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Mafie News

Schiavone jr: ''Grazie a Cosentino 100 mila metri quadri per il centro commerciale 'Principe'''

cosentino nicola c imagoeconomicadi AMDuemila
Il figlio di Sandokan, oggi pentito, parla di "appoggi elettorali dei clan solo se di centrodestra"

Anche grazie all'aiuto di Nicola Cosentino fu possibile inserire nel piano regolatore di Casal di Principe (Caserta) una enorme superficie, pari a circa 100mila quadrati, da destinare alla realizzazione del nuovo centro commerciale "Il Principe" - mai costruito - sul quale si stavano concentrando gli interessi del clan dei Casalesi. L'accusa è lanciata dal collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, il figlio di "Sandokan" Francesco Schiavone, che da mesi sta verbalizzando le proprie dichiarazioni davanti ai magistrati della Dda di Napoli, Fabrizio Vanorio e Sandro D'Alessio. Verbali che sono stati depositati dal sostituto procuratore della Corte d'Appello di Napoli Carmine Esposito, il 27 novembre, durante l'udienza del processo di secondo grado noto con il nome "Il Principe e la Scheda Ballerina", in cui Cosentino è imputato insieme con altre persone per la vicenda della realizzazione del centro commerciale voluto dal clan dei Casalesi. Nicola Schiavone ha riferito fatti di sua conoscenza, avendo guidato il clan per almeno sei anni fino al 2010, quando fu arrestato. Nella prima fase, tra gli anni 2002 e 2003, prima di assumere la reggenza del clan, Schiavone junior ha spiegato agli inquirenti che ad occuparsi dei piani e dei permessi urbanistici, "furono a livello politico Nicola Consentino, il quale, con l'appoggio di Giuseppe Russo (boss dell'omonima famiglia mafiosa, ndr) e di Francesco Schiavone, detto "cicciariello" (lo zio di Nicola, ndr) si adoperò per l'approvazione di un nuovo piano regolatore generale che prevedeva una enorme superficie e cubatura al servizio del nuovo centro commerciale, oltre 100mila metri quadrati". Il tutto, ha detto l'ex boss, avvenne grazie alla collaborazione di dirigenti e tecnici comunali, tra cui anche una persona che aveva ricoperto la carica di assessore all'Urbanistica. L'ampliamento, ha sempre riferito il pentito, era a tal punto macroscopico da danneggiare addirittura "i bisogni abitativi della popolazione che, in molti casi, aveva bisogno di surplus di cubatura o di sanatorie per volumi in più realizzati abusivamente".
Nicola Schiavone ha anche dichiarato di avere saputo da un funzionario ed ex assessore di quel comune, che Cosentino era riuscito ad ottenere anche un cambiamento di destinazione urbanistica - da agricola a industriale, o commerciale - di alcuni terreni acquistati da suoi familiari adiacenti allo stabilimento di famiglia Aversana Petroli.
Schiavone jr si sarebbe lamentato del fatto che i politici coinvolti nella vicenda avessero pensato principalmente "ai propri affari", ma gli venne risposto che l'accorso sulla spartizione era stato stipulato tra il boss Giuseppe Russo (fratello della moglie del fratello di Nicola Cosentino, ndr), Francesco Schiavone (lo zio di Nicola, ndr) e Nicola Cosentino. Non solo. Il collaboratore di giustizia nei verbali ha anche ripercorso le tappe che hanno portato ai rapporti tra l'ex sottosegretario all'economia e il clan dei casalesi. Informazioni che avrebbe acquisito "de relato".
"A cavallo tra gli anni '80 e '90 Cosentino - ha detto - in procinto di partecipare a una competizione elettorale... chiese a mio padre, tra gli anni 80/90, di essere appoggiato dal clan. Mio padre concesse il suo appoggio, ma non ricordo se sia stato eletto o meno". Secondo Nicola, il boss Francesco Schiavone e Cosentino si incontrarono, in presenza anche di un'altra persona. Schiavone jr ha anche riferito che il clan dei Casalesi non aveva mai avuto simpatia per la Sinistra e a Cosentino, ad un certo punto del suo percorso politico, fu detto chiaramente che non avrebbe potuto avere l'appoggio del clan qualora avesse deciso di militare nelle fila di un partito di sinistra. "All'epoca stava nascendo Forza Italia - ha ricordato Nicola Schiavone - e Cosentino abbandonò i propositi di militare nella Sinistra e aderì al nascente movimento politico di Destra". Il processo è stato rinviato a febbraio 2019, per consentire ai difensori delle varie parti di prendere visione dei verbali.

Foto © Imagoeconomica

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