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Mafie News

Il Brass Group resta senza fondi, Garsia protesta davanti Palazzo d'Orleans

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di Aaron Pettinari
Anche le Agende Rosse scendono in campo a sostegno della Fondazione
Tagli, azzeramenti, ridimensionamenti. Così muore la cultura in Italia in base a quell'assurda logica secondo cui, in nome della recessione economico-finanziaria, per sopravvivere si devono effettuare tagli e ridimensionamenti proprio in questo settore. Un fenomeno che si sta sviluppando, anno dopo anno, in tutto il Paese e che investe pesantemente anche la Sicilia.
Accade così che, dopo oltre quarant'anni di storia la Fondazione Brass Group di Palermo, unico ente italiano di produzione di musica jazz, tra i più rari al mondo, rischia la chiusura dopo essere stata esclusa dai finanziamenti regionali inizialmente previsti nella finanziaria della Regione.
Per scongiurare questo pericolo il maestro Ignazio Garsia, che la presiede, da quattro giorni ormai si trova a protestare davanti a palazzo d'Orleans, sede della Regione, dove ha trasferito un pianoforte a coda. “Siamo qui ormai da quattro giorni e pretendiamo che si diano delle risposte – commenta lo stesso Garsia – Il primo giorno, a causa anche del brutto tempo, è stato particolarmente duro. Ora però eccoci anche con un gazebo e l'affetto di tanta gente. Non possono ignorare tutto questo in Regione”. Poi aggiunge: “Nei giorni scorsi ho sentito che il 15 marzo si discuterà una legge che chiamano 'legge stralcio', dove si discuteranno alcuni articoli che non si sono affrontati durante finanziaria. Spero che si trovi una soluzione entro quella data per incardinare qualche emendamento ed articolo per il rifinanziamento della Fondazione senza la quale non sarebbe possibile un salvataggio”.
Garsia spiega come questo “taglio” sia stato veramente sorprendente dopo che lo scorso anno lo stesso Bass Group aveva dato il via ad un piano di ristrutturazione del debito: “I deficit che erano presenti erano figli di quei tagli stabiliti nel 2013 e degli azzeramenti subiti nell'anno successivo. Per questo il nostro Cda aveva deliberato l'adozione di questo piano, inviato anche alla stessa Regione. Oltre a rateizzare la riscossione si era deciso di puntare su quelle attività accessorie che sarebbero possibili proprio potendo contare su quei fondi regionali. Penso alla caffetteria, ai book shop, alle visite guidate, alla ristorazione e quant'altro. Dobbiamo tenere conto che tra lo Spasimo ed il Teatro Santa Cecilia, il teatro siciliano più antico e recentemente rinnovato, abbiamo davvero un patrimonio culturale importante”.


“La nostra orchestra è tra le più apprezzate in Europa – prosegue il presidente del Brass – Non posso pensare che dopo 42 anni di storia tutto possa finire con la Fondazione costretta a portare in tribunale i libri per la liquidazione. Per questo oggi siamo qui. Di idee per il rilancio ce ne sono tante. Abbiamo un vero e proprio Museo del Jazz con cinque postazioni, tremila partiture d'orchestra, quasi 800 ore di registrazioni storiche dagli anni '70 ai giorni nostri che i musicisti possono studiare, ascoltare. E poi sembra davvero un controsenso affossarci ora che è stato ristrutturato l'intero Teatro. Dalla riapertura abbiamo ottenuto un grandissimmo successo di pubblico e di critica con la felicità di tanti palermitani che hanno visto restituito alla collettività il loro teatro. Il Governo di questo deve tenere conto”.
In questi giorni sono arrivati tanti attestati di solidarietà da parte delle istituzioni, a cominciare dal sindaco Leoluca Orlando che si è impegnato in prima persona per cercare di risolvere la questione, ma anche sindacati, artisti, e cittadini. Così questa mattina una decina di Agende Rosse di Salvatore Borsellino, si sono ritrovate assieme a Garsia davanti a Palazzo d'Orleans. “Da tempo collaboriamo con il Brass – dicono i rappresentanti – Da anni siamo ospiti del Santa Cecilia per celebrare il compleano di Paolo Borsellino e ci sono state tante attività che abbiamo svolto e che vogliamo svolgere assieme. Per questo siamo qui a dare il nostro sostegno a questa protesta. La cultura, come l'istruzione e la legalità, è un fondamento importante nella società e va difesa in ogni sua forma”.

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