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Mafie News

Dia: la 'Ndrangheta ha il primato del traffico degli stupefacenti

di Davide de Bari
Possibile grazie agli accordi con i Narcos. Nuove vie per la droga nei porti nord europei

"La 'Ndrangheta conferma il suo ruolo centrale nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, grazie al rapporto privilegiato, se non esclusivo, con le organizzazioni criminali del Sud America, attraverso il territorio spagnolo utilizzato dai sodalizi calabresi anche per riciclare denaro di provenienza illecita per coprire la latitanza dei suoi accoliti". Ancora una volta la relazione della Dia del secondo semestre 2018 conferma il primato delle cosche calabresi nel traffico di droga grazie ai rapporti con i narcos Sudamericani. Inoltre, il rapporto ha evidenziato come il porto di Gioia Tauro "ha rappresentato per un lungo periodo lo scalo marittimo privilegiato per l'ingresso della cocaina proveniente dal Sud America in Europa ed attualmente - si legge - sembra aver perso tale primato, cedendo il passo ad altri terminal sul Mediterraneo e a quelli del Nord Europa". Quindi secondo la Dia "ciò potrebbe essere dovuto ad un duplice ordine di fattori: l'aumento, rispetto agli altri anni precedenti, dei controlli svolti nei porti dei Paesi di provenienza da parte delle locali autorità". E' stato evidenziato come i porti maggiormente utilizzati per i traffici internazionali di droga fossero, oltre a quelli di Anversa e Rotterdam, anche quelli di Gioia Tauro e, in misura minore, Genova, Livorno, Napoli e Salerno. Riguardo il traffico di droga nei nuovi porti del Nord Europa, la Dia cita le indagini che "hanno documentato il trasferimento, tra il settembre 2017 e giugno 2018 circa di 300kg di cocaina partiti dal porto di Puerto Ventura (Colombia) con destinazione finale Anversa (BE)". Altro aspetto rilevante emerso dalla relazione è rappresentato dal tentativo dei calabresi di pagare i carichi di droga ai referenti sudamericani in particolare ai brasiliani, con i Bit Coin; operazione non riuscita per l'incapacità dei narcos sudamericani di utilizzare tali strumenti di pagamento innovativi.
Secondo la Dia "le cosche calabresi sono alla ricerca continua di un indebito accesso ai circuiti finanziari legali, utili al riciclaggio dei capitali illeciti insinuandosi prima nelle dinamiche relazionali degli enti locali e degli imprenditori, per riuscire così a condizionarne le scelte. Le aree più floride del Paese e diversi Stati esteri (Germania, Canada, Australia sono un esempio) hanno rappresentato, e costituiscono ancora oggi un motivo per avviare un processo di proiezione della struttura criminale, replicandone l'organizzazione, spesso facendo leva sulle capienti disponibilità economiche e sulla spiccata vocazione imprenditoriale dei propri clan". Su questo, la relazione cita le parole del procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Bombardieri secondo cui c'è "... la propensione delle cosche ad assumere il controllo di contesti criminali nei paesi del Nord Europa, ove da tempo esponenti delle cosche ionico-reggine si sono inseriti nei settori economici ed imprenditoriali... In tal senso, intere aree di Olanda, Belgio e Germania si sono progressivamente caratterizzate per la presenza stabile di 'locali di 'Ndrangheta, dirette propaggini delle strutture originarie, operative in Calabria".
Per quanto riguarda i paesi esteri, in Germania la relazione ha evidenziato che "la presenza di uno scalo portuale di primaria importanza a livello europeo, come quello di Amburgo, e la vicinanza geografica di Rotterdam fa della Germania un territorio di particolare interesse strategico per i traffici internazionali organizzati dalle cosche calabresi". Per la Dia "il processo di espansione della ‘Ndrangheta, le difficili condizioni economiche connesse alla riunificazione nazionale, avvenuta a partire dagli anni ’90, hanno permesso alle cosche di utilizzare al meglio le conseguenti opportunità economiche, pur dovendo fronteggiare, in ambito finanziario e immobiliare, la rilevante presenza di organizzazioni provenienti dall’Est Europa. Le investigazioni degli ultimi dieci anni confermano, in maniera incontrovertibile, l’esportazione del modello delinquenziale della ‘Ndrangheta anche in Germania, dove l’organizzazione malavitosa è stata clonata, realizzando strutture analoghe a quelle del territorio di origine". Per quanto riguarda il Belgio si è evidenziato che "la necessità dei narcotrafficanti di trovare sempre nuovi porti di approdo, ha fatto del Belgio una delle Nazioni di snodo per numerose attività illecite transnazionali, convogliate prevalentemente nello scalo portuale di Anversa, in considerazione della sua centrale posizione geografica in Europa". Stessa cosa per l'Olanda in quanto "numerose attività info-investigative hanno permesso di comprendere come uno dei centri nevralgici per le attività illecite che coinvolgono il territorio in esame sia lo scalo portuale di Rotterdam, crocevia strategico per il traffico internazionale di stupefacenti - si legge - Le cosche, prima sul territorio olandese e poi su quello tedesco, avevano investito ingenti somme di denaro in alcuni ristoranti, che costituivano, tra l’altro, le basi di supporto logistico ai traffici di cocaina, proveniente dall’America Latina, stoccata tra Olanda, Belgio, Germania e distribuita tra l’altro in diverse regioni italiane". Invece in Francia si è riscontrato un "notevole interesse della ‘Ndrangheta oltralpe" che "ha determinato la costituzione del 'locale di Ventimiglia', particolarmente qualificato dalle sue funzioni di 'Camera di passaggio', preposta al coordinamento operativo e strategico con le analoghe strutture ultranazionali attive in Costa Azzurra. La Cassazione ha, ormai definitivamente, sancito l’esistenza e l’operatività dell’articolazione criminale imperiese, diretto riferimento delle cosche 'Piromalli' e 'Mazzaferro' della Piana di Gioia Tauro (RC)". Per quanto riguarda l'Austria "tra le organizzazioni mafiose nazionali, la ‘Ndrangheta è sicuramente quella che, negli ultimi anni, ha manifestato i maggiori segnali di presenza. Una presenza volta innanzitutto al riciclaggio e al reinvestimento di capitali illeciti".

Foto © Imagoeconomica

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