante l'operazione non mancarono momenti di tensione in quanto uno dei “carcerieri” aveva con sé una pistola semiautomatica calibro 7,65. All'arrivo dei soccorsi le due vittime furono portate in ospedale di cui una fu ricoverata in gravi condizioni per le lesioni al volto.

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