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Mafie News

Di Matteo alla Dna, entro fine mese la decisione del Csm

di matteo c giorgio barbagallo effdi AMDuemila
Si avvicina la decisione del Csm per i cinque posti da sostituto alla Superprocura guidata da Franco Roberti e questa, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere la volta buona che il pm di Palermo Nino Di Matteo vada alla Direzione nazionale antimafia come vincitore di concorso. Attraverso il normale concorso per meriti quindi,  non come gli era stato proposto due mesi fa, dopo l’ultima notizia di attentato nei suoi confronti,  tramite corsie straordinarie per motivi di sicurezza. "Accettare un trasferimento con una procedura straordinaria connessa solo a ragioni di sicurezza - aveva dichiarato all’epoca il pm rifiutando la “scorciatoia” - costituirebbe a mio avviso un segnale di resa personale ed istituzionale che non intendo dare. Alla direzione nazionale antimafia eventualmente andrò solo e quando supererò una procedura concorsuale".
La prossima settimana la Terza Commissione di Palazzo dei marescialli comincerà infatti la discussione sui candidati da proporre al plenum per l’ufficio diretto da Roberti. La decisione arriverà al massimo entro la fine del mese.
A concorrere assieme al magistrato Di Matteo, ci sono altri 65 colleghi. Tra di loro ci sono i due pm del processo Mafia capitale Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli, l'ex assessore alla Legalità del Comune di Roma Alfonso Sabella, ora pm a Napoli, il segretario dell'Anm Francesco Minisci e i procuratori aggiunti di Palermo Teresa Maria Principato. Inizialmente aveva fatto richiesta anche il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita che però ha revocato la sua domanda alla Dna alcune settimane fa.
Nino Di Matteo, costretto a vivere con una scorta da capo di Stato a causa dei progetti di attentati nei suoi confronti, già altre due volte aveva partecipato al concorso per la Dna ma il Csm lo aveva bocciato in entrambi i casi nonostante il corposo curriculum di oltre vent’anni di inchieste sulla mafia, politica e stragi. La prima volta preferendo al suo posto altri magistrati, mentre la seconda volta per un banale vizio di forma fu tagliato fuori dal concorso.

Fonte ANSA

Foto © Giorgio Barbagallo

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