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Mafie News

Dall'America Latina all'Italia, traffico di droga per il clan 'ndranghetista Alvaro

narcotraffico polizia gdfdi Emiliano Federico Caruso
Duecento agenti impegnati tra Guardia di Finanza e Polizia di Stato, diciannove arresti e mezza tonnellata di droga sequestrata nell'operazione La Romana, che ha portato all'arresto di affiliati al clan Alvaro e di alcuni dipendenti dell'aeroporto di Malpensa. L'arresto, ordinato dal G.I.P. Del tribunale di Roma, è stato coordinato da varie Forze dell'ordine della Capitale: i finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia tributaria, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Sezione narcotici della Squadra mobile, insieme agli agenti del commissariato di Fidene Serpentara e i militari della Guardia di finanza di Malpensa.

Proprio all'aeroporto di Maplensa, vicino Milano, arrivavano i carichi di droga partiti dal Sud America, grazie anche a un meccanismo che Mauro de Bernardis, il vero dominus del collaudato traffico, gestiva interamente da Roma. Da una parte lui, Mauro, dall'altra i sodali dominicani Rosa Zarzuela Rivas e Rony Telleria Berroa, di Rovigo, che gestivano le operazioni di partenza della droga dall'aeroporto La Romana (da qui il nome dell'intera operazione) nella Repubblica Dominicana, dove potevano contare anche sull'aiuto di Santos Medina Familia, un corrotto ufficiale della locale Policia Nacional.

La droga, arrivata all'aeroporto di Malpensa, veniva poi smistata con la complicità dei dipendenti aeroportuali Michele Andolfo, Roberto Nicolini, Ivano Cabrini e Pierluigi Maino (ora tra gli arrestati) e spedita verso il Sud Italia per essere affidata ai clan della 'ndrangheta, in particolare la nota cosca Alvaro.

Un clan, quello degli Alvaro, tra i più antichi e radicati di Reggio Calabria. Fondato a fine '800 dai fratelli Cosimo e Giuseppe, aumentò il suo potere alla fine degli anni '60 dopo la faida contro i clan Filetti-De Angelis-Orfeo, fece fortuna con i sequestri di persona nell'Aspromonte, per poi investire il denaro nel più proficuo traffico di droga. Un clan talmente ramificato, persino nel nord Italia, da essere diviso in cinque gruppi: Pajechi (gente di pagliaio), Carni i cani (carne di cane), Cudalunga (coda lunga) Pallunari (bugiardi) e Merri (merli).

Ma torniamo al traffico di droga, a quell'operazione chiamata La Romana che, in verità, è partita già quattro anni fa, a cavallo tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, quando gli agenti della Polizia di Stato risalivano a un traffico di droga gestito da Mauro De Bernardinis, Sandro Zumpano (ormai deceduto) e Marco Turchetta. Non un giro di pochi grammi, di quelli da spaccio di quartiere, ma un carico di 20 Kg di marijuana (le foglie della cannabis), 10 di hashish (la parte secreta dalle infiorescenze femminili della cannabis, dagli effetti più potenti della marijuana) e ben 35 Kg di cocaina, senza contare altri 252 Kg di cocaina sequestrati poco dopo a Cagliari, nascosti nel container di una motonave partita da Caucedo, nella Repubblica Dominicana, e giunta fino a Cagliari, nel Porto Canale.

Proprio nello stesso periodo, tra il 2013 e il 2014, le autorità sudamericane sequestravano 53 Kg di droga nascosti in un aereo pronto a partire dall'aeroporto internazionale la Romana, diretto proprio a quello di Malpensa (nello stesso aeroporto, a luglio del 2014, la Guardia di finanza sequestrerà altri 76 Kg di cocaina) dove, come abbiamo visto, veniva smistata da aeroportuali compiacenti e gestita con i collaudati traffici da De Bernardis, aiutato in questo da Claudio Chigarelli e Fabrizio Bianco, mentre i carichi di droga nel porto di Cagliari, dove vennero sequestrati altri 140 Kg di cocaina nel dicembre del 2014, venivano gestiti con la complicità di Giovanni Piero Falconi, Paolo Montisci e dei fratelli Davide e Francesco Carta.

Confrontando i dati ottenuti dalle autorità sudamericane e dalle Forze dell'ordine italiane, gli investigatori hanno ricostruito come il traffico fosse destinato a rifornire di droga i clan 'ndranghetisti, specialmente gli affiliati Vincenzo Alvaro, Francesco Forgione, Davide Maria Boncompagni e Angelo Romeo. Quest'ultimo, Angelo Romeo, era già stato raggiunto da un provvedimento di cattura emesso nel 2015  dal tribunale di Reggio Calabria in seguito all'operazione Santa Fe, che contrastò una cellula 'ndranghetista di Gioia Tauro, e venne infine arrestato nella Stazione centrale di Milano dopo una breve carriera da latitante.

Un traffico di droga degno dei peggiori narcos, dal Sud America all'Italia attraverso i comodi scali in Lombardia e Sardegna, smantellato ora dai duecento agenti della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, che, più in dettaglio, hanno infine portato all'arresto di:

.Vincenzo Alvaro, di Sinopoli, nato il 16 dicembre del 1972
.Angelo Romeo, di Sinopoli, nato il 3 agosto del 1973
.Francesco Forgione, anch'esso di Sinopoli, nato il 21 giugno del 1978
.Santos Medina Familia, di Dajabon, Repubblica Dominicana, nato il primo novembre del 1971
.Rony Telleria Berroa, di Santo Domingo, nato il 25 agosto del 1969
.Rosa Angelica Zarzuela Rivas, di Santo Domingo, nata il 7 febbraio del 1970
.Mauro De Bernardis, di Roma, nato il 16 agosto 1970
.Fabrizio Bianco, di Roma, nato il 21 giugno del 1960
.Michele Andolfo, di Santa Teresa di Riva,nato il 18 febbraio del 1958
.Ivano Cabrini, di Milano, nato il 9 agosto del 1965
.Roberto Nicolini, di Roma, nato il 20 gennaio del 1955
.Pierluigi Maino, di Gallarate, nato il 29 ottobre del 1973
.Frencesco Carta, di Sorgono, nato il 7 novembre del 1975
.Giovanni Piero Falconi, di Nuoro, nato il 15 settembre del 1971
.Paolo Montisci, di Orgosolo, nato il 20 gennaio del 1976
.Alessandro Galanti, di Roma, nato il 5 agosto del 1981
.Marco Turchetta, di Roma, nato il 24 febbraio del 1964
.Davide Maria Boncompagni, di Roma, nato il 18 febbraio del 1968
.Claudio Chigarelli, di Roma, nato il 23 dicembre del 1968

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