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Processo a parte per Pino Maniaci: no a giudizio con imputati di mafia

maniaci pino 500di AMDuemila
Pino Maniaci esce dal processo alla mafia di Borgetto “Kelevra”. La posizione del direttore di Telejato è stata stralciata. Maniaci è accusato di estorsione e diffamazione. Nei prossimi mesi il giornalista di Partinico verrà giudicato dal tribunale monocratico di Palermo. Il giudice Benedetto Giaimo ha di fatto accolto la tesi della difesa formata da Antonino IngroiaBartolomeo Parrino che sosteneva non esserci un collegamento tra i reati contestati a Maniaci e quelli per i quali sono a processo gli altri imputati. Per il giudice Giaimo i capi d'imputazione contestati a Maniaci sono effettivamente slegati da quelli rivolti agli altri dieci imputati, accusati di appartenere alle famiglie mafiose di Partinico e di Borgetto e, a vario titolo, di estorsione e intimidazione.
L’accusa nei confronti di Maniaci è quella di aver chiesto con insistenza soldi ai sindaci di Borgetto, Gioacchino De Luca, e Partinico, Salvo Lo Biundo. Al direttore di Telejato viene altresì contestato di aver imposto a un assessore di Borgetto l’acquisto di duemila magliette col logo della sua emittente. Accuse sempre respinte al mittente dallo stesso Maniaci.
Dopo oltre un'ora di camera di consiglio è stata sciolta la riserva anche sulle altre eccezioni e richieste preliminari: in considerazione del danno subito restano fra le parti civili già costituite le associazioni antiracket recentemente cancellate dall'albo prefettizio.
Nelle prossime settimane il presidente della Seconda sezione penale si occuperà di assegnare il fascicolo. Resta confermata l’ordinanza che permette la presenza in aula delle telecamere.

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