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Mafie News

Caridi resta in carcere, cointeressenze con la 'Ndrangheta

caridi antonio c ansaLe motivazioni del Tribunale del Riesame per il senatore imputato al processo "Gotha"
di AMDuemila
Resta in carcere il senatore Antonio Caridi, tra gli imputati del processo “Gotha” anche a seguito dell’annullamento con rinvio della Corte di Cassazione per una carenza di motivazione del precedente giudicato cautelare. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha motivato il rigetto del ricorso degli avvocati difensori del senatore esaltando le parole del pentito Salvatore Aiello, soggetto all'interno della società Fata Morgana e che con Caridi ebbe stretti contatti. "Il rapporto fra Aiello e Caridi non è riconducibile ad uno schema corruttivo. Più semplicemente appare sintomatico di un sistema criminale che si attiva anche per superare le morosità del Comune" si legge nelle motivazioni. E ancora, riportando le parole del collaboratore di giustizia: "Fata Morgana era sentita dai De Stefano come cosa loro e oltre a pretendere una contribuzione/tangente mensile di 15mila euro, era utilizzata come serbatoio per assumere persone a loro gradite". Anche "Paolo Caponeracontinuava Aiello - diceva che Caridi era cosa loro; concetto che per la verità mi ribadì anche a proposito della persona dell’allora sindaco Scopelliti. Ricordo che quando le pretese di Caridi diventano troppo pressanti andavo in difficoltà perché da un lato dovevo pagare lui ed assumere le persone che mi indicava lui o Scopelliti, dall’altra dovevo pagare i De Stefano".
Ma il Tribunale non cita soltanto i rapporti Caridi-Aiello, poiché il ruolo del senatore "non si limita ai rapporti con i De Stefano, ma involge una serie di cointeressenze con numerose altre articolazioni della ‘Ndrangheta unitaria di tutti e tre i mandamenti. Sono gravi e concordanti gli indizi di colpevolezza che lo inquadrano al servizio della ‘Ndrangheta unitariamente intesa, con un ruolo di partecipe, dato che egli è consapevole e prende parte ad un più ampio piano criminale ideato da Paolo Romeo, che prevede la collocazione nelle istituzioni di uomini disposti a seguire le sue direttive, ma qualora ritengano di uscire dal seminato, sono prontamente eliminati dal circuito politico". Mentre per chi seguiva le direttive della "cupola" il risultato sarebbe stato una "sicura ascesa politica, come di fatto accaduto nel caso di Caridi, eletto nel 2013 Senatore della Repubblica".
Di Caridi parla anche il sottosegretario regionale Alberto Sarra, ugualmente imputato “Gotha”, che nel corso dell’interrogatorio di garanzia, infatti, “riferiva che 'tolto Paolo Romeo dal panorama politico reggino - avvocato ed ex parlamentare, già condannato per concorso esterno - le figure come Giuseppe Scopelliti - ex governatore - Umberto Pirilli - ex europarlamentare ed ex presidente della provincia - Pietro Fuda - ex presidente della Provincia ed ex senatore - Giuseppe Valentino - ex sottosegretario alla giustizia - e Stefano Caridi non sarebbero esistite’”. Sia la Direzione distrettuale antimafia che il Tribunale del Riesame descrivono Caridi come uno di quei “soggetti che prestano in maniera disinvolta il loro contributo ora ad uno e ora all’altro sodalizio criminale, potendo risultare utili agli interessi di ognuno senza necessariamente contrastare quelli di altri gruppi di ‘Ndrangheta”.

Foto © Ansa

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