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Giudici onorari: poco onore, molti oneri

toga giudice webzdi Salvo Vitale
Poco prima che scoppiasse la Rivoluzione Francese, l'abate Sieyes diceva: "Che cos'è il terzo stato? Tutto. Che cosa conta? Niente. Che cosa vorrebbe contare? Qualche cosa" Qualcosa di simile si potrebbe dire della Magistratura Onoraria in Italia. Sono dei magistrati che portano avanti l'80-90% dei processi monocratici: se non ci fossero loro la giustizia si fermerebbe, come sta accadendo in questi giorni, che vedono i magistrati onorari astenersi dal lavoro e protestare per mettere all'attenzione di tutti i loro problemi. Li potremmo chiamare dei "giudici supplenti", dal momento che i giudici titolari, quelli vincitori di concorso e all'interno delle carriere della magistratura hanno una tale mole di lavoro da non riuscire ad espletarla in tempi accettabili. Non contano niente perchè sono pagati 70 euro a udienza, raggiungendo un massimo di 900 euro al mese, sono privi di qualsiasi contributo previdenziale, di assistenza o malattia o maternità, senza, dunque, tutti quei diritti riconosciuti a qualunque lavoratore dalla Costituzione italiana e senza il diritto un minimo di sicurezza per il futuro. In pratica dei precari a vita, lavoratori a cottimo. Vogliono che il loro ruolo e il loro lavoro venga riconosciuto e regolato, con adeguata retribuzione  e che possa essere superata questa aperta forma di lavoro nero da parte dello stato, ovvero da quello stesso stato che dà a questi giudici la facoltà di condannare chi pratica il lavoro nero e non paga i contributi al lavoratore chiamato a fare applicare la legge. Se per oneri si intende il peso di lavoro che questi giudici si trovano ad affrontare, ce n'è tanto, con le annesse responsabilità, se per onore si intende la dignità di lavoratori con il diritto a una giusta retribuzione, agli oneri previdenziali e a un contratto di lavoro, di ciò non c'è niente.

Parlare della Magistratura Onoraria in Italia non è semplice, ma la si potrebbe riassumere con la seguente espressione: “giudici in prima linea a costo zero”. Essa è composta, essenzialmente, da due figure: Vice Procuratori Onorari (VPO) e Giudici Onorari di Tribunale (GOT), poi, ci sono anche i Giudici di Pace, ma quella è un’altra storia, anch’essa anomala.
Di certo, è una figura lavorativa atipica, ma comoda alla Giustizia Italiana e, nello specifico, alla Magistratura Togata che essendo numericamente inferiore, è costretta a scaricare molto del suo lavoro sulla Onoraria, specialmente indagini e processi di particolare delicatezza e importanza. A parità di responsabilità tra le due categorie nella trattazione di determinati processi, di certo non corrisponde una parità nè economica nè giuridica. Si tratta di giovani avvocati che si sono dovuti cancellare dall’albo, poiché dalle Procure viene richiesto come requisito il non esercizio della professione forense per ragioni d’incompatibilità.
A Palermo ogni Vice Procuratore Onorario arriva a trattare una media di 250/300 processi al mese, svolge indagini, coadiuva il P.M. togato in processi di particolare importanza ed ha una competenza in ordine a reati che prevedono la reclusione fino a dieci anni, come per esempio: omicidi colposi, anche per colpa medica, estorsioni, furti, rapine, ricettazioni, diffamazioni (anche a mezzo stampa), ingiurie, stalking, lesioni, spaccio di stupefacenti, reati finanziari, truffe o false testimonianze, anche nei casi in cui derivino da processi trattati in Corte di Assise, che abbiano avuto ad oggetto omicidi volontari o sequestri di persona o in genere reati che, prevedendo una pena detentiva superiore a dieci anni, che sono di competenza superiore al Tribunale Monocratico. Processi di questo tipo richiedono professionalità, studio, capacità di saper padroneggiare l’udienza in cui vi sono imputati anche pericolosi e numerosi testimoni. Se seguire tali processi può essere professionalmente gratificante, di converso ciò comporta non pochi inconvenienti e non di scarsa importanza, che si possono sintetizzare nella totale assenza di garanzie e sicurezza, dato che la faccia vista in udienza è quella del Vice Procuratori Onorario. Sono diversi gli episodi che hanno visto coinvolti, loro malgrado, Vice Procuratori Onorari e Giudici Onorari  come vittime di minacce, ingiurie ed altro, sia all’interno che all’esterno delle aule del Tribunale, da parte di imputati e/o loro familiari, vedesi recentemente giudice di Pace di Taranto dott. Pomarico Giovanni la cui autovettura il 15 novembre è stata presa a colpi di lupara.
Ogni VPO è impegnato nel suo lavoro quotidianamente, poiché, a parte la presenza in udienza, la sua attività consiste anche, e soprattutto, nello studio preliminare di circa 30 processi ad udienza. E' una situazione che ormai si protrae da più di 16 anni, che certamente fa comodo al Ministero della giustizia, ma che ha indotto la Commissione Di Giustizia Europea a seguito di alcuni ricorsi presentati da Magistrati Onorari, ad avviare una procedura d’infrazione all'Italia al fine di conformare il diritto nazionale a quelle che sono le direttive europee in materia di previdenza e di tutti quei diritti spettanti a questi lavoratori che per tanti anni hanno lavorato per lo Stato Italiano.
Il mancato esercizio della professione forense è l'aspetto più delicato, perchè nessun detenuto o imputato si farebbe assistere da chi fino a pochi giorni prima gli ha comminato una  condanna.
La figura del Magistrato Onorario con il tempo si è evoluta, non è più quella prevista venti anni o trent’anni fa, oggi le sue competenze si sono notevolmente allargate, in special modo quelle dei Vice Procuratori Onorari, che vengono utilizzati anche per le indagini in ordine ai reati di competenza dei Giudici di Pace, per gli affari civili, per la formulazione dei Decreti Penali di Condanna per coadiuvare i P.M. Togati. Naturalmente, non è previsto che un magistrato onorario si ammali, abbia un incidente (anche sul lavoro) o una maternità: può farlo, ma senza  compenso.
Il ministro della Giustizia Orlando, dopo avere promesso, all'atto del suo insediamento, che avrebbe risolto il problema, ha tirato fuori una la proposta di riforma nell’aprile 2014, che crea una specie di Ufficio del Giudice, in cui, non si capisce bene in che termini le figure onorarie potrebbero o meno muoversi, ovvero se vi sia intenzione di utilizzare gli onorari in carica, con la loro professionalità acquisita nel tempo, o se si debba iniziare “ex novo”, dato che sono stati stanziati sette milioni di euro per gli "stagisti", ovvero per i neo laureati che pare dovrebbero sostituire quei 6000 magistrati onorari che da più di  sedici anni sono stati al servizio dello Stato. Il trentuno di maggio 2016, se la riforma non sarà approvata i più anziani, ovvero la maggioranza della magistratura onoraria in Italia andranno a casa.
La Magistratura Onoraria in Italia rappresenta quasi la metà della Magistratura Italiana, con un carico processuale notevole (circa il 90% dei procedimenti monocratici), quindi, è ormai assolutamente indispensabile per fare muovere la macchina della Giustizia.
La Magistratura Onoraria è ben consapevole dei propri limiti e non pretende e non chiede certo un’equiparazione a quella togata, vincitrice di un concorso pubblico, ma chiede di continuare a svolgere il lavoro in condizioni più umane e dignitose e soprattutto di non venire rimpiazzata dopo sedici anni di dedizione assoluta allo stato da più seducenti figure, che certo comporterebbero un risparmio economico ma lascerebbero insoddisfatto il cittadino e lascerebbero senza lavoro i cosiddetti "esodati della Giustizia". Lunedì 21 dicembre i giudici onorari scenderanno in piazza per gridare le loro ragioni.

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