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Mafie News

Minacce pm Reggio, individuato l’anonimo


lombardo-giuseppe-c-giorgio-barbagallo Video
di Francesca Mondin - 28 gennaio 2015

Secondo gli inquirenti l'uomo è in contatto con soggetti vicino alla 'Ndrangheta
Scoperto l’uomo che negli scorsi mesi aveva minacciato di morte, con una serie di telefonate anonime alla Guardia di Finanza, il pm della Dda Giuseppe Lombardo (in foto) e il procuratore aggiunto Nicola Gratteri. La voce che aveva messo in stato d’allarme la Procura di Reggio Calabria sarebbe, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Catanzaro (competente per i magistrati reggini, ndr), di Francesco Gennaro Triolo, classe 1968. Un operaio che secondo gli inquirenti sarebbe in contatto con soggetti ritenuti contigui a cosche della ‘Ndrangheta. Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza ha condotto una serie di perquisizioni nei confronti di altri soggetti che sono indiziati di essere collegati con le numerose telefonate. Il Triolo sarebbe anche stato ripreso da una videocamere mentre effettua una delle tante intimidazioni da una cabina telefonica. 
Le telefonate erano iniziate a novembre scorso, con messaggi chiari e concisi, inizialmente l’anonimo intimava al pm Lombardo di fermare le indagini altrimenti “lo facciamo saltare per aria… i 200 chili di esplosivo sono sempre pronti”. A distanza di pochi giorni c’erano state altre telefonate nelle quali venivano annunciati veri e propri attentati: “uccideremo il giudice Lombardo”; “siamo pronti a uccidere Lombardo al Parco Caserta”; o ancora “c’è una bomba al Parco Caserta per il giudice Lombardo”. 
Un fatto che aveva spinto il Ministero degli Interni a potenziare la sicurezza attorno al pm Lombardo che oltre a guidare le indagini sulla latitanza dell’ex deputato Fi Amedeo Matacena (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ndr), ha condotto delicate indagini sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto politico ed economico, che in alcuni casi hanno portato alla condanna dei vertici delle cosche Calabresi.

Con la sentenza del processo “Meta” è emerso chiaramente come si possa ormai parlare di dialogo tra ‘Ndrangheta visibile, rappresentata dai principali boss calabresi, e ‘Ndrangheta invisibile, fatta di insospettabili appartenenti alla massoneria deviata e ad altre lobby di potere.
Ieri Giuseppe Triolo, fratello del presunto responsabile, ha scritto una lettera in cui sostiene che il Triolo Francesco soffra semplicemente di disturbi psicologici e che dietro di lui non ci sia nessun legame con la ‘Ndrangheta.  
Se da una parte la Procura di Catanzaro potrebbe aver messo fine al “mistero” delle telefonate intimidatorie nei confronti dei pm reggini, dall’altra resta comunque alto il livello di allerta nei loro confronti. E’ un dato di fatto che il lavoro del pm Lombardo, sulle origini e sulla prosecuzione dell’eterna trattativa tra poteri di alto livello e mafie, è scomodo a molti. Negli ultimi anni infatti è stato più volte vittima di intimidazioni e minacce. Lo scorso anno ad esempio, il magistrato reggino era stato destinatario di un pacco contenente 50 gr di esplosivo ed un biglietto in cui si parlava per la prima volta dei “200 chili” pronti ad esplodere. Così come lettere anonime contenenti proiettili e bombe di carta con la foto del pm.

Foto © Giorgio Barbagallo

AUDIO/VIDEO Le minacce al pm Lombardo



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