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'Ndrangheta Torino, boss Crea: ''Ho commesso tanti reati ma ora cambio vita''

crea aldo cosimo ansa alessandro di marcodi AMDuemila
Il “padrino” della ‘Ndrangheta torinese annuncia di voler tagliare con la criminalità. “Ho commesso molti sbagli, ma ho deciso di cambiare vita. Voglio liberarmi da ogni peso”. Sono queste le parole con le quali il boss Aldo Cosimo Crea giovedì, durante il processo per l’operazione Big Bang, che lo scorso gennaio aveva portato all’arresto di ben 22 persone, ha voluto prendere le distanze pubblicamente dal suo passato.
“Chiedo scusa. Ho sbagliato, ho commesso tanti reati, ma per me finisce qui" ha detto il boss che, se da una parte ha raccontato estorsioni di cui la procura non era a conoscenza, dall’altra ha negato il coinvolgimento in alcuni episodi estorsivi. Tra questi quello della famosa “testa di maiale” recapitata a una vittima con il biglietto intimidatorio e minaccioso. Il boss, ha preso le distanze da quell’intimidazione cruenta chiamando invece in causa un coimputato.
Nonostante le confessioni espresse in aula (prima volta che Aldo Crea rilascia dichiarazioni di questa portata) il suo avvocato Daniela Rossi ha spiegato che: "Questo non significa la volontà di cominciare un percorso da collaboratore di giustizia.” Tantomeno “quello di addossare colpe ad altri” ma dimostra “solo l’intenzione di cambiare vita" ha concluso.
Il boss è imputato assieme al fratello Adolfo Crea, entrambi considerati esponenti della criminalità organizzata reggina nel capoluogo piemontese. Arrestati nel giugno del 2011 nell’operazione 'Minotauro' erano poi tornati liberi tra il 2014 e il 2015 (Adolfo nel febbraio del 2014 e suo fratello nel giugno del 2015). Secondo il sostituto procuratore Paolo Toso i fratelli Crea avevano iniziato ad organizzarsi già dal carcere.
Davanti al giudice Giorgio Potito, anche il fratello Adolfo Crea ha voluto prendere parola per negare invece qualsiasi coinvolgimento nelle estorsioni a lui contestate e sottolineando la sua fiducia nella giustizia. La tesi di Adolfo Crea è che non avrebbe avuto modo di partecipare ai reati proprio perché in carcere. Il boss ha invece spiegato come nei circoli succedeva che veniva prestato del denaro a chi non ne aveva, e che in alcuni casi lui era intervenuto per dei litigi ma ha rimarcato di non aver mai commesso le estorsioni di cui è accusato.

Foto © Ansa / Alessandro Di Marco

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