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Mafie News

“Museo della 'Ndrangheta”, si indaga per truffa

museo-ndranghetaIscritto nel registro degli indagati anche l’ex presidente La Camera
di AMDuemila - 1° agosto 2015
Finanziamenti a pioggia, fatture false, rimborsi gonfiati ed un utilizzo di fondi pubblici per spese personali. E’ questo il giro d’affari che con l’appoggio della politica gravitava, secondo un’inchiesta della Procura di Reggio Calabria, attorno al “Museo della ‘Ndrangheta”.

Secondo la notizia riportata da “Il Fatto Quotidiano” i pm Gaetano Paci e Giuseppe Lombardo hanno iscritto nel registro degli indagati Claudio La Camera, l’ex presidente dell’associazione “Antigone-Museo della ‘ndrangheta” e consulente dell’Unodc, l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e appropriazione indebita.
Dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, che ha scavato tra i finanziamenti percepiti dal “Museo (oggi Osservatorio) della ‘Ndrangheta, emerge un business alquanto redditizio. Grazie alle entrature politiche, infatti, dal 2007 al 2014 La Camera ha rastrellato contributi pubblici per 856mila euro di cui quasi 800mila sarebbero stati erogati indebitamente.
Nell’inchiesta sarebbero coinvolti anche funzionari e politici (tra cui l’ex giunta di centrodestra guidata dall’ex governatore Giuseppe Scopelliti), denunciati per concorso in abuso d’ufficio.
Sono tra i firmatari della delibera con cui è stato finanziato il Museo.
Tra le spese folli lo stesso impianto di videosorveglianza, costato 120mila euro, ma che al collaudo era stimato appena 30mila euro.
Grazie alle pezze d’appoggio di Provincia e Regione venivano giustificati progetti assegnati dai Ministeri e patrocinati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, singoli convegni, cene, taxi, auto noleggiate e viaggi in Italia e all'estero, attualmente al vaglio, che sarebbero stati ingiustificati (e rimborsati).
Secondo la Guardia di finanza ci sarebbe quanto basta per interdire l’associazione antimafia e impedirle di accedere ad altri finanziamenti.
Ai convegni organizzati dal Museo hanno partecipato personalità importanti come l’ex presidente della Commissione antimafia Francesco Forgione, lo storico Enzo Ciconte e professori universitari come Nando Dalla Chiesa, Vittorio Mete e Rocco Sciarrone, tutti presenti a titolo gratuito. Per altri, invece, oltre alle spese di viaggio e di soggiorno è stato pagato un gettone di 4.800 euro per un seminario teatrale. I contenuti del dibattito venivano sbobinati e relazionati da Maria Ficara, compagna di La Camera, che per questo avrebbe percepito diverse migliaia di euro senza alcuna ritenuta d’acconto.
Su queste, ed altre spese “non spettanti” (dalle pinze per il bucato alla riparazione di una Mazda, passando per l'acquisto di un polli in lattice utilizzato come giocattolo per il cane, ndr) la Procura vuole ora vederci chiaro su una vicenda che rappresenta uno schiaffo in faccia a tanta gente onesta che nell'antimafia ci crede veramente. 

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