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Mafie News

Traffico di stupefacenti, maxi blitz contro i Mancuso

arresti-carabinieri-web0Quarantaquattro in manette. Scoperta raffineria nel vibonese
di AMDuemila - 9 luglio 2015
Importante operazione questa mattina, denominata “Overting”, condotta dai carabinieri che questa mattina hanno eseguito, in diverse località italiane ed estere, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di 44 indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti scaturiscono dalle indagini condotte dal Ros nei confronti di un'organizzazione transnazionale, collegata alla cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sudamerica e destinati ai mercati del nord Italia ed Europa.

Le investigazioni, che si sono avvalse di agenti sottocopertura, uno dei Ros ed uno dei Comando provinciale di Livorno, si facevano chiamare Maurizio Amico e Roberto Longo ed avevano costituito una apposita società, la Ligure Servizi, per ricostruire i componenti dell’organizzazione criminale. Grazie al loro apporto è stato possibile individuare i flussi intercontinentali del narcotraffico e, in collaborazione con la direzione centrale per i servizi antidroga, identificare le componenti colombiane, venezuelane e italiane del sodalizio.
Durante le indagini, la cooperazione giudiziaria e di polizia con le autorità colombiane e spagnole ed il sostegno assicurato dalla Dcsa hanno permesso il sequestro di oltre 600 chili di cocaina.
Le indagini hanno messo in evidenza come la droga veniva trasportata con tessuti imbevuti di cocaina, pavimenti con il fondo di droga grezza, travi in legno con all’interno la sostanza stupefacente. La cocaina veniva acquistata in Colombia per poi arrivare in Spagna e successivamente in Italia.
Un traffico internazionale di stupefacente che veniva gestito dalla cosca di 'Ndrangheta dei Mancuso di Limbadi, in sinergia con quelle della fascia jonica reggina e con le organizzazioni colombiane e albanesi.
La droga, almeno sino al 2007, sarebbe persino stata raffinata nel vibonese. La raffineria è stata individuata dai militari del Ros all’interno di un’abitazione rurale sita nella frazione Panaia del comune di Spilinga, nel Vibonese. L’immobile e’ risultato di proprietà di Domenico Cino, 62 anni, di Spilinga indicato dagli inquirenti come uno dei promotori, direttori, organizzatori e finanziatori dell’associazione di narcotrafficanti insieme a Ciro Davolo, 63 anni, di Vibo Valentia, Fabrizio Cortese, 43 anni, e Francesco Cortese, 46 anni, entrambi di San Gregorio d’Ippona. A Spilinga c'era anche una persona proveniente dal Venezuela chiamata dai componenti dell’organizzazione "il chimico". Questi aveva il compito di coordinare le procedure per l'estrazione della cocaina.
Dalle indagini è emerso anche il ruolo di un gruppo di albanesi impiantato a Fiano Romano.
“Il gruppo di albanesi - ha detto il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo - è stato il destinatario di una delle consistenti partite di droga gestite dall’organizzazione, che estendeva le sue ramificazioni in più parti della Calabria ed anche in varie zone d’Italia ed all’estero. Le aree di origine del traffico sono state individuate in Venezuela, Colombia e Cile, Paese quest’ultimo da dove c'è stato l’ultimo tentativo d’importazione. Destinatari del traffico sono diversi soggetti in varie zone del mondo, a conferma della transnazionalità dell’organizzazione”.
L'inchiesta ha subito una forte accelerazione negli ultimi mesi grazie alle dichiarazioni di Domenico Trimboli, broker del narcotraffico, arrestato e ora collaboratore di giustizia. A questi si erano rivolti i fratelli Cortese per importare cocaina. Le dichiarazioni del pentito hanno consentito agli inquirenti di decifrare il linguaggio utilizzato tra i narcotrafficanti. Così si è scoperto che con il termine “ragazza” si indicava la cocaina e che “cavallo” invece stava a indicare il passaggio in Spagna mentre il quantitativo di stupefacente veniva espresso in somme di denaro in euro.

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