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Mafie News

Maxi sequestro della Dia ai fratelli del boss Zagaria

di AMDuemila - Video
I Carabinieri hanno scoperto un traffico di armi dall’Austria all’Italia

Nel corso della mattinata odierna, nelle province di Caserta e Cremona, personale del Centro Operativo Dia di Napoli, coadiuvato da militari del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, ha dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo emesso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
La misura cautelare riguarda due ville e un'attività commerciale a Casapesenna (Caserta). Si tratta, fa sapere la Dia di Napoli, di beni "riconducibili ai fratelli del noto capoclan casalese Michele Zagaria" e "del valore complessivo di circa tre milioni di euro". Della famiglia Zagaria risultano condannati (ed attualmente detenuti) per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., anche alcuni tra i fratelli e le sorelle del citato capo clan: Beatrice, Elvira, Pasquale ed Antonio, questi ultimi due destinatari dell’odierno provvedimento cautelare reale.
Le attività investigative, che si sono avvalse di intercettazioni dei colloqui che i detenuti indagati svolgevano in carcere con i familiari, di intercettazioni telefoniche ed ambientali degli indagati liberi e di minuziosi e complessi riscontri di natura bancaria e documentale, hanno consentito di accertare la riconducibilità dei beni in sequestro, sotto il profilo della diretta pertinenzialità, alle fattispecie di reato contestate agli odierni indagati, i quali presentano, altresì, un quadro reddituale di assoluta sproporzione rispetto al valore dei beni dagli stessi acquistati.

Il traffico d'armi con l'Austria
Sempre nella giornata di oggi i carabinieri di Napoli, nel corso di un'altra indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno anche dato esecuzione a un decreto di fermo d'indiziato di delitto nei confronti di diverse persone coinvolte a vario titolo nel traffico di armi da fuoco dall’Austria all’Italia. Secondo gli investigatori, venivano portate in Italia armi da fuoco di vario calibro, tra cui Kalashnikov e Skorpion, destinate a rifornire diversi clan camorristici del territorio campano. Le indagini, sviluppate in collaborazione con l'Autorità Giudiziaria e le Forze di Polizia austriache, hanno permesso di identificare gli acquirenti, tra i quali ci sono persone appartenenti alla criminalità organizzata campana. Sono stati identificati anche i fornitori esteri, due cittadini di austriaci, e documentati i movimenti degli indagati campani sul territorio austriaco.

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