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Di la tua | AntimafiaDuemila

''Un morto ogni tanto'' e ''Quel terribile '92'' raccontati ai ragazzi

pettinari borrometi disegno bambinidi redazione I Germogli della Legalità - Audio
Quarta puntata de “I Germogli della Legalità, la voce dei bambini contro le mafie”, prima del 2019. Ci eravamo lasciati nel vecchio anno raccontando la bellissima esperienza del Parco del Sole a Palermo, e quest’oggi dalla Sicilia ripartiamo, per conoscere lavori e progetti della Scuola dell’Infanzia Montessori, Istituto Comprensivo Rosario Livatino di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Seguirà un’interessante intervista, fatta da tre bambini di Acquaviva delle Fonti, ad Aaron Pettinari, scrittore e giornalista, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, il cui direttore Giorgio Bongiovanni, è già stato nostro ospite.

In apertura di trasmissione i due conduttori, Ludovica Di Chiara e Savino Percoco, ricordano le figure di Peppino Impastato, Rocco Chinnici e Paolo Borsellino, tutti nati nel mese di gennaio, voci libere impegnate a combattere la mafia e assassinati, insieme ad altri servitori dello Stato, per mano criminale.

A Palermo, presso il Teatro Santa Cecilia, nella ricorrenza del suo compleanno, è stata organizzata una serata per ricordare il magistrato Paolo Borsellino; dove tra i tanti contributi, sono emersi l’inedita recitazione di Salvatore Borsellino nei panni di attore, un brano interpretato da Roberto Pezzini e dedicato ad Attilio Manca e alcuni video. Tra questi anche un omaggio al magistrato realizzato da piccolissimi bambini della scuola dell’infanzia di Porto Empedocle, diretto e prodotto da Stefano Buccheri, con la regia della maestra Enrica Messina, ospite in trasmissione con il suo Preside Claudio Argento.

Il dirigente scolastico Claudio Argento, evidenzia l’intensa linea all’educazione della legalità, impostata sin dall’insediamento attraverso una vasta organizzazione di attività, mediante percorsi capaci di rendere la conoscenza delle problematiche territoriali e in particolare cause e conseguenze derivanti dal fenomeno mafioso. Una strada scelta per instillare i giusti principi, nei piccoli alunni, attraverso il coinvolgimento di genitori, famiglie, forze dell’ordine e amministrazioni territoriali.
Il ricordo del giudice Rosario Livatino, a cui è dedicata la scuola, vive mediante attività progettuali che tendono alla legalità e all’educazione di un comportamento adeguato e alla convivenza civile, affinchè si generino i cittadini del domani con aspettative positive, sociali, lavorative e relazionali. Ritiene altresì importante che le istituzioni si impegnino per la creazione di posti di occupazionali e aspettative di vita che portino i giovani a un'attività lavorativa nel territorio, che eviti lo spopolamento e la ricaduta nella illegalità.

La maestra Enrica Messina, promotrice del video in omaggio del compleanno di Paolo Borsellino, descrive il progetto come una strategia metodologica per rafforzare ed educare alla legalità, evidenziando la piccolissima età dei bambini dai tre ai cinque anni. Racconta inoltre lo studio effettuato per la scelta educativa mediante le ricerche sulle citazioni più importanti del magistrato, scegliendo la frase che recita: “E' normale che esista la paura in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti."

Nella seconda parte di trasmissione, i piccoli Alessandro, Stefania e Alessandra, hanno intervistato il caporedattore di ANTIMAFIADuemila, Aaron Pettinari.
Alessandra, recentemente premiata nel concorso promosso dall’Istituto Caporizzi Lucarelli di Acquaviva delle Fonti, per l’istituzione del nuovo logo, descrive il suo disegno intitolato “La bellezza della scuola” e racconta l’incontro e la grande emozione vissuta nell’abbraccio con Salvatore Borsellino. Stefania, propone l’istituzione di ore formative nelle scuole per l’approfondimento del tema della lotta alla mafia, mentre Alessandro esprime l’orgoglio della sua esperienza in Sicilia durante il viaggio d’istruzione in collaborazione con le Agende Rosse.



Rispondendo alle prime domande dei bambini, Pettinari spiega la struttura di cosa nostra, l’operatività territoriale delle varie organizzazioni criminali e un quadro sull’attuale situazione di comando dopo la morte di Salvatore Riina. Su quest’ultimo punto, evidenzia la difficoltà degli stessi inquirenti riguardo la comprensione delle nuove figure di potere, specificando però che nei primi di dicembre, attraverso l’arresto di 40 uomini, è stata sventata una tentata riorganizzazione nel palermitano.
Il giornalista quindi, non esclude che la gestione di cosa nostra possa ancora avere il controllo corleonese mediante il capomafia trapanese Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993 e primo erede di Riina nella scala delle gerarchie organizzative. Nonostante le catture di molti suoi uomini e familiari che hanno indebolito la sua rete protettiva, forse assistito dalla fascia imprenditoriale e vicina alle massonerie, è riuscito comunque a proseguire la sua latitanza.
Pettinari precisa però, che la presa di Messina Denaro non determinerà il decesso della mafia, ma considerando l’innovazione tecnologica dei social network, internet, cellulari, GPS, droni, ecc sembra incredibile che ancora non si sia riusciti a catturarlo.

Nella puntata vi è stato spazio anche per ricordare il libro redatto dal giornalista e intitolato “Quel terribile '92. 25 voci per raccontare l'anno che cambiò la storia” e di cui Alessandra e Stefania interpreteranno le pagine dedicate alla prefazione di Pietro Orsati e alla postfazione di Salvatore Borsellino. L’autore racconta l’esperienza che nel corso di un mese, ha portato alla pubblicazione della sua prima esperienza letteraria, raccogliendo le testimonianze di Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Fabio Caressa, Giobbe Covatta, Dario Vergassola, Jacopo Fo, Fiorella Mannoia, ecc.

Durante la trasmissione, Savino, a nome della redazione dei Germogli della Legalità, omaggia solidarietà a Paolo Borrometi, che il 22 gennaio, ha rinunciato alla presentazione del suo libro “Un morto ogni tanto” a Bitritto a seguito di una intimidazione recapitata presso la portineria romana di TV2000, che in dialetto siciliano “picca nai” avvertiva che gli restava poco da vivere.
Per rendere un segnale contro i criminali che tentano di fermare il giornalista di Modica, viene presentato il suo libro attraverso la lettura di alcune pagine, interpretate da Alessandro.

Al sostegno si associa anche Pettinari, che ricordando casi simili, ricorda Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Pippo Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi, ma anche Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Continuando, aggiunge che “noi giornalisti abbiamo un ruolo, io credo molto in quello che diceva Pippo Fava, ovvero che il giornalista ha un ruolo etico, che deve denunciare, deve mettere alla luce i fatti che accadono, li malaffare, evidenziare laddove ci sono le carenze da parte della politica, anche della magistratura e anche delle istituzioni, perché solamente se svolge questo ruolo di cane da guardia, allora la società può avere quello spirito critico che è necessario e fondamentale per definirci in un paese democratico. Voi, man mano che crescerete ragazzi, scoprirete che uno dei diritti fondamentali e più belli che noi abbiamo è proprio quello di informare ed essere informati. La nostra libertà di scelta è fondamentale, si manifesta proprio grazie a una corretta informazione e al nostro spirito e alla nostra volontà di conoscere le cose. In questo noi possiamo agire in maniera individuale e singolarmente, restando noi stessi informati”.

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